sabato 14 aprile 2012

#15! Libri antichi e segreti nascosti


Nelle vacanze di Pasqua mi è successa una cosa curiosa e per me interessante. Avevo deciso di andare a frugare nella soffitta della casa di giovinezza di mio papà al fine di spolverare alcuni libri che potessero catturare la mia attenzione, cioè romanzi, magari classici, da leggere e anche volumi antichi dalla copertina di pelle di capra. Di questi ultimi avevo intenzione, se ne avessi trovato qualcuno, di stabilirne il valore commerciale per guadagnarci qualcosa (era questa l’idea, non troppo seria), nel caso non mi fossero interessati; si sa che i libri antichi valgono ed è bene sapere quanto. A parte strani titoli ed edizioni più moderne, cioè pubblicate nell’’800 e nel ‘900, tra cui “La storia d’Italia”, dal libro decimo quarto (14°), di Francesco Guicciardini, e “Romola” di George, qui Giorgio, Eliott, mi sono capitati tra le mani (annerite per la polvere) almeno due volumi di certo  più vecchi e dalla copertina in pergamena (pelle di capra). Quello più piccolo ha ancora una rilegatura compatta ed è facilmente maneggevole; il secondo, più grande, è sfaldato e quindi pare di più anni alle spalle. Non sono sicuro del periodo in cui siano stati stampati, in quanto non c’è la data nelle prime pagine, ma presumo che siano circa del ‘600, visto che sono simili a certi tomi di quell’epoca che ho maneggiato quando con i professori della mia scuola siamo andati nella biblioteca civica e nell’archivio.
 La sera, quando ho mostrato a mia mamma i miei reperti, ho preso in mano anche il volumetto antico e, aperto a una pagina, mi son detto: “Che schifo questo filetto di polvere, ora lo tolgo e lo getto nella spazzatura”. Solo che, ad una seconda occhiata, mi son reso che conto che si trattava invece di una chiave, una piccola chiave arrugginita che ha lasciato dei segnetti rossi nella carta, che mi hanno permesso di ritrovare le pagine giuste in cui era nascosta, anche se avevo chiuso un attimo il libro, e riporgliela.
E’ ovvio che mi sia giunta una certa curiosità e un intenso interesse riguardo all’origine e alla provenienza della chiave. So che probabilmente quei volumi furono posseduti a parenti appartenenti a qualche ordine religioso e che vivevano in un’altra località. Chissà se scoprirò qualcosa di più…

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