giovedì 29 marzo 2012

#12Anteprima


Sta per uscire nei prossimi giorni un libro che dalla trama e dalla copertina mi attira tantissimo! Si tratta di “Mi chiamo Chuck Ho diciassette anni. E, stando a Wikipedia, soffro di un disturbo ossessivo-compulsivo.” Trovo che mi somigli in quanto a comportamenti, infatti quando frequentavo le scuole elementari ero solito lavarmi le mani dopo aver toccato i libri scolastici per mettermi a leggere i giornalini a fumetti. Anche gli altri disturbi compulsivi fanno del protagonista un personaggio simpatico seppur complesso. Mi piace, poi, che si parli anche di Wikipedia, facebook, internet e Converse all-Star

Titolo : Mi chiamo Chuck. Ho diciassette anni. E, stando a Wikipedia, soffro di un disturbo ossessivo-compulsivo.
Autore: Aaron Karo
Editore: Giunti Y
Numero di pagine: 288
Prezzo: 12, 00
Data d'uscita: 4 Aprile 2012

Trama: Chuck Taylor ha diciassette anni e mille paranoie. Si lava le mani continuamente, controlla ossessivamente le manopole dei fornelli e il terrore dei germi condiziona le sue relazioni sociali, di fatto quasi inesistenti se si esclude Steve, goffo amico del cuore bersaglio delle angherie dei bulli della scuola. Chuck ha anche una sorella, Beth, che lo ignora al punto da negargli persino l’amicizia su Facebook. La sua giornata è costellata dalla ripetizione di gesti, regole maniacali che lui stesso si è imposto per non perdere del tutto il controllo di sé. E poi ci sono le Converse All Star: ne possiede decine di paia di ogni colore che ha abbinato ai vari stati d’animo. Converse rosse = arrabbiato, gialle = nervoso e così di seguito. I genitori, però, sono sempre più preoccupati e, nonostante le rimostranze di Chuck, decidono di spedirlo dalla strizzacervelli. Ma è l’arrivo di una nuova compagna di classe a cambiare radicalmente la vita di Chuck e ad aggiungere un nuovo colore alla sua collezione di Converse.
Impossibile non ridere con questo esilarante racconto in prima persona di Chuck, uno dei più divertenti e struggenti personaggi della narrativa contemporanea.

Autore: Aaron Karo è un giovane autore di libri di fiction umoristica, bestseller nelle classifiche americane e apprezzati per la vena graffiante e sfacciata. Dal 1997 Karo è anche editorialista di una rubrica seguitissima, che ha avuto così tanto successo da diventare un social network. Questo è il suo primo romanzo per YA.

Lo prenderò quasi sicuramente!

mercoledì 28 marzo 2012

#11Recensione


Recensione di "Sotto il vestito niente" e "Cercando Alaska" unica. Ho scritto una recensione sola per il giornalino della mia scuola. Li ho accomunati perchè secondo me hanno un finale strutturato in modo simile. 
 
Titolo: Sotto il vestito niente
Autore: Marco Parma
Casa editrice: Longanesi
Uscita: uscito nel 1983


Titolo: Cercando Alaska
Autore: John Green 
Casa editrice: Fabbri
Uscita: uscito ne 2006







