lunedì 23 aprile 2012

#20! Recensione


Recensione di “Red”, primo capitolo della Trilogia delle gemme, della scrittrice tedesca Kerstin Gier. Ho già tre libri letti di cui dovrei scrivere la recensione o almeno un breve commento, ma parto con questo, che è l’ultimo finito in ordine cronologico.

 
[Titolo: Red
Autore: Kerstin Gier
Editore: Corbaccio
Numero di pagine: 330
Prezzo: 16,60€
Data d'uscita: uscito nel 2011

Trama: Gwendolyn Sheperd è un'adolescente dei nostri giorni. Ha sedici anni e abita in una grande casa nel cuore di Londra con madre, zia, prozia, nonna, sorella, fratello e cugina. La sua è una famiglia un po' speciale, perché si tramanda un gene che permette di viaggiare nel tempo. Come se non bastasse, Gwendolyn ha pure la dote personalissima di vedere - e parlare - con gli spiriti dei morti Il primo a rendersi conto della straordinaria caratteristica ereditaria della famiglia era stato il conte di Saint Germain, un antenato vissuto nel XVIII secolo che, dopo approfonditi studi sull'argomento, aveva creato la società dei "Guardiani" votati alla custodia del segreto e del "cronografo", strumento fondamentale che permette ai viaggiatori di muoversi senza troppi rischi in altre epoche. 12 sono i viaggiatori nel tempo, aveva scoperto il conte, nati in diversi periodi storici e legati ciascuno a una pietra preziosa e a una nota musicale. L'obiettivo era di raccogliere una goccia di sangue di ciascuno di essi nel cronografo, per chiudere il cerchio e svelare così il segreto dei segreti, un mistero di cui solo lui è a conoscenza. Forse la pietra filosofale? Forse l'immortalità? Ma in che modo Gwendolyn è coinvolta, qual è il suo ruolo all'interno dei guardiani? E che cosa ha a che fare con lei l'affascinante ma freddo Gideon? E la cugina Charlotte sembra improvvisamente avercela con lei? In un susseguirsi di colpi di scena e di sorprese, di avventure e di smarrimenti, la nostra eroina scoprirà .molte cose di sé, della sua famiglia e del mistero che avvolge i guardiani del tempo. Ma molte cose restano ancora da scoprire.]


Red rappresenta per me una delusione. Secondo le recensioni di altri lettori, questa avrebbe dovuto trattarsi di una lettura superba, avvincente o quantomeno ben congegnata, arricchita di ironia che desse un tocco umoristico irresistibile. Mi dispiace, ma per me non è stato esattamente così. Innanzitutto, mi è parso che la traduzione non fosse proprio ottima, ma magari è così anche l’originale… comunque si trovano frasi non proprio corrette (nel senso che può mancare una preposizione o è un parlare un po’ libero). Accanto a queste, ce ne sono anche di divertenti, ma non quante o quanto mi sarei aspettato. Si tratta di un capitolo introduttivo alla storia, ma viene effettivamente detto poco: una loggia segreta dedita a segreti esoterici – da come se ne è parlato mi ha fatto un po’ schifo -, un cronografo importante, dei gene-portatore. Non ci sono scene accattivanti o veramente affascinanti da spingerti con intenso interesse nella lettura. Il rapporto tra Gwendolyn e Gideon, che in seguito prevedibilmente (nel senso che si sono già poste le basi) diventerà qualcosa di passionale, proprio in quanto è un proemio, è appena accennato. Il tema dei viaggi nel tempo è veramente complesso e difficile da gestire, e non penso che l’autrice ci sia riuscita appieno, ma probabilmente verranno apportate sistemazioni in forma di scoperte e conoscenze nei volumi successivi. La presenza di questi fantasmi mostriciattoli, non mi è piaciuta, Kerstin avrebbe potuto renderla meglio. E cosa più importante, i viaggi nel tempo nelle epoche storiche, non sono descritti in chissà che modo, e mi aspettavo di visitare ampiamente i periodi intorno a quello vittoriano, che mi piace molto. Devo ammettere che la vicenda di Lucy e Paul mi ha interessato parecchio, perciò continuerò la lettura dei prossimi libri, ma di certo non con le stesse aspettative, e chissà che proprio per questo non avrò piacevoli sorprese.Una lettura di svago.
La copertina non è troppo inerente al contenuto, se non in senso metaforico; magari il cancello rappresenta il transito tra un secolo e un altro. Il titolo, più inerente, è proprio brutto, piuttosto sarebbe stato meglio darlo in italiano, visto che quello originale è tedesco e non inglese.

[…] Poi prenderemo il treno per Southampton. Il Titanic salperà mercoledì per il suo viaggio inaugurale. >>
Lei rise. […]
Lui era così felice di vederla ridere di nuovo che la baciò un’altra volta. << Stavo pensando… sai che il comandante di una nave in alto mare ha il potere di celebrare i matrimoni, vero, principessa? >>
<< Mi vuoi sposare? Sul Titanic? Sei matto? >>
<< Sarebbe molto romantico. >>
<< Certo, iceberg a parte. >> Gli posò la testa sul petto e nascose il volto nella giacca. << Ti amo tanto >>, mormorò.
<< Mi vuoi sposare? >>    
<< Sì >>, rispose con la faccia sempre premuta contro il suo petto. << Ma solo se sbarcheremo al più tardi a Queenstown. >> […]

E’ una coincidenza che abbia letto questo brano nel prologo il 16 aprile, due giorni dopo il centesimo anniversario della tragedia del Titanic. L’ho riportato perché mi sento toccato dalla tragedia.


 3+***  

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