lunedì 5 marzo 2012

#2Recensione


Recensione del libro “Shadowhunters – Le origini. L’Angelo”

Titolo: Shadowhunters – Le origini. L’Angelo
Autore: Cassandra Clare
Editore: Mondadori
Pagine: 480
Prezzo: 17€
Uscita: 06/2011
Altro: primo volume della trilogia spin-off di “The Mortal Instruments”, “The Infernal Devices”

Trama: Tessa, orfana sedicenne, lascia New York per raggiungere il fratello ventenne a Londra. Come unico ricordo della sua infanzia, porta con sé una catenina con un piccolo angelo dotato di un meccanismo a molla appartenuto alla madre. Quando il fratello scompare, la ragazza si trova immersa nelle nebbie sovrannaturali della Londra vittoriana e scopre un mondo popolato da vampiri, lupi mannari e stregoni: una realtà in cui mantenere il proprio equilibrio è difficilissimo. Per riuscirci, dovrà imparare a fidarsi degli Shadowhunters.
Recensione: Questa è la prima recensione che scrivo per questo blog - ho iniziato a pubblicarne sui i.b.s. e poi su aNobii – e perciò sono un poco agitato. Vabbè… comincio.
So che avrei dovuto anche inserire una recensione del resto dei capitoli della saga di Cassandra Clare, ma questo l’ho appena finito, mentre gli altri li ho letti tempo addietro.
Per quanto mi riguada, penso che gli scritti della Clare siano veramente molto belli. Il primo libro, “City of Bones” – “Città di Ossa”, mi aveva lasciato un attimo perplesso, non ero riuscito ad affezionarmi ai personaggi, soprattutto per il modo in cui i Nephilim, i Cacciatori di demoni e affini, trattano e come considerano i Nascosti, coloro che hanno a che fare con i demoni e gli angeli; in realtà, come si vedrà è soprattutto Valentine, il Nephilim malvagio, a comportarsi così maggiormente con loro. Comunque, con il proseguire dei capitoli, a imparato ad apprezzare le storie della Clare in modo molto intenso; praticamente sono tra i miei libri preferiti. I primi tre libri hanno, quindi, per me la struttura di un climax ascendente, ovvero dal primo capitolo introduttivo molto simpatico si è passati a un terzo epilogo davvero entusiasmante. Poi le vicende continuano, e meno male. Solo che il quarto volume non mi ha appassionato più di tanto, non l’ho trovato il degno seguito del terzo. Posto la recensione che ho pubblicato su aNobii, visto che non ci ho dedicato un intervento apposito:

Devo ammetterlo, ma per me che ho veramente apprezzata i precedenti libri, soprattutto il terzo, questo capitolo si è rivelato una lieve delusione. Certamente il mondo creato dalla Clare, con i suoi personaggi e lo stile con cui viene descritto sono una garanzia di una certa qualità e quando ho iniziato a leggerlo ero spinto da quello stesso interesse vissuto anche per la lettura de Harry Potter e i doni della morte. Però... la trama fatica a diventare veramente intrigante, come si aspetta dal seguito di un libro bello, e alcuni personaggi hanno perso leggermente lo smalto; soprattutto Magnus. Simon e Isabelle mi sono sempre più simpatici e mi piace la loro storia d'amore, così come mi irrita un bel pò Jace -a volte, spesso, è veramente detestabile-. Magnus, invece, che era il mio personaggio preferito qui non risalta per la sua stravaganza e carattere. E poi Lilith, boh, non mi è sembrata granché... il potere maligno che la sua figura richiama non è stato reso bene, non basta dire che c'è sempre stata sottoforma di civetta. E poi questa cosa delle sette demoniache l'ho trovato un pò schifosa e un pò inutile... Vabbé... il finale mi è piaciuto abbastanza! Di sicuro aspetto che venga pubblicato il quinto libro! 