Quando ho aperto per la prima volta “Sotto il vestito niente” ne è scaturito un profumo di anni ottanta e di frizzanti sfilate e cambi d’abito, di carta patinata e di cene eleganti, tutto in un’atmosfera di mistero. Sì, perché il romanzo, dalla copertina bordata di verde un poco sconcia (l’unica, in quanto c’è solo un’edizione), parla proprio di questo: il mondo della moda, precisamente quella milanese, degli anni ottanta del Novecento. Tra riviste di moda (e non solo!), stilisti frivoli e competitivi e relazioni amorose, la storia si apre con la scomparsa di Anne Sunsine, una tra le più belle modelle del periodo (perché si sa che la loro carriera è breve) trovata precedentemente cadavere. Viene allora mobilitata a risolvere il mistero la polizia, in particolare il commissario Bonanno, proprio mentre l’editore di una piccola ma promettente rivista, Venus, blocca l’uscita dell’ultimo numero, perché sulla prima pagina si affaccia la modella scomparsa. Nello stesso tempo i due maggiori stilisti, il giovane di origine siciliana Vassalli, detto Duca, e il già affermato Zarbonni, detto Zar, e la minore Anassagora (parodia per l’esistente Krizia: i due nomi erano infatti posseduti da figure storiche greche) sono alle prese con le imminenti sfilate milanesi e con un’accesa rivalità. Poi anche il direttore di Venus, Marco Parma (che è anche lo pseudonimo dell’autore, Paolo Petroni), scompare, e lui è l’ultima persona che ha visto la modella. Messaggi di minacce fanno pensare a un sequestro da parte delle Brigate rosse, che hanno lasciato un cane impiccato in casa. Anche altri cani sono presenti nel racconto, Bartolomeo il cucciolo che Parma ha regalato alla figlia della proprietaria di un bar (Tolomeo!) e si rammenta, ormai scomparso anch’esso, il cocker che la Sunsine ha portato per un certo tempo a spasso, che indossava lo stesso collare rosso che si nota in una foto con protagonisti la modella e lo stilista Vassalli. Parallelamente, infatti la storia è scandita da capitoli riguardanti piccoli fili della stessa vicenda, il rapporto amoroso e professionale tra Mario Pozzo, l’editore e Bice Banana (da notare il nome buffo e simpatico), giornalista in gamba del Corriere del Mattino (parodia di quello della Sera) si fa interessante e tenera: l’editore, grande playboy e molto schietto, preferisce la rotondetta Bice a tutte le modelle troppo magre. Proprio da lui proviene il tema che dà titolo al libro: le modelle hanno un corpo, un volto e un vestito, ma sotto il vestito, niente, sono strati di superficialità. Le vicende proseguono tra anagrammi, traffici di droga, sfilate di vestiti di materiali tecnologici e raffinati, il tutto con uno stile a tratti brillante, coinvolgente e incisivo, raramente confuso, e ricco di frasi simil-poetiche, finché non si giunge alla fine. E alla fine, sotto i fogli di carta cosa c’è? Niente! Sotto il libro niente! Il finale mi è parso confuso, mutilo e incompleto, e pure mi son chiesto perché l’autore sia arrivato fino lì a scrivere una storia così. Il suo pseudo-omonimo voleva scrivere un libro sul mondo della moda e i suoi difetti interiori, perciò credo proprio che volesse intendere, metaforicamente, che la moda, come mondo e settore commerciale è superficiale e vuota. Chissà!
Per associazione di idee, un altro libro che si affida all’interpretazione del lettore è "Cercando Alaska" di John Green. Tratta di Miles, che cerca il suo grande Forse e che si trasferisce in un college in Alabama. Qui incontra alcuni amici e insieme si divertono a fare scherzi, cercando così di sdrammatizzare le loro debolezze e indecisioni interiori (ma anche per farsi delle risate). Tra questi c’è anche Alaska, una ragazzina provata dal dolore per la morte della madre e per non essere riuscita a evitarla, forte, decisa, complessa e un po’ isterica, che compra libri nelle bancarelle da pochi soldi per riunirli nella sua Biblioteca della Vita. Ma quando tentano di distruggerle la Biblioteca, all'inizio ci rimane male, ma poi si vendica, in modo irriverente, che è un altro lato del suo carattere. La sua vita è piena di scherzi irriverenti, è il suo modo di affrontarla. Probabilmente lei è la stessa raffigurata nella copertina, quella bambola dagli occhi enormi che pare che vedano oltre. Ma poi succede qualcosa, e decide di abbandonarsi, si abbandona e basta. E’ vittima di un incidente, la causa della sua morte, o ha scelto lei di scontrarsi con la macchina? Agli altri decidere se si è lasciata andare o no. Infatti il racconto termina senza una vera risposta, la risposta la deve trovare il lettore dentro di sé, scegliendo. E’ questo un libro che, anche se non è perfetto, dà una piccola visione della vita (adolescenziale).

2**, 3***

martedì 27 marzo 2012

#10Anteprime



Usciranno prossimamente tre libri che mi paiono molto interessanti! Posto le copertine e informazioni. Misembrano tre copertine molto carine!


