venerdì 21 febbraio 2014

Recensione - Il circolo segreto/I diari delle streghe

I Diari delle StregheI Diari delle Streghe by L.J. Smith
My rating: 3 of 5 stars


Sarebbero più 2.5, ma indico

3 stelle perchè a Natale si può fare di più. Certo, il giorno di Natale è già passato, ma siamo ancora in quel periodo dell'anno in cui un pò di buonismo è di buon gusto.
In sostanza, la storia narrata ne Il circolo segreto -perchè mi rifiuto di chiamare questo libro I Diari delle Streghe- è una storia molto semplice, adatta più a dei ragazzini o comunque a lettori che non abbiano affrontato già letture più movimentate. Probabilmente nell'anno in cui questa trilogia-in-uno uscì, il 1992, non erano disponibili libri del genere con più spessore.
Tra comportamenti incoerenti, frasi di circostanza, una protagonista che è il personaggio peggiore della vicenda e lezioni (queste interessanti) su cristalli e radici, il racconto si fa leggere, e magari anche un pò riesce a coinvolgere.
Non è una storia di streghe, quanto più di esperti di pietruzze, piantine e candele che amano chiamare loro stessi streghe e distinguersi dai non appartenenti al loro circolo, etichettandoli come esterni. In realtà le streghe a cui tutti sono abituati nella narrativa sono capaci di altre cose, ma questo non guasta eccessivamente.
Certo, talvolta la lettura è un pò imbarazzante, e non voglio dire che si tratti di un libro fantastico, di un capolavoro. Semplicemente è un romanzo-in-tre-(quattro) che si fa leggere in mancanza di altro o per dovere morale in caso di regalo.
Però la piega avventurosa della storia si fa prepotente solo nel terzo libro e come una bolla di sapone scoppia ancora prima di averne assaporato tutte le sfumature della superficie.
Il mistero che si è dipanato, in modo anche molto banale, nel corso dei tre libri è risolto grazie a nient'altro che a una fortunata intuizione. La scrittrice, molto ingenuamente, inizia a fare cenni su questo personaggio, che prima era stato descritto distrattamente, messo un pò in disparte dalla protagonista e dagli altri compagni. Io, dal canto mio, avevo capito del suo coinvolgimento senza quegli indizi, ma lei, la Smith, dal suo canto, avrebbe potuto ricreare più suspance e tensione.
Fondamentalmente, è una lettura che lascia quello che trova, o almeno così è stato per me, ma potrebbe non esserlo per altri lettori; ma d'altronde non mi aspettavo molto di più, cxonoscendo già la Smith dalla serie de Il Diario del Vampiro (e stavolta il titolo italiano è adatto).


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