venerdì 21 settembre 2012

#73Recensione: Misguided Angel di Melissa de la Cruz




Bellissima copertina.

In un periodo in cui mi sento un fallimento sotto la maggior parte dei punti di vista, mi fa oltremodo piacere che anche creature sagge e determinate come immortali (o quasi) angeli caduti, in forma di vampiri dal sangue blu, possono non riuscire nei loro obiettivi, o essere fregati o incappare in enormi bufale. Sto parlando dei protagonisti della saga letteraria “Blue Bloods”/”Sangue Blu” dell’autrice americofilippina Melissa de la Cruz. Nel mondo che Melissa ha ideato, gli angeli caduti dai Cieli vivono, reincarnandosi, nell’epoca moderna compiendo opere di bene e attivamente culturale col fine di riottenere il perdono e il permesso di ritornare a onorare il divino. I personaggi principali sono i Sangue Blu americani, ricchi e snob, dall’aspetto meraviglioso e un pizzico di stronzaggine – perché, in fondo, se sono caduti alleandosi con la Stella del Mattino, Lucifero, non possono essere dotati unicamente di buona creanza, no?. Tra Schuyler Van alen, Jack Force, Mimi Force, Bliss Llewellyn, Oliver Hazard-Perry e tutti gli altri abitanti dell’Upper East Side, le opere d’arte non si contano, così come i tentativi da parte della sezione Cospirazione di nascondere agli umani, i Sangue Rosso, l’esistenza di esseri zannuti e alati. E inoltre tra le pagine della serie si trovano scontri con i demoni, gli alleati imperituri (o trasformati) del Diavolo, i Sangue d’Argento, che vagano per il mondo –tra gli umani o sottoterra nei sentieri per l’Inferno– prodigando malvagità e comportamenti ambigui. Lungo i secoli i Sangue Blu hanno vissuto reincarnandosi in quelli che vengono definiti cicli; ma, talvolta, gli emissari di Satana, con il fuoco nero dell’Inferno, pensano bene di eliminare per sempre coloro che alla misericordia e al perdono pensano con intenso desiderio.
Io sono arrivato al quinto ufficiale capitolo della saga, “Misguide Angel”/”L’Angelo tradito”. La vicenda inizia con i protagonisti alle prese con la loro missione: Schuyler & Jack devono far sì che i demoni rimangano al di sotto della superficie terrestre, e intanto continuano ad amarsi; Mimi è a capo del Conclave, il governo dei Sangue Blu, e inizia un rapporto d’affetto con l’amico e frigorifero abbandonato di Schuyler, Oliver. Tra sparizioni, omicidi, misteri e fallimenti, la trama scorre in modo decisamente lineare. Sì, fallimenti, perché una si trova davanti a una bufala, un’altra non riesce a sventare un omicidio e un’altra ancora –Deming Chen, Venator, ovvero poliziotta e detective vampira- traumatizza irrimediabilmente una povera fanciulla. E pure Mimi non è che abbia dei precedenti così soddisfacenti come Venator – meno male che ha scelto un altro ruolo di maggior prestigio e classe (con cui può fare la dominatrice agguerrita meglio).
Anche una nuova creatura fa capolino tra queste pagine: mi dispiace fornire un lieve spoiler, ma la figura dei Nephilim, buoni o cattivi che siano, ha sempre catturato la mia attenzione. Brava Melissa che l’ha sapientemente –o quasi- inserita nella storia. E poi bisogna ammettere che il mistero che impregna questa vicenda è in qualche modo ben congegnato: in breve tutte le certezze di questo o quel personaggio vengono ribaltate diverse volte da cima a fondo. Non bisogna dimenticare, però, che la de la Cruz scrive con uno stile non gradevolissimo. Io ho letto il romanzo in inglese, ma mi ricordo dei capitoli precedenti che ho letto in italiano. Rimane invariato il carattere dominante del suo periodare: ogni scena è striminzita davvero troppo! Per me è stato in un certo senso un bene, perché ho letto senza fatica (anche in inglese lo stile è abbastanza semplice), ma da una pagina all’altra certe scoperte vengono palesate o effettuate senza preamboli, oppure c’è poco raccordo tra un settore della vicenda e l’altro – ovvero tra la narrazione secondo il punto di vista di questo o quel personaggio; e poi ho notato, come sempre, che l’inizio del romanzo è staccato dal termine di quello precedente, la storia riparte da un momento imprecisato e il lettore si deve abituare. Il fatto che questa volta i capitoli non alternino il POV (point of view) delle protagoniste, ma il libro sia separato in quattro parti, non mi è piaciuto molto, era una caratteristica che mi piace molto (spero nei prossimi). Così come la brevità, che contribuisce al problema delle scene precipitose, ma d’altronde, come non comprendere i problemi personali di cui parla nella dedica e nei riconoscimenti e che l’hanno afflitta tanto?
Io, dal mio canto, consiglio la lettura di questa saga a tutti. Potrebbe essere scritta un po’ meglio, ma sa intrattenere e affascinare.

{♣♣♣ 3/4 stelle}

Autrice: Melissa de la Cruz
Casa Editrice: Hyperion (Disney)
Giudizio: Promosso
Voto: 3 3/4
-Stile: /
-Contenuto: 3 3/4
-Piacevolezza: 4--
         

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