domenica 2 settembre 2012

#68Recensione: Il Club delle Baby-sitter, 2° parte




Se è vero che l’infanzia è il periodo più bello della vita, e su questo penso che si possa riflettere per molto tempo e con molta intensità senza arrivare a una vera conclusione, credo proprio che bisogni conservare i momenti felici in forma di ricordi, perché saranno un condimento importante e prezioso. Io, che sono sempre stato un lettore, prima di libretti e poi fumetti e poi di nuovo libri, porto nella memoria le mie prime letture, di bambino e di preadolescente. Tra le mie letture ci sono state i romanzetti di una saga americana molto ampia che è già stata oggetto di un mio articoletto di questo blog. Sto parlando de “Il Club delle Baby-sitter”. Per caso, mentre ero al mare qualche settimana fa, mi sono imbattuto in una libreria reimanders che vendeva i libri di Ann M. Martin. Lei, pedagoga, ha scritto e sta scrivendo nella sue carriera un sacco di libri per bambini. Ma, come ho purtroppo scoperto recentemente dalla pagina wikipedia in inglese della saga, non tutte le avventure delle ragazzine baby-sitter sono opera sua, bensì di ghostwriters, tra cui l’ideatore stesso della saga che ha proposto l’idea all’editore, il quale l’ha poi affidata alla Martin. Ma tutto questo l’ho già scritto nel mio precedente articoletto.          
Non so bene perché, ma mi pare piuttosto comprensibile, non guardo allo stesso modo la saga da quando so che il lavoro non è frutto di un’unica persona. Eppure in qualche modo mi intimoriva sapere che una sola mente potesse aver prodotto quasi trecento volumetti di un’unica saga, seppur brevi. Sì, perché oltre alla serie normale, composta da centotrentuno capitoli, esistono la serie speciale, mistery, mistery speciale, quella con protagonista la sorellina di Kristy, Karen, forever friends, portrait (ritratto) e altre… quelle “convenzionali” sono narrate da un solo punto di vista, mentre quelle speciali vantano molteplici POV.
Comunque, io queste storie anni fa le amavo, li consideravo tra i miei libri preferiti, e riuscivano perfino a commuovermi. Un po’ perché trattano tutto lo scibile e tutti i casi umani usufruibili – amicizia, famiglia, rivalità, incidenti, misteri, amore, libri, animali, concorsi, scuola, viaggi, esperienze and so on… -, in un ritmo di soap opera, e un po’ perché, appunto, si sente un intenso senso di amicizia, di quella che permette di superare le varie situazioni, e che a me è sempre mancata.
Ora, con tristezza, devo dire che non provo più gli stessi sentimenti in modo così marcato. E il motivo è che sono cresciuto, maturato come lettore e le storie brevi le leggo, sì, ma non coinvolgono come una volta… comunque posso dire ancora una cosa: gli abitanti di Stoneybrook avranno sempre un posto nel mio cuore di lettore.
I tre libri che ho letto quest’anno sono: 26) Claudia e il triste addio; 29) Mallory e il diario del mistero e 54) Mallory e il cavallo dei sogni.    

26) Questo tratta il difficile tema della scomparsa della nonna, cosa che sento vicina. Devo dire che è stato trattato un pò sbrigativamente, comunque nello stile usuale della saga. A questo proposito, non ho potuto fare a meno di notare quanto il mio giudizio di lettore sia maturato (o inseverito) nel tempo, dato che anni fa i libri della Martin, o del ghostwriter che ne ha fatto le veci, erano tra i miei preferiti e riuscivano quasi a commuovermi. Ora posso dire che si tratta lo stile di buone letture per bambini, interessanti, semplici, che trattano molti temi, soprattutto l'amicizia. {♣♣♣♣ stelle}

29) Tra i tre è quello che mi è piaciuto maggiormente, in quanto dotato di quel pizzico di mistero che molti capitoli della saga de "Il Club delle Babysitter" possono vantare. Naturalmente anche in questo caso mi sono sentito un pò cresciuto, e un lettore un pò più avanzato, per queste letture, data la brevità della narrazione e la semplicità dell'intreccio. Ho letto questo libro comunque con grande piacere e mi sento di consigliarlo ai bambini. {♣♣♣♣ stelle}

54) E' questo quello che mi è piaciuto di meno. Sarà che so che è stato scritto da un ghostwriter e non dalla Martin stessa, ma ho trovato la trama un pò traballante, non molto in linea con l'umore della saga, e un pochetto noiosa. E bisogna aggiungerci poi che sono un pò cresciuto per libri di questa brevità. Resta comunque in me un buon ricordo della saga. Penso che per esercitarmi nella lingua inglese leggerò i restanti duecentocinquanta capitoli in lingua originale. {♣♣♣ stelle}
         
Chissà se continuerò la serie… molto probabilmente mi procurerò i volumetti in inglese per esercitarmi nella lettura in lingua!
Ps: le copertine delle edizioni italiano sono davvero molto carine.

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