martedì 5 giugno 2012

#34! Recensione "Red love. Rosso come il sangue e freddo come l’acciaio”



Un saluto a tutti coloro che leggono queste parole! Ho appena terminato di leggere il libro “Red love. Rosso come il sangue e freddo come l’acciaio” e approfitto della mia mancanza di voglia di studiare per le ultime verifiche scolastiche per scrivere il mio parere su questo romanzo. Effettivamente durante la lettura di idee che volta per volta mi riproponevo di annotare nella recensione ne ho avute parecchie. Lettura, questa, che non mi è piaciuta. Quasi per niente. Mi pare quindi il caso di specificare quel quasi, cioè trattare innanzitutto di ciò che mi è garbato, per poi passare a ciò che secondo me ha reso la storia sconsigliabile.
Dunque, tre cose, tre caratteristiche, mi sono piaciute. Il fatto che la narrazione avvenga tramite i POV (point of view – punti di vista) dei vari personaggi (purtroppo non a tutti è stato dato lo stesso risalto) ha trovato in me approvazione – è una cosa, questa, che apprezzo molto, come per esempio nella saga dei Sangue Blu di Melissa de la Cruz. Inoltre l’uso dei corsetti da parte delle ragazze. Lo dico per curiosità, ho portato e sto portando un corsetto ortopedico per la schiena e so cosa vuol dire indossarne uno - ;). Non che i veri corsetti che portavano le donne, nella realtà, a quell’epoca fossero così duri e rigidi. Un po’ sì, ma non così. La terza non me la ricordo più, evidentemente non era così importante. Forse il fatto che, almeno all’inizio e fino a un certo punto, la storia prende in minima parte. Ma neanche troppo e neanche fino alla fine.   
E’ il caso di passare ora a parlare dei numerosi e imponenti difetti che ho riscontrato nel corso della lettura. Cominciamo dalla copertina: è bellina, ovvero non si accorda toppo al contenuto. E’ così, e mi dispiace dirlo. Gli editori avrebbero potuto mantenere il titolo originale, nonostante questo in qualche modo sia inerente alla trama. Il difetto più grande – davvero enorme – è l’ambientazione. E’ noto che il periodo storico compreso tra fine Settecento, Ottocento e inizi Novecento mi piaccia molto, perciò è chiaro che non apprezzi (quasi per niente) quando viene stravolto o devastato. Lo so che è presente l’influsso steampunk, ma a me non va bene, non lo riconosco. Ad altri lettori a cui va a genio effettivamente lo steampunk l’ambiente descritto in questo libro potrebbe piacere. E dico potrebbe, non necessariamente, non sono sicuro. Comunque fatto sta che la tecnologia è troppo avanzata. I comportamenti e le azioni dei personaggi non sono propri di quel tempo. Sembra che l’autrice non abbia fatto molte ricerche. Oppure, visto che ha scritto più di venti libri storici, le sue conoscenze le ha volutamente messe da parte per dare la preminenza a qualche sua spaiata idea e alla libertà d’invenzione. Molti elementi stonano. E in effetti le descrizioni dei luoghi sono minime.  Non ho potuto respirare l’aria di quel secolo, non ho potuto passeggiare tra le strade di Londra nell’1800. Non basta inserire qua e là qualche corsetto, qualche nome delle strade o degli edifici della capitale. Da quello che si legge non sembra di essere nell’Ottocento, ma in chissà quale luogo e tempo.
Molte altre cose stonano, ci sono diverse incongruenze, che non posso citare. Solo una mi pare significativa e che riguarda anche i costumi dell’epoca. In una scena Finley si allena nella lotta con Jasper. Lui ha il petto nudo. E vabbè. Qualche capitolo dopo lei si sente a disagio a guardare i tatuaggi nella parte superiore del dorso a Griffin, che indossa la camicia. Questo fatto l’avevo già presente perché l’avevo letto in una recensione di una lettrice americana su goodreads. Non è un comportamento coerente sia in una stessa persona, sia rispetto all’epoca in cui essa vive. Devo anche fare presente che secondo me i personaggi dicono, pensano e fanno cose sbagliate. La scrittrice non ha reso naturale il loro rapportarsi in una storia e con altre persone. Non si verifica empatia con il lettore, proseguivo nel leggere con indifferenza. Il primo in classifica è sicuramente Sam, che è proprio un idiota. Oh, sì. Anche gli altri personaggi sono ricchi di difetti e sbavature. Certo. Griffin. Lui è ricco e facoltoso e gli basta schioccare le dita per ottenere ciò che vuole. Peccato che nella durata del libro non lo caga nessuno a parte i suoi amici – sfigati, più che superdotati - e la zia. Lui non vuole avere vita sociale, e va bene, contento lui, ma il misero, non ha neanche personalità e non ottiene simpatia. Emily. Lei neanche ha molta personalità, è una scienziata molto intelligente, e okay. Sam. Di lui qualcosa ho già detto: è un’idiota e mi fa pure ribrezzo, vista la sua nuova natura. Finley. L’unica che mi sia sta almeno un po’ simpatica. Jack. Viene descritto, e si definisce, come un criminale cattivissimo, ma appare in realtà come il più gentile con un minimo – minimo, eh, non troppo – di charme. Jasper è ancora meno caratterizzato, ma probabilmente l’autrice lo farà nel prossimo capitolo, vista la conclusione di questo. La zia anche mi ha fatto schifo.
La regina Vittoria, poi, è chiamata in causa in modo irrispettoso, viene perfino definita “vecchia spaventata” dal buon Griffin.
La parte paranormale può essere definita da me solo con una parola: orrenda. L’autrice racconta di alcune scene di basso livello in cui il soprannaturale è descritto a casaccio. Non sopporto le assurdità! Avrebbe potuto evitare certe cose. Va bene la doppia personalità di Finley,  ma è trattata malissimo! Cioè questa ragazza, quando la sua personalità oscura ha preso il controllo riesce a difendersi da attacchi di molestatori violenti e a rispondere con determinazione e intraprendenza, cose di certo non negative! Le capacità di Griffin e di sua zia e le scoperte di famiglia mi hanno infastidito oltre luogo, perché sono queste soprattutto descritte squallidamente, nonostante lo fossero già. La nuova natura di Sam è la dimostrazione che la scrittrice non si è certo posta limiti alla creazione di assurdità. Mi ha fatto senso… e poi, lo so che è la terza volta che lo dico, ma Sam è proprio un po’ idiota, e forse lo è sempre stato, non solo dopo l’”intervento”. 
La parte steampunk, oltre a non piacermi, non è neanche descritta troppo bene, a parte il funzionamento degli automi.
La parte thriller è trattata male: la figura del macchinista compare così in un dialogo tra due protagonisti che cercano di scoprire la sua vera identità senza spiegare nulla di significativo. Si sa solo che è cattivo e muove le macchine (da qui il nome, lol). E soprattutto non capisco perché la scrittrice – non è uno spoiler – abbia deciso di rivelare al lettore l’identità in modo palese. Mancava solo che si presentasse appena gli è stato dedicato uno spazio - l'incontro con uno dei protagonisti.
Lo stile dell’autrice non mi piace. Adattandosi alla narrazione, si rivela impreciso e non aggraziato, piatto.
Non mi sento di consigliare questo libro, perché a me è dispiaciuto spendere 14,90 euro (mentre inizialmente sarebbero dovuti essere 9,90) per un libro che non mi ha soddisfatto.

