domenica 17 giugno 2012

#39Recensione Fateful. Titanic, parte 1



« Anche il giovane Thayer fu colpito dalla bellezza del mare e del cielo, quella notte, giacché, indossato un caldo soprabito sull'abito da sera, passeggiò per qualche minuto su e giù per il ponte lance, deserto e solitario, dove il vento fischiava tra gli stralli e dai fumaioli uscivano torrenti di fumo nerastro. «Era una notte stellata», ricordò poi. «Non c'era luna e non avevo mai visto le stelle brillare più fulgide; sembrava che volessero staccarsi dal cielo. Era una di quelle notti in cui ci si sente felici di essere al mondo» »



Ho avuto così tante aspettative su questo libro, non ho mai desiderato tanto leggerne uno. L’ho lasciato nella mia libreria per un po’ di giorni, proprio perché volevo conservare una storia importante, perché sapevo che sarebbe stata una storia con un certo spessore, nonostante l’autrice non mi avesse catturato per niente con i due suoi libri che avevo letto precedentemente e le recensioni lette su aNobii. Il tema della vicenda del Titanic, transatlantico famoso e sventurato, mi ha colpito, interessato e commosso, soprattutto grazie al film di James Cameron; inoltre mi piace tantissimo il periodo tra l’Ottocento e l’inizio del Novecento, soprattutto in Gran Bretagna, che è costituito da quelli Regency, Vittoriano, Edoardiano. Avevo la certezza che mi sarebbe piaciuto questo libro. La copertina modificata in peggio e l’inserimento della licantropia non mi avevano infastidito troppo e non avevano smorzato la voglia di dedicarmi alla lettura.
Ebbene, lo scritto di Amy Vincent (il vero nome di Claudia Gray) mi ha catturato fin dalla prima pagina, introducendomi nelle vie di Southampton, a fianco della protagonista Tess, pochi giorni prima della partenza della nave. Subito si comprende il carattere di Tess e si impara a conoscerla; ma soprattutto si respira l’aria di Edwardian Age, in cui ancora vige la netta distinzione tra persone ricche e nobili e povere e volgari e inferiori (almeno così sono considerate dagli appartenenti all’alta società più snob), e soprattutto lo stile di vita, i modi di comportarsi, i costumi, le dinamiche, tutte le caratteristiche dell’epoca. Tess appartiene alla seconda categoria, ma è in cerca di indipendenza e libertà, più importanti di un mucchio di soldi e sgarbatezza. Presto vengono presentati anche tutti gli altri personaggi, la famiglia Lisle, nobile ma in decadenza, con i domestici, i Marlowe, ricchi ma con un segreto, Michayl, Myriam e George… le penna della Vincent/Gray riesce a tratteggiare i caratteri, i comportamenti di tutti, all’interno della loro condizione sociale e carattere. La trama è ben strutturata e le frasi molto ponderate, riuscendo e colpire il lettore (almeno per me è stato così). L’atmosfera e l’ambiente della nave sono resi molto bene, anche se effettivamente qualche dettaglio in più non avrebbe guastato. Per esempio, qualche maggiore interazione con persone veramente esistite, perché sono pressoché nominate (ed è il lettore a capire chi sono, come l’uomo con i baffi nella scialuppa di salvataggio, che è Bruce Ismay, il proprietario della White Star Line, la compagnia di trasporto nautico della nave); la scrittrice, però, ci fornisce un buon motivo, nelle note in fondo al libro, sul perché preferisce evitare di trattare di persone vere… questo motivo ha la pelliccia e gli artigli. La storia d’amore, che si interseca con quella personale della protagonista e con quella avventurosa-soprannaturale, è molto dolce e naturale, quasi per niente scontata o smielata, cosa che invece ho trovato in altri libri. Oppure inutile barra piatta come quella tra la vampira Bianca e il cacciatore di vampiri Lucas, della saga Evernight della stessa autrice: ho letto i primi due libri e poi ho mollato, magari mi sbaglio, eh, ma non posso dare quattro stelle totali in quattro libri; inoltre ho letto di persone che non hanno continuato la vicenda dei due sfigati (vedi mie recensioni su aNobii) perché proprio non hanno più sentito l’interesse. Anche le storie amorose degli altri personaggi sono proprio ben trattate. 
<<Abbiamo fatto tutto nell'ordine sbagliato, non è così?
- Che vuoi dire?
- Ci siamo scambiati i nostri segreti più profondi quasi prima di conoscerci.
- Ci siamo innamorati prima che potessimo evitarlo.>> 


