lunedì 5 novembre 2012

#91Spirito natalizio, prima parte



Spirito Natalizio #1

Ehilà! Ecco, so che qualche giorno fa ho pubblicato un articoletto in cui si diceva che io sarei stato un po’ meno presente qui sul blog per concentrare il mio tempo e i miei sforzi alla stesura di una storia, un racconto. Eccomi qui, invece. Il fatto è che da quando ho iniziato il primo canovaccio a oggi mi sono venute in mente molte idee, così che la trama iniziale si è trasformata, modificata, sfaldata e ricostruita, fino a cambiare carattere.

E’ solo una cosa amatoriale, per ora, ma voglio impegnarmi al meglio. E per farlo, devo avere abbastanza tempo tutto insieme a disposizione e un umore sereno. Cose che non ho, soprattutto a causa della scuola. non bastano poche ore di ristrettezza mentale, la fantasia dovrebbe essere libera di vagare ed espandersi, no?
Ma, tra una fase di studio e l’altra, posso compilare un compendio di informazioni sulla mia vita. E sulle mie passioni.
Per esempio, come ho già anticipato, il Natale è una mia grande ossessione. Per me il periodo d’Avvento non inizia e non finisce mai. Ogni situazione in ogni stagione la immagino come se fosse avvenuta in inverno. Ogni dettaglio del Natale mi fa tornare indietro alla mente quel periodo in cui ero un bambino che aspettava con estenuante attesa l’arrivo di Babbo Natale e i suoi doni. Ma che dico? Questo periodo è tuttora vivente, io non sono mai cresciuto! Tutti i problemi che la vita, andando avanti con l’età, pone, vengono smorzati dalle mie fantasie natalizie. Non so se raggiungerò mai l’età adulta, se non solo anagraficamente; ma d’altronde forse è un bene per una persona che vuole raccontare storie… Viva la sindrome di Peter Pan!

Per me il Natale, tutto il periodo delle Feste, l’attesa e la gioia infinita nell’aria, sia nell’aspetto religioso che nella semplice allegria più commerciale, è una parte importante. E per questo, da oggi, visto che mancano appena cinquanta giorni a questa data (e per me sono pochi, ah-ah), ho deciso di trattare del Natale, discutendo di leggende, libri, film e sentimenti. Tutto ciò che mi procura la creatività. E assicuro che è tanto, infatti dovrò tagliare un po’. Ma comincerà da questo articoletto.



-°-°-

Oggi parlerò di film. Di libri ne ho letti pochi, ma ne ordinerò qualcuno da Amazon.it tra qualche settimana. Ma le pellicole ambientate in un ambiente innevato non mi sono mancate. Devo dire che questi film sul Natale mi piacciono un sacco, ma non sono tra i miei preferiti. Ovvero non li trovo tendenti alla perfezione –praticamente tutto per me è lontano dalla perfezione, non esiste nulla di perfertto. Però sono molto soddisfacenti.
Stavolta voglio rimanere su delle storie non di fantasia, che non vedono come protagonista Babbo Natale o altre creature e atmosfere paranormale.

Chi non ha visto almeno una volta i film Mamma, ho perso l’aereo & Mamma, ho riperso l’aereo: mi sono smarrito a New York? La televisione italiana li avrà trasmessi quasi tutti gli anni da quindici anni. Io li ho guardati spesso. Ma è da quando frequentavo la seconda superiore che sono diventati una fissa. Mi sono fatto prestare le cassette VHS da un’amica, che poi me le ha regalate, e le riguardo in tutte le stagioni, anche più volte al mese. Ogni qualvolta io non sappia cosa fare o mi senta triste. Riescono sempre a tirarmi su almeno un po’ il morale.

 


Sono delle commedie veramente deliziose: divertenti, simpatiche… e natalizie. Nel primo capitolo, per la maggior parte giocato in casa, si vede l’edificio in tutta la sua magnificenza (che bello!) e la periferia di Chicago in inverno. Nel secondo, la storia si sposta a New York, “una delle più grandi e affollate città del mondo” (come dice la madre stessa del protagonista, Kevin McCallister), dove alla fine fa bella mostra il giardino decorato del Rockefeller Center, per non parlare del negozio di giocattoli. Non posso spiegare in poche parole quante sensazioni mi suscitino.   

Ovviamente l’ambientazione natalizia è molto importante. In realtà, bisogna sapere che la saga è costituita da quattro episodi, ma gli ultimi due hanno per protagonista un interprete diverso, così come pure il suo personaggio, e l’ultimo non ha niente a che fare col Natale. Il titolo originale inglese è Home Alone: 1, 2, 3, 4.      

Ora sapete perché io abbia adottato questa foto di profilo. Il Macaulay Culkin bambino è una specie di idolo (e mi piace dire che un po’ mi somiglia, ah-ah). Lo so che ora fa uso di sostanze non così lecite, ma me lo ricorderò sempre com’era a dieci anni.   

Per ora io ho finito. Alla prossima puntata!

2 commenti:

  1. Devo ammettere che anch'io sono ossessionata dal Natale, è un periodo favoloso e soprattutto gioioso. Mi ricordo di così tante cose che è impossibile dimenticarsi e, ogni anno, sono emozioni nuove!
    Ovviamente non possiamo paragonare il Natale che viviamo ai 18 anni e quello che viviamo durante la tenera età perché è tutt'altra emozione, quella. Santa C., i regali, l'attesa trepidante e l'unione che si creava in quel periodo era forte e più bella.

    Certo che ho visto i film che hai citato, sono un must! Li riguardo ancora ogni anno!
    Te lo ripeto: bellissima questa grafica, molto più suggestiva:)

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    1. E' vero che da bambini tutto è più bello e felice, ma io non sono poi tanto cresciuto!
      Grazie per il complimento sulla grafica. Anche se tra qualche settimana ne metterò una natalizia, ah-ah! :)

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