lunedì 18 giugno 2012

#40Recensione: La ricamatrice di segreti. Titanic, parte 2



<<Il Titanic era chiamato, la nave dei sogni. E lo era, lo era davvero.>>

<<Ho tutto quello che occorre proprio qui, con me. Secondo me la vita è un dono, e non ho intenzione di sprecarla. Non sai mai quali carte ti capiteranno nella prossima mano. Impari ad accettare la vita come viene.>>  

Questa recensione è dedicata all’”inaffondabile” Margaret “Molly” Brown, eroina del Titanic e presente tra i personaggi di questo libro.


Sabato sera ho partecipato a una festa di compleanno e poi sono venuto a casa e ho terminato il libro che stavo leggendo in questi giorni. I miei amici hanno proseguito la notte e il festeggiamento in discoteca, così che male ci sarebbe stato se fossi stato in qualche modo attivo, anziché dormire? Così ho concluso la lettura, in fondo restava solo l’ultimo capitolo. Il libro in questione è uno di quelli che ho acquistato alla Fiera del Libro di Torino di quest’anno, “La ricamatrice di segreti” dell’autrice americana Kate Alcott (da notare lo stesso cognome della scrittrice di Piccole donne). Bisogna subito precisare che ho deciso di provarlo perché dalla trama il tema principale sembrava essere il transatlantico Titanic, protagonista della tragedia avvenuta precisamente cent’anni e due mesi fa (più o meno) che ha visto la morte di centinaia di persone in seguito allo scontro con l’iceberg. Mi interessa molto la storia del Titanic, ancor più che rientra in quel periodo storico che mi fa sognare e di cui parlo praticamente in ogni articoletto di questo blog – Giorgiano, Regency,Vittoriano, Edwardiano. La casa editrice, la nuova TRE60 ha stabilito un prezzo conveniente per i libri della sua collana, così non ho trovato motivo per cui non avrei dovuto prendere subito questo romanzo e tenerlo a stagionare per l’estate – cioè, da metà maggio, periodo della Fiera, alla settimana scorsa. 


La copertina è davvero bellina, soprattutto dal vivo: il corpo della donna, vestita secondo la moda dell’epoca, sullo sfondo del mare in cui a destra compare la nave Titanic e a sinistra la Statua della Libertà, simboli dell’inizio e del termine del viaggio. Diverse sfumature di blu e azzurro, come i diversi stati d’animo dei passeggeri nelle diverse fasi del viaggio, dallo stupore per la magnificenza della nave al terrore e al trauma per la distruzione di tutto ciò ad opera della natura. 

E’ il secondo libro che leggo su questo tema, il primo è “Fateful” di Claudia Gray, iniziato e terminato in tre giorni nei primi di maggio. Di quest’ultimo ho scritto anche una recensione, ma ho preferito tenerla solamente sulla pagina di word in attesa della preparazione di questa, per pubblicarle una di seguito all’altra. Posso quindi indicare quale dei due mi sia piaciuto di più in questo luogo. Passo perciò a esporre la mia opinione.
Non è di certo un brutto romanzo. Solo non come mi sarei aspettato. La parte iniziale è molto veloce, si vede Tess che, da cameriera sottopagata e semi-violentata, viene assunta dalla più grande stilista del periodo, Lady Lucile Duff-Gordon. Ben presto la ragazza mostra le sue capacità di sarta e ottiene la promessa dalla sua mentore che quando fossero giunte in America, a New York, avrebbe potuto ottenere grande successo, in virtù del suo talento e delle sue capacità. Sul Titanic, Tess incontra Jim Bonney, un mozzo, e Jack Bremerton, un ricco imprenditore che lavora per la casa automobilistica Ford. Come ho già accennato, tutto è narrato in fretta, appena due capitoli sono dedicati a questa parte, che secondo me è molto importante. Comunque il fulcro della vicenda narrata dalla Alcott è il seguito, le reazioni dei sopravvissuti al naufragio. Giunti a New York, Tess è combattuta tra l’essere entusiasta della vita come promettente stilista e la desolazione per la triste situazione vissuta sulla nave e il dispiacere per la morte delle vittime. Ben presto si fa la conoscenza di altri personaggi. Un senatore, che inizia le indagini per scoprire i dettagli e i motivi per i quali molte persone non hanno avuto speranze di salvezza, ovvero perché la maggior parte delle scialuppe di salvataggio non ha raccolto le persone in mare. Pinky Wade è la reporter del New York Times incaricata di scrivere riguardo a suddette indagini. Si scopre così che la mentore di Tess, la donna che tanto ammira, ha compiuto un gesto non molto probo. Tess non è convinta che sia la verità, mentre Jim, che ha avuto un rapporto di vicinanza con la stilista, conferma. Tutto il libro si snoda tra udienze, il rispetto di Tess nei confronti di Lucile, l’affetto per Jim e l’indecisione riguardo al proprio sentimento amoroso. La signora Brown, generosa ed energica. Anche Pinky ha una situazione famigliare non così limpida…
Questo libro non è appassionante, non spinge a voler continuare la lettura, solo è accogliente, è possibile rifugiarsi tra le sue pagine per conoscere gli stati d’animo dei protagonisti, le loro azioni, le loro scelte. Non tutto è semplice, niente è ovvio. E’ una storia delicata, come coperta da un lieve foglio di carta velina. Ogni atteggiamento non è forzato, è genuino. Gli affetti sono sinceri, i rapporti autentici. E la massima che traspare da queste pagine è che non bisogna mai farsi abbattere, ma lottare fino a rialzarsi dopo essere caduti, fino al successo, con determinazione e fermezza.
Solo alcune cose mi hanno lasciato un po’ perplesso. Non credo di poterli considerare dei difetti, perché la scrittrice dà naturalezza e alle sue descrizioni, ma mi pare giusto farli notare. Il rapporto tra la padrona e la persona sua dipendente. In “Fateful”, Lady Regina tratta Tess con sprezzo e superiorità, mentre tale rapporto in questo libro è molto moderno, tollerante, limpido, nonostante le controversie dovute alle vicende vissute. Poi, anche il fatto di cui ho già trattato, la descrizione del Titanic: solo poche pagine, pochi dettagli; evidentemente l’autrice ha preferito soffermarsi sul periodo seguente. Quindi, sebbene i flashback e le reminiscenze di Tess, non è presente quel pathos che caratterizza altre storie riguardanti questa tragedia, prima fra tutte il film di James Cameron.
Quindi, secondo me il migliore tra i due libri che ho letto è Fateful, anche se l'atmosfera tragica non è troppa in entrambi.  
Consiglio questo libro a chi desidera leggere una storia in qualche modo delicata, in cui la passione e il sentimento sono soffusi, celati, dissimulati.

3 ¾***                      

Da notare la simmetria delle immagini: la copertina, una con Jack e Rose e una con la nave per entrambe le recensioni. ;)       

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