mercoledì 14 novembre 2012

#95Spirito natalizio, terza parte




Spirito Natalizio #3

Ehi, ehi, ehi! Ecco alla nuova puntata di Spirito natalizio. Inizio col dire ai miei lettori che alla fine di una lunga serie di riflessioni mi sono deciso e ho avviato l’ordine su Amazon.it. Composto da quattro libri: tra quelli che ho presentato la volta scorsa, i primi tre e il quinto.
L’articoletto citato aveva anche lo scopo di chiedervi, come consiglio, quale aggiungere nel carrello amazzoniano. Ho fatto tesoro dei vostri pareri –ringrazio chi ha risposto- e ho controllato su Goodreads eventuali altri candidati, non trovandone. Così, tra i due ha vinta quello con la copertina più bella. Ma non solo per questo: Secret Santa non è, come sembra, più adatto a un pubblico maschile dell’altro; è stato definito “girly” da qualche lettore americano. Partendo dal presupposto che non mi sono mai fatto problemi sulle mie letture, e che un libro bello è più o meno adatto a tutti, mi sono orientato sull’ambientazione prettamente montana del Vermont, con tanto di bella ragazza in tuta da sci.
E allora, spero che mi piaceranno queste letture natalizie, svago d’Avvento. Cercherò di farmele durare fino a Natale, dopodiché mi godrò quello che Zio Santa mi avrà portato (sempre se lo farà).

-°-°-

Ma oggi voglio parlare di un film natalizio, alternativamente ai libri. Il film in questione è uno dei primi, o forse il primo, che ho visto, incentrato sulla figura di Babbo Natale. La mia VHS è stata registrata da RaiUno da mia mamma quando ancora non sapevo come azionare i telecomandi. Ho un dolce ricordo di questo film, che immancabilmente mi riguardo tutti gli anni.
La (vera?) storia di Babbo Natale, o in inglese semplicemente Santa Claus, racconta di una coppia di anziani ma non troppo che un giorno rimangono sorpresi da una leggera tempesta di neve e al risveglio, circondati dai folletti scoprono di essere stati scelti da una profezia per il ruolo di Babbo Natale e Sua Moglie. E’ stato girato nel lontano 1985, e dalla mia videocassetta si vede, contando anche tutte le volte che la pellicola si è riavvolta.
Una nota che devo fare è che questa scena iniziale avviene non al Polo Nord, come si crede abiti Babbo Natale, ma in uno dei paesi dell’Europa dell’Est, penso la Finlandia –in Lapponia, una regione di questo stato, si sa, abita il portatore notturno di doni, secondo un’altra variante della leggenda. 


Dicevo che i due, ormai ambientati in questa casa sorta dal nulla, si preparano ad attendere il loro compito, che effettivamente verrà riconosciuto nel corso dei secoli dai bambini buoni. Anche se all’inizio pure quelli cattivelli ricevevano qualche regalino.
Il problema sorge quando uno degli elfi più fidati, Patch (uno dei vari motivi che mi hanno spinto a leggere I bacio dell’angelo caduto di Becca Fitzpatrick), se ne va a New York e viene coinvolto, inconsapevolmente, in una truffa ad opera di un disonesto produttore di giocattoli. Il caso vuole che tale tipo sia lo zio della gentile Cornelia, che mentre sta ripassando i verbi latini (da immaginarsi il mio sorriso quanto ho effettuato la visione in quarta ginnasio; negli anni precedenti non me ne ero mai accorto), si accorge di un ragazzino senzatetto e gli offre del cibo. Il ragazzino, che si chiama Joe e il cognome del suo interprete fa Fitzpatrick, incontra in seguito Babbo Natale e ne divengono amici.
A questo punto bisognerà sventare la truffa… cosa che, ovviamente avverrà, tra la gioia e i giocattoli.


Una delle scene che più mi piacciono è quella in cui il folletto (o elfo? Sono adulti e alti) anziano passa nel corridoio di uscita delle renne. Tutti gli si fanno ai lati e porgono la testa, tengono i cappelli a cuffia in mano in segno di riverenza. Tutti, tranne quei pochi che gli sollevano la lunga barba. Fin da piccolo mi ha suscitato un po’ di impressione: tutto quel rispetto, il personaggio così anziano… sì, avevo paura delle persone anziane da piccolo –avete presente il banchiere di Mary Poppins? Quello è pure prepotente. Che paura!. Questo elfetto ricorda la profezia al Babbo e la storia prosegue.
Tra poco, qualche settimana mi riguarderò questa pellicola in cui gli aiutanti di Babbo Natale saltano e ballano e cantano mentre lavorano e si respira un clima di festa.
Alla prossima!  

Nessun commento:

Posta un commento