                Autrice: Claudia Gray                                                 Tiitolo: Fateful
Casa editrice: Mondadori
Pagine: 324  
Uscita: 17 Aprile 2012
La Trama: Tessa ha diciotto anni, fa la domestica per una ricca famiglia e sta per imbarcarsi sul maestoso Titanic per raggiungere il Nuovo Mondo.
La speranza è quella che la propria vita possa cambiare in meglio. Durante il viaggio, due strani uomini si interessano a lei: un affascinante passeggero e un nobile russo. Quello che Tessa non sa è che entrambi sono licantropi…

-Le storie ambientate sul Titanic mi piacciono, e poi visto che quest’anno cade il centenario della tragedia… solo che non mi piace la scrittrice, dei suoi libri ho letto “Evernight” e il seguito “Stargazer” e mi hanno fatto un po’ schifo. Inoltre chissà come ha reso l’elemento della licantropia, si vedrà!-



Titolo: Lo Specchio delle Fate 
Autore: Jenna Black
Editore: Newton Compton
 Pagine: 288
 Trama: Dana Hathaway non lo sa ancora, ma sta per cacciarsi davvero nei guai. Quando sua madre si presenta al saggio di fine anno ubriaca, la ragazza capisce di averne abbastanza: è giunto il momento di prendere un volo che dagli Stati Uniti la porterà fino alla lontana Inghilterra. È diretta verso la mitica città di Avalon, l’unico posto sulla terra in cui il mondo umano e quello delle fate entrano in contatto e dove vive il suo misterioso padre. Ad Avalon però, il viaggio comincia ad andare storto e Dana si trova invischiata in un gioco molto pericoloso: qualcuno sta cercando senza dubbio di farle del male. Ma soprattutto, sembra che tutti vogliano qualcosa da lei: sua zia Grace, Ethan, un affascinante ragazzo dotato di straordinari poteri, e Kimber, sua sorella. Ma cosa, esattamente? Persino suo padre pare intenzionato a tenerla all’oscuro di tutto quello che le sta accadendo… Intrappolata tra due mondi, coinvolta in oscure trame di potere, la ragazza non sa più di chi può fidarsi, ma ha capito bene che la sua vita non potrà più tornare quella di una volta.




   
-Mi intriga il fatto che le fate, in questo libro siano pubblicamente riconosciute. Un po’ come nelle saghe di Anita Blake e Sookie Stakhouse!-


 Titolo: La Diciottesima Luna
Autore: Kami Garcia & Margareth Stohl
Editore: Mondadori
Pagine: 258
Data di uscita: 3 Aprile 2012


Trama: L’amore tra Ethan e Lena non può trovare pace se ancora una volta la tranquilla cittadina di Gatlin è sconvolta da eventi misteriosi.
La diciottesima luna sta per avvicinarsi, e con essa tornerà l’antica maledizione che incombe sulla famiglia di Lena. La ragazza è sempre più sola e sta perdendo ogni suo potere. Per gli abitanti di Gatlin rimane una sola cosa da fare: sacrificare qualcuno per la salvezza della città. Chi sarà il prescelto?"

-Questo è il terzo capitolo di una saga di cui ho letto il primo apprezzandolo molto. Penso che mi procurerò anche i seguiti!-


giovedì 22 marzo 2012

#9Recensione


Ho terminato ieri la lettura di un libro che mi è stato regalato per il compleanno (a gennaio). Si tratta di “Assassin’s Creed. Rinascimento”, tratto dal celebre videogioco, e scritto da un autore che si firma Oliver Bowden; sarà forse italiano? Non so…
Dovrebbe essere il primo di una trilogia, e questa cosa l’ho scoperta alla fine, prima pensavo che fossero tre libri stand-alone, cioè una saga formata da capitoli autoconclusivi e semi-slegati tra loro. A questo punto, però, non credo proprio che mi procurerò gli altri. Il perché nel mio commento.

Titolo: Assassin’s Creed. Rinascimento
Autore: Oliver Bowden
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 405 
Uscita: uscito nel 2010

Trama: Firenze, 1476. Il giovane Ezio Auditore ha visto giustiziare il padre e i fratelli in seguito alle accuse montate dalla famiglia dei Pazzi. Scopre così di discendere dalla detta degli Assassini, la cui unica missione, da secoli, è distruggere l'Ordine dei Templari, dove militano proprio i Pazzi. Da quel momento e per anni, Ezio si aggira per l'Italia, silenzioso e invisibile, per uccidere i nemici cui ha giurato odio eterno. Ma la sua guerra ha anche un altro e più importante obiettivo: recuperare un misterioso Codice che potrebbe dare a chi lo possiede un potere incommensurabile.
Basato sul celebre videogioco Ubisoft "Assassin's Creed", il primo, appassionante libro si una serie epica, che al fascino della storia unisce la suspance del Thriller.

