mercoledì 28 marzo 2012

#11Recensione


Recensione di "Sotto il vestito niente" e "Cercando Alaska" unica. Ho scritto una recensione sola per il giornalino della mia scuola. Li ho accomunati perchè secondo me hanno un finale strutturato in modo simile. 
 
Titolo: Sotto il vestito niente
Autore: Marco Parma
Casa editrice: Longanesi
Uscita: uscito nel 1983


Titolo: Cercando Alaska
Autore: John Green 
Casa editrice: Fabbri
Uscita: uscito ne 2006







Quando ho aperto per la prima volta “Sotto il vestito niente” ne è scaturito un profumo di anni ottanta e di frizzanti sfilate e cambi d’abito, di carta patinata e di cene eleganti, tutto in un’atmosfera di mistero. Sì, perché il romanzo, dalla copertina bordata di verde un poco sconcia (l’unica, in quanto c’è solo un’edizione), parla proprio di questo: il mondo della moda, precisamente quella milanese, degli anni ottanta del Novecento. Tra riviste di moda (e non solo!), stilisti frivoli e competitivi e relazioni amorose, la storia si apre con la scomparsa di Anne Sunsine, una tra le più belle modelle del periodo (perché si sa che la loro carriera è breve) trovata precedentemente cadavere. Viene allora mobilitata a risolvere il mistero la polizia, in particolare il commissario Bonanno, proprio mentre l’editore di una piccola ma promettente rivista, Venus, blocca l’uscita dell’ultimo numero, perché sulla prima pagina si affaccia la modella scomparsa. Nello stesso tempo i due maggiori stilisti, il giovane di origine siciliana Vassalli, detto Duca, e il già affermato Zarbonni, detto Zar, e la minore Anassagora (parodia per l’esistente Krizia: i due nomi erano infatti posseduti da figure storiche greche) sono alle prese con le imminenti sfilate milanesi e con un’accesa rivalità. Poi anche il direttore di Venus, Marco Parma (che è anche lo pseudonimo dell’autore, Paolo Petroni), scompare, e lui è l’ultima persona che ha visto la modella. Messaggi di minacce fanno pensare a un sequestro da parte delle Brigate rosse, che hanno lasciato un cane impiccato in casa. Anche altri cani sono presenti nel racconto, Bartolomeo il cucciolo che Parma ha regalato alla figlia della proprietaria di un bar (Tolomeo!) e si rammenta, ormai scomparso anch’esso, il cocker che la Sunsine ha portato per un certo tempo a spasso, che indossava lo stesso collare rosso che si nota in una foto con protagonisti la modella e lo stilista Vassalli. Parallelamente, infatti la storia è scandita da capitoli riguardanti piccoli fili della stessa vicenda, il rapporto amoroso e professionale tra Mario Pozzo, l’editore e Bice Banana (da notare il nome buffo e simpatico), giornalista in gamba del Corriere del Mattino (parodia di quello della Sera) si fa interessante e tenera: l’editore, grande playboy e molto schietto, preferisce la rotondetta Bice a tutte le modelle troppo magre. Proprio da lui proviene il tema che dà titolo al libro: le modelle hanno un corpo, un volto e un vestito, ma sotto il vestito, niente, sono strati di superficialità. Le vicende proseguono tra anagrammi, traffici di droga, sfilate di vestiti di materiali tecnologici e raffinati, il tutto con uno stile a tratti brillante, coinvolgente e incisivo, raramente confuso, e ricco di frasi simil-poetiche, finché non si giunge alla fine. E alla fine, sotto i fogli di carta cosa c’è? Niente! Sotto il libro niente! Il finale mi è parso confuso, mutilo e incompleto, e pure mi son chiesto perché l’autore sia arrivato fino lì a scrivere una storia così. Il suo pseudo-omonimo voleva scrivere un libro sul mondo della moda e i suoi difetti interiori, perciò credo proprio che volesse intendere, metaforicamente, che la moda, come mondo e settore commerciale è superficiale e vuota. Chissà!
Per associazione di idee, un altro libro che si affida all’interpretazione del lettore è "Cercando Alaska" di John Green. Tratta di Miles, che cerca il suo grande Forse e che si trasferisce in un college in Alabama. Qui incontra alcuni amici e insieme si divertono a fare scherzi, cercando così di sdrammatizzare le loro debolezze e indecisioni interiori (ma anche per farsi delle risate). Tra questi c’è anche Alaska, una ragazzina provata dal dolore per la morte della madre e per non essere riuscita a evitarla, forte, decisa, complessa e un po’ isterica, che compra libri nelle bancarelle da pochi soldi per riunirli nella sua Biblioteca della Vita. Ma quando tentano di distruggerle la Biblioteca, all'inizio ci rimane male, ma poi si vendica, in modo irriverente, che è un altro lato del suo carattere. La sua vita è piena di scherzi irriverenti, è il suo modo di affrontarla. Probabilmente lei è la stessa raffigurata nella copertina, quella bambola dagli occhi enormi che pare che vedano oltre. Ma poi succede qualcosa, e decide di abbandonarsi, si abbandona e basta. E’ vittima di un incidente, la causa della sua morte, o ha scelto lei di scontrarsi con la macchina? Agli altri decidere se si è lasciata andare o no. Infatti il racconto termina senza una vera risposta, la risposta la deve trovare il lettore dentro di sé, scegliendo. E’ questo un libro che, anche se non è perfetto, dà una piccola visione della vita (adolescenziale).

2**, 3***

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