In seguito ho letto questo capitolo, che è oggetto della recensione, e ho avuto una piacevolissima sorpresa: su aNobii avevo letto di molte recensioni in cui si dice che non è granché e che i personaggi sono copie di quelli della saga principale. Ma per me non è per niente così!
Questa storia mi ha davvero entusiasmato. Personalmente mi piace tanto il periodo vittoriano, l’800, Londra, e quindi già solo l’idea l’ho trovata molto buona. Poi si vede (e anche dalle note in fondo al libro) che l’autrice si è documentata e ha unito le informazioni con le sue idee per creare un’ambientazione affascinante. Per l’intera narrazione l’elemento magico non è molto presente o pressante, è velato e soffuso, cosa che ho apprezzato, in primis perché già l’ambientazione un tocco gotica rende bene, e poi perché effettivamente non mi piace una cosa troppo assurda o fantastica. I personaggi, che alcuni lettori hanno definito non molto interessanti, per i comprimari, e la copia di Jace & Clary per Will e Tessa, li ho invece trovati ben distinti e degnamente caratterizzati. Tessa è una ragazza amante dei libri e degli affetti, che, alla morte della zia, da New York parte per Londra verso il fratello Nathaniel (bel nome); Will è arrogante e presuntuoso, e perciò potrebbe sembrare troppo simile a Jace, ma mi è sembrato anche più complesso e meno antipatico, in qualche modo (odio Jace); Jem è completamente diverso dal personaggio che gli si potrebbe affiancare, Simon, in quanto dolce, comprensivo e maturo… Simon ha sì tutti questi lati positivi, ma ha anche differenze; Jessamine è la ragazza più in stile “Orgoglio e Pregiudizio”, desiderosa di vivere una bella vita con un bel marito, e si mostra anche coraggiosa; Charlotte e Henry, i gestori dell’Istituto londinese, sono due brave persone, lei con l’intento di gestire correttamente l’Istituto e lui con la passione per gli oggetti meccanici; si ritrovano, inoltre, due personaggi già incontrati nella saga principale, Magnus Bane e Camille Belcourt: quella di Magnus è una presenza fugace, ma colorata di stravaganza, e quella di Camille è altrettanto fugace, ma di estrema classe e che lascia il segno.Tutti gli altri personaggi sono altrettanto ben costruiti.
Lo stile della scrittrice lo trovo sempre ottimo (nonostante i ripetuti errori di editing), infatti per me i suoi libri sono poesia in prosa.
Numerose la battutine ironiche e velate, che sembrano veramente adatte ad arricchire ulteriormente un testo già splendido; sono anche di più e più divertenti di quelle pronunciate da Jace.
La trama e la costruzione delle vicende, dotata della sua autonomia rispetto alla saga degli strumenti mortali, è allo stesso modo molto ben strutturata e coinvolgente, come solo Cassandra Clare sa fare. Il libro termina quando questa è già a buon punto, ma lascia spiragli per il proseguo. La storia sentimentale è come sempre ben trattata.
Ho anche apprezzato il fatto che siano state fornite le note a riferimenti letterari, biografici  storici su oggetti contemporanei o antecedenti, così il lettore è ben informato e sì può, per quanto possibile arricchire culturalmente.
Quindi, questo libro mi è piaciuto davvero tanto e lo considero forse il più bello tra i libri della saga letti finora (chissà quale sarà il mio preferito, una volta letti tutti i dodici capitoli…), per tutte le caratteristiche citate, e poi mi sono affezionato ai personaggi e alle vicende fin da subito, anche se è il primo capitolo di una trilogia, cosa che non erastata immediata con “Città di Ossa”.
p.s.: Curiosità: Simon, in "Città di Ossa", paragona la scoperta degli Shadowhunters al gioco di ruolo Dungeons and Dragons, mentre Tessa, in "Le origini. L'Angelo", pensa "Ma i vampiri sono quei mostri dei romanzi a puntate, mentre le fate sono protagoniste di fiabe per bambini."
5*****         

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