Recensione: Non so se consigliare questo libro. Forse a coloro che hanno già avuto l’occasione di conoscere i protagonisti per mezzo del videogioco, potrebbe piacere. Per gli altri potrebbe rivelarsi una delusione. La copertina, che mostra un protagonista che ostenta arroganza e determinazione, sullo sfondo di una città quattrocentesca, è mediamente carina, ma non di certo bella, anche perché la risoluzione è digitale; è una scena tratta proprio dal videogioco. La scrittura non tarda a rivelarsi imprecisa e piatta, con periodi lunghini e che non incidono; col tempo o migliora o ci si abitua, so solo che, anche se continua a non essere delle migliori, non procura più troppo fastidio. Un altro aspetto negativo legato alla narrazione è che troppo spesso questa narrazione si risolve in raccontato, cioè tutto è detto in qualche frase e si passa all’argomento successivo, senza creare empatia con il lettore. Tutto è veloce, ma non per questo più scorrevole o interessante.
Fin dal prima capitolo si capisce con chi si ha a che fare: il protagonista Ezio Auditore, capo bulletto di una banda di teppistelli, non trova nessuna fatica nel saltare dal tetto di un edificio a un altro, e così suo fratello. Cioè, quando scopre di essere un Assassino, impara solo la sottile arte dell’uccidere senza rimorso. Sì, perché l’abilità è evidente che la possiede già prima (prima anche dell’estenuante allenamento che nel libro viene raccontato in due righe), mentre ora, una stilettata, un “requiescat in pace” e via, si passa al prossimo. Il grande gruppo degli Assassini, che è composto da quattro gatti e due magnaccia donne, una delle quali è la l’antenata della monaca di Monza, ha un ruolo ben preciso, come si può immaginare dal nome: uccidere i nemici, per il bene del mondo. Non dirò chi sono i nemici, ma solo che per Ezio ne esiste uno solo, finché non è morto. Infatti si passa da un: “Devo uccidere Vieri!”.
Poi:”Devo uccidere Francesco!”.
“Il mio massimo scopo è uccidere Jacopo!”  Ad un certo punto Ezio afferma che gli Assassini devono uccidere solo se strettamente necessario, e lo fa appena dopo aver tagliato la gola a una guardia che sta solo facendo il suo lavoro e che potrebbe togliere di mezzo semplicemente tramortendola. Bah…
 Quando in una città sono tutti morti, è ora di andare in un’altra, così si arriva a Venezia, poi Forlì, poi di nuovo Firenze e Venezia, e infine Roma. Beh, non racconto nulla di Roma, la cui narrazione riguarda il capitolo 28. Do solo un consiglio: chiunque voglia avventurarsi nella lettura di questo libro, legga solo fino al capitolo 27, perché l’ultimo è confuso e osceno! Praticamente arrivato al capitolo ventisettesimo, ero pronto a dare tre stelline a questo libro, ma ora gliene do solo due tirate. La lettura si rivela infatti, nonostante sia piena di difetti e mancanze e caratteristiche che la rendono mediocre, abbastanza scorrevole. Inoltre, cosa che mi è piaciuta molto, i personaggi, almeno la maggior parte, sono figure veramente esistenti e che hanno davvero compiuto le gesta narrate; quindi qui queste gesta storiche sono finalizzate alla causa degli Assassini. E’ abbastanza divertente riconoscere queste informazioni in quella che per certi versi è un manuale di storia romanzato. Ad esempio, Caterina Sforza ad un certo punto rivela a Ezio, che l’Assassino Niccolò Machiavelli l’ha aiutata a governare il piccolo stato di Forlì. Infatti, Machiavelli ha scritto un libro, come rivelerà il suo personaggio stesso in seguito, che si intitola “Principe”, e fornisce istruzioni di governo. Penso che un lettore capisca meglio queste cose dopo averle studiate a scuola, di conseguenza consiglio di leggerlo dalla quarta superiore.  
I personaggi che mi sono piaciuti maggiormente, per il loro carisma, sono Caterina Sforza e Rodrigo Borgia, il futuro papa Alessandro VI (anche se quest’ultimo mi ha fatto cambiare idea nell’ultimo capitolo). Mi ha lasciato perplesso il fatto che Bianca, la figlia di Caterina, sia d’accordo con la madre sull’aver ucciso il padre. Cioè, boh…
Concludo aggiungendo un passaggio che mi è piaciuto e mette in mostra il lato intraprendente ed energico di Caterina Sforza (attenzione, ha un significato erotico):

