domenica 21 ottobre 2012

#83Recensione: Devilish di Dorotea De Spirito





Cosa può rappresentare il volo, il potersi librare tra gli strati dell’aria nella vastità del cielo? Gli esseri umani, per natura, non possono rispondere per esperienza, in quanto possono salire ad alta quota solo con mezzi, a motore o meno. Ma gli angeli sì, possono. Gli angeli sono creature viventi nell’immaginario collettivo, nel complesso religioso, nella speranza delle persone e nel bisogno di protezione. Questi esseri, generalmente, sono dotati di candide ali piumate bianche e fanno da intermediario tra i Cieli e la terra. Ce ne possono essere di caduti, dalle ali nere o grigie, ma questo dipende dal bisogno di riscatto o dalla sua mancanza. Personalmente mi affascinano molto queste credenze e i loro racconti, in tutte le ideologie.
Per questo un anno fa mi sono procurato il romanzo Angel, l’amore è un demone della giovane ragazza italiana Dorotea De Spirito, facendomi un’idea mia. Ho pubblicato su questo blog il mio commento. Per riassumere, ho apprezzato le pillole di poeticità che Dorotea ha saputo infondere nel suo racconto, ma un po’ meno la trama e certi passaggi narrativamente acerbi, a causa anche della giovane età (ha scritto questo libro a sedici o diciassette anni), e il finale troppo aperto, quasi troncato. Sapevo, quindi, che avrebbe scritto un seguito, anche se non ancora programmato, e che i suoi studi alla Facoltà di Lettere all’Università Cattolica di Milano, le critiche dei lettori e l’esperienza avrebbero giovato al suo produrre storie.  Complessivamente Angel non mi è dispiaciuto troppo, l’ho trovato un buon romanzo per delle ragazzine molto giovani (o meno), e mi sento quindi di consigliarlo nonostante i difetti. Così, non appena ho saputo dell’imminente uscita del suo seguito, Devilish, ho chiesto al gentile ufficio stampa della Mondadori di farmi avere una copia. Ringrazio per avermela inviata, e propongo il mio parere.
Come ho già accennato, pare che questo libro non fosse stato programmato fin dalla stesura di Angel, ma ideato solo in seguito alla pubblicazione del primo –spero di non sbagliarmi, nel caso, mi scuso. Se ho ragione, devo allora ammettere che Dorotea ha saputo riaccendere la scintilla dalle ceneri della sua storia (scusatemi per la triste metafora). Ha inserito una mitologia abbastanza interessante dove prima era inesistente, ma senza far notare l’aggiunta.
Si ha quindi una maggiore caratterizzazione del divario tra angeli e demoni, anche se per i miei gusti non è abbastanza. Proprio perché io mi immagino gli angeli sulla terra come creature che desiderano ardentemente il perdono e la possibilità di ritorno al cospetto del divino nell’alto dei Cieli. In questi romanzi, purtroppo, queste due tipologie di esseri agli antitesi –l’uno il veleno per gli altri- presentano caratteristiche molto, troppo, umane (soprattutto gli angeli). Ma, in questo modo, la protagonista, che racconta la storia in prima persona, non può che essere maggiormente vicina al lettore, che si sentirà coinvolto nelle sue avventure.
La struttura mitologica ricalca quella pagana, cantata da poeti celeberrimi come Omero e Virgilio: un Averno, l’Aldilà dove le anime (di angeli, demoni e umani, tutti con la stessa origine) giungono dopo la morte –ma non solo, anche a piacimento-, un Cerbero come guardia, e Thanatos, il Ministro della Morte (da ricordare che thanatos significa in greco, appunto, morte). Per quanto questo world-building non sia da me molto gradito, seppur in parte originale, devo ammettere che apprezzo il fatto che Dorotea abbia impiegato alcune delle leggende del suo paese. Penso che abbia fatto uso di leggende e miti perché alcune di queste sono esternate da una delle bidelle della scuola, uno dei modi per far divulgare in modo informale antichi racconti e credenze popolari. Mi piacciono sempre un sacco le storie la cui trama è costruita secondo racconti non così conosciuti –e commercializzati, come le ormai semplici figure del vampiro e del licantropo.
Vittoria è un angelo senza ali, di cui sente la mancanza, e Guglielmo è un demone dai buoni sentimenti, che le fa battere il cuore e provare il brivido del vento sul viso. Ma tra loro si scatenerà tutto l’Averno. Riusciranno a proseguire la loro storia d’amore? Sì, se il Ministro della Morte è imparziale.
Devo aggiungere anche che ho trovato i due capitoli diversi per tematiche: se il primo tratta principalmente la storia d’amore dei due ragazzi attraverso la gamma di sentimenti, dal primo incontro allo scontro con una demonessa sexy e stronza, il secondo mantiene un carattere romantico ma si nota l’aggiunta di scene d’azione coinvolgenti.
Quindi, consiglio questa lettura agli amanti di storie d’amore poeticamente raccontate, agli interessati di leggende e avventure paranormali, a chi piacciono gli angeli, a chi desidera una lettura leggera, veloce, ma coinvolgente e a chi interessa leggere le storie di una ragazza fantasiosa e determinata che è riuscita a mettere nero su bianco un testo nonostante la scuola –e io so quanto gli studi classici possano essere pressanti.     

<<Una storia fresca, coinvolgente e animata da quell’ entusiasmo giovanile tipico di chi crede di potercela fare. Adatto soprattutto ai lettori più giovani>>   <<-Il mio verdetto.  

{♣♣♣+ stelle}

Autrice: Dorotea De Spirito
Casa Editrice: Mondadori Chrysalide
Giudizio: Promosso
Voto: 3+
-Stile: 3+
-Contenuto: 3
-Piacevolezza: 3 1/3

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