2** stelle

7 commenti:

  1. Concordo assolutamente con te! Sam è un po' tanto idiota, infatti nella recensione ho preferito non sprecare parole su di lui, visto che avrei voluto prenderlo a pugni o insultarlo.
    Bella recensione, ciao! :D

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  2. Lenah! Volevo avvisarti che l'ho scritta. Grazie per il complimento. ;)
    Ci sono libri migliori!

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  3. Ciao Elfoletto! Non passo da un po': complimenti per la nuova grafica! Molto bella e molto meglio della precedente ;)
    In quanto al romanzo, mi ispirava leggermente, ma già il prezzo - altissimo rispetto ai canoni Newton - mi ha "condotto sulla retta via". Non mi lascerò ingannare...in economica, magari :)

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    1. Grazie! Mi fa piacere che tu sia passato a commentare. Non saprei se consigliartelo neanche in economica... anche se quelle Newton Compton costano poco. ;)

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  4. Che vergogna. Talvolta mi capitano errori in quello che scrivo e siccome non mi piace rileggere per corregere restano. Li ho corretti. :)

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  5. Stavo per comprarlo ieri, ma poi mi sono trattenuto (non ero proprio convintissimo).
    Forse ho fatto bene :-/
    Però mi incuriosisce, anche perché di steampunk non ho mai letto nulla...

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    1. SEcondo me neanche l'ambientazione steampunk è ben resa. E' tutto un pò vago. Ma magari a te piace, ha riscosso apprezzamenti in qualche lettore! :)

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