-         Lo baciò sulla fronte, poi, all'inizio con una certa titubanza, sulle labbra. "E se c'è niente che io possa fare... per accelerare la vostra guarigione... non avete che da dirlo." La sua mano cominciò a scivolare dolcemente sotto il lenzuolo finché trovò la sua meta. "Oh", mormorò e sorrise. "Mi sembra di aver già conseguito un successo... un po’."
"Siete una gran donna, Caterina Sforza."
Lei rise. "Se dovessi scrivere la storia della mia vita, tesoro, lascerei di sasso il mondo." -  

L’ultima battuta mi piace particolarmente.

2**

mercoledì 14 marzo 2012

#8Recensione


Propongo la mia recensione (postata già su aNobii) di un libro che ho comprato l’anno scorso al Salone del Libro di Torino e che ho letto nell’estate. E’ di un’autrice italiana, Virginia de Winter, famose per aver scritto delle fan fiction su Harry Potter. Il libro in questione mi è piaciuto abbastanza, è veramente scritto bene, lo stile dell’autrice, così ricco di metafore e di termini barocchi, crea un’atmosfera decisamente affascinante… mi è addirittura sembrata povera la scrittura del libro successivo, il terzo della saga Shadowhunters, che pure mi è piaciuto tantissimo e quindi non ha nulla da invidiare. Semplicemente sono due stili differenti. Probabilmente prenderò il seguito "L'ordine della Chiave" alla prossima Fiera del Libro, se non prima, perchè è una saga interessante.

Titolo: Black Friars. L’Ordine della Spada
Autore: Virginia de Winter
Editore
: Fazi
Pagine: 682    
Prezzo:19,50 €,
Uscita: uscito nel 2010

Trama: Chi è Eloise Weiss? Perché il più antico vampiro della stirpe di Blackmore abbandona per lei l’eternità suscitando le ire di Axel Vandemberg, glaciale Princeps dello Studium e tormentato amore della giovane?
La Vecchia Capitale si prepara alla Vigilia di Ognissanti e il coprifuoco è vicino perché il Presidio sta per aprire le sue porte. Il lento salmodiare delle orde di penitenti che si riversano per le vie, in cerca di anime da punire, è il segnale per gli abitanti di affrettarsi nelle proprie case, ma per Eloise Weiss è già troppo tardi. Scambiata per una vampira, cade vittima dell’irrazionalità di una fede che brucia ogni cosa al suo passaggio. In fin di vita esala una richiesta d’aiuto che giunge alle soglie della tomba dove Ashton Blackmore, un redivivo secolare, riposa protetto dalle ombre della Cattedrale di Black Friars. Il richiamo della ragazza è un sussurro che si trasforma in ordine, irrompe nella sua mente e lo riporta alla vita. Nobili vampiri di vecchie casate, spiriti reclusi e guerrieri, eroici umani e passioni che il tempo non è riuscito a cancellare: Black Friars – L’ordine della Spada è un mondo nuovo che profuma di antico, un romanzo che si ammanta di gotico per condurre il lettore tra i vicoli della Vecchia Capitale o negli antri del Presidio, in un viaggio che continua oltre la carta e non finisce con l’ultima pagina.


Recensione: Libro decisamente carino.
Scrittura dettagliata, raffinata, deliziosa.
Ambientazione accurata, accattivante. La società con gli Ordines, mi spinge a immaginare di vivere lì e di sceglierne uno. Probabilmente sceglierei l’Ordo Pennis.
Particolare l’idea di scandire il tempo con la terminologia ecclesiastica medievale.
Trama originale, anche se manca qualche avventura.
Personaggi ben descritti. Molto divertenti Bryce e Megan (raffinatezza e anestesia manuale), affascinante per i suoi modi Ashton, tutti gli altri dignitosi. Solo Axel ha incontrato la mia antipatia, proprio non lo sopporto!
Numerose le battute pungenti, ironiche e sarcastiche, descrizioni affascinanti di rose e gargoyles.
Difetti? I nemici, quelli di nebbia del Presidio, paiono fin troppo deboli e allontanabili con poco. E poi non mi ha coinvolto emotivamente come avrei voluto; molti libri non lo fanno, e purtroppo anche in questo.
Bellissimi i titoli dei capitoli in latino!!!

