sabato 10 marzo 2012

#6Recensione


Pubblico la recensione di un libro che ho letto l’estate scorsa e che mi è piaciuto abbastanza. E’ scritto dall’autrice italiana Bianca Pitzorno e ricalca le vicende del celebre romanzo di Charlotte Bronte, “Jane Eyre”.

Titolo: La bambinaia francese
Autore: Bianca Pitzorno
Editore
: Mondadori
Pagine: 498       
Prezzo: 10 €, la versione economica, 17€, la versione rigida
Uscita: uscito nel 2006

Trama: La storia di Sophie Gravillon comincia nella Parigi colta, spietata e rivoluzionaria di primo Ottocento e rischia di concludersi all'Ospedale di mendicità quando a otto anni rimane orfana. Interviene però una famosa stella dell'Opera, Céline, che finge di assumerla come bambinaia della figlia Adele. A casa sua Sophie conoscerà Toussaint, un ragazzino proveniente dalle Antille, e insieme a lui avrà il privilegio di essere istruita dal padrino di Céline, un vecchio marchese dalle idee illuministe. Alla morte del marchese seguiranno una serie di avventure fra Francia e Inghilterra. Un romanzo storico denso di riferimenti alla cultura del tempo.


Recensione: Questo libro mi è piaciuto. Ho deciso di comprarlo, spinto dal fatto che ho letto “Ascolta il mio cuore” della stessa autrice, e mi era piaciuto talmente tanto che ho iniziato a considerare la Pitzorno una delle mie autrici preferite, forse la migliore in Italia, e poi perché una delle mie ultime letture è stata proprio quella di “Jane Eyre”. Sinceramente mi aspettavo qualcosa di meglio, quel non so che, presente nelle avventure di Prisca e le sue amiche (le protagoniste di “Ascolta…”); bisogna comunque dire che lo stile di Bianca si sente e la sua capacità di narratrice è riscontrabile, anche se in maniera minore che nell’altro; ed è riuscita a imitare lo stile di narrazione ottocentesco delle Bronte, almeno in parte. Inoltre, alcuni contenuti, termini, e frasi fanno di questo uno dei libri più maturi dell’autrice, mi sembra.
La storia, almeno nella prima e ultima parte è molto bella; quasi ci si commuove comprendendo la storia dei vari personaggi, anche se la maggior parte ha una sorte positiva. La tematica principale della storia è il desiderio dell’abolizione della schiavitù, che fa di questo romanzo una finestra dalla quale, aprendola, esce uno sbuffo d’aria fresca che accarezza le guance e scompiglia i capelli; poi anche i diritti delle donne, l’abolizione dei pregiudizi tra i popoli, tutte ottime cose. Per questo, la storia è da consigliare. Ma anche perché offre i retroscena del grande romanzo di Charlotte Bronte, quale è Jane Eyre; sembra quasi di leggere Harry Potter e il prigioniero di Azkaban: grazie alla Giratempo, Harry e i suoi amici possono cambiare gli eventi e il lettore prima viene a conoscenza di essi, e poi di come sono avvenuti, ovvero a causa dell’intervento dei tre amici magici; allo stesso modo una persona che ha letto J. E. ha saputo delle cose, ma con questo libro, sa cosa è successo veramente al posto di quelle o contemporaneamente altre che riguardano altri personaggi. L’idea è molto bella, se non fosse che, per attuarla, bisogna modificare drasticamente il personaggio di Rochester, che da bizzarro, ma simpatico è diventato, perdonatemi i termini, un impacco di cacca e un putt******. Anche Jane viene vista da Sophie come una sfigata imbalsamata e priva di sentimenti positivi, come quando ha sgridato la piccola Adele perché ha deciso di cambiare look! Che esagerazione! E Celine, che viene descritta da Rochester the original una baldracca, qui è vittima di un baldraccone (sempre passatemi i termini); ma almeno così è diventato un personaggio formidabile, è generosa, bella, talentuosa, dignitosa e coraggiosa tutto con la fine in –osa ). Adele è maggiormente descritta e approfondita qui, e per questo risulta più tenera e dotata di tante qualità che nell’originale, dove sembra solo pronta a guardarsi allo specchio e a ricevere regali.
Inoltre, durante il soggiorno a Thornfield, mi è sembrato di rileggere alcune pagine del romanzo originale, praticamente di buttare del tempo… ma tutto il resto, e escludendo l’imbruttimento dei personaggi, la vicenda è carina e abbastanza leggibile. E poi, ci sono informazioni e citazioni e spunti colti, che arricchiscono il tutto.
Un aneddoto: ero giunto a buon punto del libro e sono andato in piscina. Mentre nuotavo a dorso, mi è venuta un’illuminazione: visto che la bambola è ingrassata, Celine la vuole subito, e Sophie ricorda che prima che arrivassero i nipoti cattivi la stava riempiendo di imbottitura, perché non dovrebbe averla riempita di documenti e gioielli? In tal caso, avendola in mano, riprenderebbe la memoria... Così è stato. A volte nuotare smuove le
Jidee.
Tornando al discorso della maturità di questo libro, non credo che i bambini/ragazzini sappiano cosa significa “orge” e cose del genere, più altri termini colti, se non scottanti; questo avvalora la mia tesi. Potrebbero creare dei dubbi, anche se io non ne ho avuti, e vabbè…
Mi è piaciuta molto la struttura della narrazione, è stata una scelta carina. Da apprezzare i vari periodi della storia alternati tra loro fino a diventarne uno unico.
Conclusione: sì, questo libro mi è piaciuto è mi sento di consigliarlo, ma è bene che si legga dopo Jane Eyre e si tengano presente entrambi, ma separati, perché non mi pare neanche il caso di odiare Mr. Rochester e Jane o “La bambinaia francese” perché in esso sono resi pessimi.
Una stella per la struttura narrativa. Una stella per la storia narrata. Una stella per le tematiche, le informazioni, i riferimenti colti e le citazioni. Una stella per la caratterizzazione dei personaggi, soprattutto quelli resi buoni e le situazioni che hanno creato, e per la bella idea di dar voce a tutti questi e di dare una nuova luce a questi e agli eventi.
Quindi, sì, è da leggere.


4****

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