sabato 2 marzo 2013

#117Recensione: Cuore meccanico di Marco Locatelli






Cuore meccanico è un racconto piacevole e delicato. E’ certo che io preferisca i romanzi, perché in essi le descrizioni e le dinamiche degli eventi non devono rientrare in quelle poche righe (per chi scrive non sono così poche, lo so) della decina di pagine; non sono e non sarò mai un alessandrino ellenistico (per chi non sapesse cosa significhi: nel periodo greco ellenistico i filologi di Alessandria, tra cui Callimaco, preferivano una poesia breve, levigata e rifinita, sì, ma pur sempre breve).
Di sicuro leggerò anche altri scritti di Marco Locatelli, perché il suo stile è buono, come ho avuto modo di osservare tramite il racconto stesso, ma anche le recensioni scritte e altri articoli pubblicati nei due blog in cui offre le sue idee sul concetto lettura-scrittura; bisogna ricordare la precisione e maestria con cui gira le video-recensioni che sono sempre un appuntamento da attendere con interesse. Questo racconto è stato solo una goccia di ciò che spero possa offrire con i suoi lavori prosaici.
E’ indubbio che un ragazzo che voglia fare lo scrittore è più propenso a dedicarsi a operette brevi inizialmente. Lo posso affermare con certezza, in quanto capitato a me stesso. Ho iniziato a novembre scrivendo un raccontino natalizio un poco assurdo, che col tempo e con l’ispirazione è cresciuto (e continuerò a nutrirlo finita la scuola); poi sono nate altre storie dalla struttura corta, ideali se si hanno poche ore per scrivere e si vuole terminare al più presto, donando ai lettori un testo completo e in qualche modo che sappia colpire e toccare. Cuore meccanico sa farlo, anche se io aspetto dall’autore un romanzo. Mi raccomando, Marco, scrivi!
La scelta di costruire un ebook, o epub, o come si chiama, è di certo buona: si possono raggiungere molti lettori informandoli delle proprie capacità, in attesa del tanto voluto romanzo (e sono sempre lì, sì). Il self-publishing digitale è una grande idea, chissà che magari non la userò anch’io in futuro?
A me non piacciono le ambientazioni futuristiche e fantascientifiche, ma questa storia ha saputo farmi pensare con velata tristezza alla desolazione di un futuro un po’ difficile, molto simile a quello raffigurato nelle pagine di Cinder – Cronache lunari di Marissa Meyer, dove il cyborg o robottino che sia è visto come diverso, inferiore, da isolare; ciò può essere visto come metafora di certe situazioni attuali.
Devo proprio dire che l’uso dell’impermeabile giallo in qualche modo mi ha fatto considerare il protagonista come molto tenero, indifeso… un pulcino bagnato, bisognoso di aiuto. Il lettore si focalizza su quest’elemento che dà un tocco in più, una caratteristica in più, al racconto.
Ora attendo nuovi scritti di Marco!

4 commenti:

  1. Ma io lo sapevo che doveva essere una bomba! Devo leggerlo al più presto :)

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  2. Ciao!
    Ho aperto un blog dove discutere assieme di anime,manga, videogiochi e quant'altro
    Se ti va facci un salto ok?^^ qui --> http://shadeswebspace.blogspot.it/
    Bye :) e perdona lo spam >.<

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