4****

#7Recensione


Pubblico la recensione di un altro libro che ho letto della scrittrice italiana Bianca Pitzorno, e che mi è piaciuto anche di più di “La bambinaia francese”. Lo consiglio a tutti, perché è veramente bello.


Titolo: Ascolta il mio cuore
Autore: Bianca Pitzorno
Editore
: Mondadori
Pagine:304    
Prezzo: 9,50 €, la versione economica
Uscita: uscito nel 2004 l’edizioni con la copertina postata sopra

Trama: Quando la nuova maestra viene soprannominata Arpia Sferza, e quando ogni giorno a scuola si trasforma in una battaglia, potete ben credere che in 4ª D ne succedano davvero di tutti i colori! Ma non solo di guerra si parla in questo romanzo: ci troverete amori e tradimenti, tartarughe miracolose,scheletri e motociclette, generali austriaci e fantasmi, lettrici di fotoromanzi e pantere di velluto... Un anno scolastico vissuto intensamente,senza sprecare neppure un attimo. Settantatre capitoli da leggere tutti d'un fiato, oppure da gustare uno per uno come altrettante puntate di un'allegra irriverente telenovela.


Recensione: Ho trovato davvero geniale, divertente, esilarante, spassoso, rilassante questo fantastico libro che mi ha appassionato tantissimo. La storia tratta di una classe divisa in fazioni, di una maestra con pregiudizi e di come le protagoniste volevano a ribellarsi a questa maestra e vendicarsi per i maltrattamenti subiti dalle due ragazze povere da parte di essa e altri fatti divertenti e meno tristi, il tutto raccontato in modo leggero e ingenuo, ma allo stesso tempo intrigante e accattivante e pieno di colpi di scena che non annoia mai e condito dagli irriverenti temi della protagonista scrittrice. Leggendo questo libro, si imparerà ad odiare la maestra Sforza, le alunne Leccapiedi stupide, antipatiche, spione e attaccabrighe e tutti i loro parenti, mentre si imparerà ad amare le bambine protagoniste, tanto intelligenti, gentili e disponibili. Il finale mi è sembrato imperfetto, ma è bastato il resto a far innamorare questo romanzo da 5/5. Credo proprio che sia tra i miei libri preferiti, perciò spero che la talentuosa scrittrice Bianca Pitzorno scriva un seguito (anche se, purtroppo, è difficile perchè sono già più 20 anni che è stato pubblicato, ma spero lo stesso) e probabilmente leggerò anche il prequel "Quando eravamo piccole" e, magari, un altro romanzo "Tornatras" visto che i commenti sono piuttosto buoni, e ho già letto “La bambinaia francese”. Consiglio vivamente questo romanzo che saprà regalare buon umore, rilassare dopo una giornata difficile e dare un'idea diversa sulla vita. Davvero ottimo!!!!

5*****

sabato 10 marzo 2012

#6Recensione


Pubblico la recensione di un libro che ho letto l’estate scorsa e che mi è piaciuto abbastanza. E’ scritto dall’autrice italiana Bianca Pitzorno e ricalca le vicende del celebre romanzo di Charlotte Bronte, “Jane Eyre”.

Titolo: La bambinaia francese
Autore: Bianca Pitzorno
Editore
: Mondadori
Pagine: 498       
Prezzo: 10 €, la versione economica, 17€, la versione rigida
Uscita: uscito nel 2006

Trama: La storia di Sophie Gravillon comincia nella Parigi colta, spietata e rivoluzionaria di primo Ottocento e rischia di concludersi all'Ospedale di mendicità quando a otto anni rimane orfana. Interviene però una famosa stella dell'Opera, Céline, che finge di assumerla come bambinaia della figlia Adele. A casa sua Sophie conoscerà Toussaint, un ragazzino proveniente dalle Antille, e insieme a lui avrà il privilegio di essere istruita dal padrino di Céline, un vecchio marchese dalle idee illuministe. Alla morte del marchese seguiranno una serie di avventure fra Francia e Inghilterra. Un romanzo storico denso di riferimenti alla cultura del tempo.