A questo punto non posso far altro che sottolineare quanto sia migliorata nello scrivere e nel gestire le sue storie la Amy/Claudia. Solo che non fino al punto in cui mi sarei aspettato almeno a metà della lettura. Ammetto che fino al capitolo ventinove avrei dato cinque stelle come votazione. Probabilmente, ho pensato, proprio cinque non le varrà, anche perché non riesce a raggiungere lo stesso phatos della storia di Jack & Rose, standovi un bel pò sotto, ma è un libro molto carino che mi ha preso fin da subito e che poi sono riuscito a finire in tre giorni, mai successo in periodo scolastico. Purtroppo, però, il finale non mi è piaciuto. L’autrice avrebbe potuto scegliere molti altri finali e scriverne in modi migliori, ma invece pare che sia sgusciata la banalità che tanto caratterizza la saga vampiresca (che, come si sarà già capito, sconsiglio). Innanzitutto, devo dire che la tragedia, lo scontro con l’iceberg e il conseguente affondamento, proprio come la descrizione della nave, è resa non in modo perfetto, ma comunque molto bene e in modo abbastanza soddisfacente. E’ riuscita anche a toccarmi e a modificarmi il battito… la conclusione della storia è così struggente ed emozionante (almeno un po’), ma poi… non dico cosa succede. Dico solo che per me il finale non è dei migliori. Fino a pagina 300 avrei dato 5 stelle, ma guardando il romanzo nella totalità, ovvero contando anche le nove pagine seguenti, penso che ne meriti circa 4. Ovvio che il finale è la ciliegina sulla torta, ciò che dà una risoluzione, una concretizzazione, e pertanto deve essere considerato e deve piacere. Probabilmente altri lettori che hanno apprezzato il libro fin dall’inizio hanno gustato anche il finale, e quindi è una cosa soggettiva. Comunque sia, è lo stesso un buon libro che mi sento di consigliare a chi voglia avvicinarsi alla vicenda del Titanic, per mezzo di una storia scorrevole, ben costruita  e arricchita da quel tocco apprezzabile soprattutto dagli adolescenti.
Per quanto riguarda l’edizione, la copertina così storpiata non mi piace granché, ma la Mondadori, nella collana di libri di questo tipo, che da poco è rinominata Chrysalide, ha una gran cura, e penso che il carattere del testo sia esteticamente proprio bello e affascinante, che dà un tocco in più.  

“Il primo e ultimo viaggio del Titanic.
Un amore scritto nelle stelle.”


5--*****. Da gustare come una tazza di cioccolata bianca.

p.s.: Ho modificato il voto. Il libro mi è piaciuto troppo, a parte il finale, per dare il voto di prima.


2 commenti:

  1. Sono contento che ti sia piaciuto ^^ Pure io l'ho apprezzato, anche se più pienamente rispetto a te :D E concordo sulla questione del finale: ecco perché secondo me quella conclusione lascerebbe spazio a seguiti, i quali, però, stranamente, a quanto pare non ce ne saranno :) Bella recensione!

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  2. Ti ringrazio, sono sempre graditi i complimenti. L'ho letto a maggio, ma solo ora ho pubblicato la recensione perchè ho scritto anche quella di un altro libro sul Titanic. :)
    Si può dire che gran parte dell'apprezzamento è svanita dopo aver letto il finale. :)

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