sabato 8 settembre 2012

#71Recensione: Destined di PC & Kristin Cast





<<Can love win when it is tested by the very soul of darkness?>>
Questa frase, in una tonalità di verde delicato, compare nel retro della copertina nera dell’edizione americana di Destined, il nono capitolo della saga vampiresca delle autrici americane madre e figlia PC & Kristin Cast. Americane, come lo è la mia edizione, bella, con i suoi rilievi lucidi dalla forma di toro, che avvolgono l’immagine di un ragazzo prestante che ha si è offerto come modello per Aurox, personaggio che trova maggior espressione in questo libro, dopo il suo improvviso arrivo alla fine del capitolo precedente, Awakened. Il contrasto verde pallido e violetto su sfondo nero non fanno che contribuire a dare all’edizione maggior pregio. Anche per questa bellezza esteriore mi sono spinto ad acquistare tale libro. Ma non mi sono limitato a ciò, l’ho pure letto, tutto! E posso proprio affermare di aver capito la maggior parte delle frasi, così come l’intero svolgersi della vicenda, della trama; credo di aver compreso almeno l’80 %, 85% o più del totale. E sono così fiero, è un gran miglioramento e una piccola vittoria personale.
Penso proprio che la mia notevole comprensione della lingua mi abbia portato a gradire maggiormente la storia, tanto che ho dato un voto inaudito (si può già vedere su aNobii). Ritengo che, almeno per me, sia meglio leggere questi libri in inglese perché li capisco abbastanza – e, come ho avuto modo di appurare, sempre di più -, e perché in italiano finiscono per innervosirmi, sia per lo stile che per alcuni risvolti della trama o comportamenti dei personaggi. E poi, sì, avere a che fare con una lingua non così sconosciuta ma di certo non troppo famigliare garantisce una buona base di mistero che invoglia a sapere di più. E’ come una coltre di nebbia che solo con impegno, tranquillità e interesse si può attraversare.
Così, mi ci sono cimentato. E non ho molto per cui lamentarmi – magari certi passaggi che, se compresi, mi avrebbero infastidito, mi sono sfuggiti; ma non credo. La trama è sempre molto lineare, ovvero le autrici riescono a catturarmi con un cappio di fascino, ma poi non è che si possa ritrovare in queste pagine chissà quale risvolto mozzafiato; secondo me giocano molto sul pathos di certe, poche, scene. Per quello che ne so l’intreccio più intricato si ritrova in Tempted (ed è vero che non ho letto Untamed e Hunted). Comunque, come ho già accennato, poche cose mi hanno infastidito, mentre diverse mi sono piaciute particolarmente. Molti lettori sono rimasti schifati da queste capitolo della saga, e, anche se a me non è successo (magari anche proprio perché l’ho letto in originale), condivido alcune cose. Per esempio, Zoey scopre che la madre è morta, e la sua reazione non è per niente quella che ci si aspetta da un’adolescente. Anche di fronte alla morte di altri personaggi le reazioni sono varie, ma sempre molto leggere. E si capisce anche che in questo world-building la morte non è che un velo, attraversabile a piacimento – come ci mostra Aurox. Poi, alla fine, la morte stessa viene pure celebrata, e vabbè, mi pare esagerato, anche nella circostanza della presenza di Thanatos, membro del Concilio dei Vampiri e porta il nome greco della Morte. Anche il fatto che tutti gli adolescenti del gruppetto di protagonisti, e ripeto adolescenti, possano dormire insieme e fare quello che vogliono… certe libertà nella vita vera sono difficili da ottenere. Ma tutti i novizi hanno rapporti conflittuali con i genitori, nessuno si salva… vabbè.
Anche se, è vero, alla fine uno dei protagonisti riallaccia il suo rapporto con il padre, che si offre al bene, e questa scelta mi ha fatto gustare ancora di più il libro.
Tra ragazzi uccello e ragazzi toro, ci sono anche tentativi di ottenere indipendenza, e affermare le proprie idee, come è successo a Shaunee, e così è stato possibile un POV (poit of view) che ne delineasse il carattere e la personalità, cosa che invece non è mai successa in precedenza. E spero che ce ne sarà anche per Erin, l’ex migliore amica, che è stata così freddamente scaricata. Anche di molti altri personaggi è stato utilizzato il POV, cosicché la narrazione ha acquistato sfaccettature e angoli nascosti. Erik, narcisista ed egocentrico, che ha conquistato la mia simpatia – perché le autrici lo vogliono far apparire vile e fastidioso, solo per Zoey la Zoccola lo ha lasciato perché lei andava con tutti tranne che con lui, e anche perché vuole diventare un attore famoso, non combattere contro il male. Male che ottiene le forme di una vampira sexy, infima, malvagia, e anche lei un po’ troietta, Neferet. Aphrodite sempre più bella, glamour e stronza, Stevie Rae, innamorata e tenera e anche una nuova novizia, ancora viva ma marchiata di rosso – marchiata da Erik, ma non ha certo fatto un pessimo lavoro! E sacrifici per scopi spietati, sacrifici per l’onore, perdono, profezie, battibecchi, costellano quella che è una guerra fredda tra vampiri – e angeli caduti – ma che, si prevede, si scalderà decisamente con il proseguire della saga.
E pure le guerre di religione, del tipo: Nyx è la più figa e buona e supermegaganza, non sono così accentuate come nei volumi precedenti. E l’interesse per la fashion life moderna, come l’utilizzo di iPhone, il consumo di muffin al mirtillo da Starbucks, la mitologia – ben congegnata in questa saga, tra vampiri, Raven Mockers, angeli caduti e divinità greche – bene o male, mi porta sempre a leggere il nuovo seguito della vicenda, nonostante mi riprometta di non farlo. E allora va bene, a ottobre mi procurerò anche Hidden, il decimo capitolo, e magari anche gli spin-off.

{♣♣♣♣- stelle}

Autrici: PC & Kristin Cast
Casa Editrice: St. Martin’s Griffin
Giudizio: Promosso
Voto: 4-
-Stile: /Non saprei…
-Contenuto: 3 1/2
-Piacevolezza: 4

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