Recensione: Questo libro mi è piaciuto. Ho deciso di comprarlo, spinto dal fatto che ho letto “Ascolta il mio cuore” della stessa autrice, e mi era piaciuto talmente tanto che ho iniziato a considerare la Pitzorno una delle mie autrici preferite, forse la migliore in Italia, e poi perché una delle mie ultime letture è stata proprio quella di “Jane Eyre”. Sinceramente mi aspettavo qualcosa di meglio, quel non so che, presente nelle avventure di Prisca e le sue amiche (le protagoniste di “Ascolta…”); bisogna comunque dire che lo stile di Bianca si sente e la sua capacità di narratrice è riscontrabile, anche se in maniera minore che nell’altro; ed è riuscita a imitare lo stile di narrazione ottocentesco delle Bronte, almeno in parte. Inoltre, alcuni contenuti, termini, e frasi fanno di questo uno dei libri più maturi dell’autrice, mi sembra.
La storia, almeno nella prima e ultima parte è molto bella; quasi ci si commuove comprendendo la storia dei vari personaggi, anche se la maggior parte ha una sorte positiva. La tematica principale della storia è il desiderio dell’abolizione della schiavitù, che fa di questo romanzo una finestra dalla quale, aprendola, esce uno sbuffo d’aria fresca che accarezza le guance e scompiglia i capelli; poi anche i diritti delle donne, l’abolizione dei pregiudizi tra i popoli, tutte ottime cose. Per questo, la storia è da consigliare. Ma anche perché offre i retroscena del grande romanzo di Charlotte Bronte, quale è Jane Eyre; sembra quasi di leggere Harry Potter e il prigioniero di Azkaban: grazie alla Giratempo, Harry e i suoi amici possono cambiare gli eventi e il lettore prima viene a conoscenza di essi, e poi di come sono avvenuti, ovvero a causa dell’intervento dei tre amici magici; allo stesso modo una persona che ha letto J. E. ha saputo delle cose, ma con questo libro, sa cosa è successo veramente al posto di quelle o contemporaneamente altre che riguardano altri personaggi. L’idea è molto bella, se non fosse che, per attuarla, bisogna modificare drasticamente il personaggio di Rochester, che da bizzarro, ma simpatico è diventato, perdonatemi i termini, un impacco di cacca e un putt******. Anche Jane viene vista da Sophie come una sfigata imbalsamata e priva di sentimenti positivi, come quando ha sgridato la piccola Adele perché ha deciso di cambiare look! Che esagerazione! E Celine, che viene descritta da Rochester the original una baldracca, qui è vittima di un baldraccone (sempre passatemi i termini); ma almeno così è diventato un personaggio formidabile, è generosa, bella, talentuosa, dignitosa e coraggiosa tutto con la fine in –osa ). Adele è maggiormente descritta e approfondita qui, e per questo risulta più tenera e dotata di tante qualità che nell’originale, dove sembra solo pronta a guardarsi allo specchio e a ricevere regali.
Inoltre, durante il soggiorno a Thornfield, mi è sembrato di rileggere alcune pagine del romanzo originale, praticamente di buttare del tempo… ma tutto il resto, e escludendo l’imbruttimento dei personaggi, la vicenda è carina e abbastanza leggibile. E poi, ci sono informazioni e citazioni e spunti colti, che arricchiscono il tutto.
Un aneddoto: ero giunto a buon punto del libro e sono andato in piscina. Mentre nuotavo a dorso, mi è venuta un’illuminazione: visto che la bambola è ingrassata, Celine la vuole subito, e Sophie ricorda che prima che arrivassero i nipoti cattivi la stava riempiendo di imbottitura, perché non dovrebbe averla riempita di documenti e gioielli? In tal caso, avendola in mano, riprenderebbe la memoria... Così è stato. A volte nuotare smuove le
Jidee.
Tornando al discorso della maturità di questo libro, non credo che i bambini/ragazzini sappiano cosa significa “orge” e cose del genere, più altri termini colti, se non scottanti; questo avvalora la mia tesi. Potrebbero creare dei dubbi, anche se io non ne ho avuti, e vabbè…
Mi è piaciuta molto la struttura della narrazione, è stata una scelta carina. Da apprezzare i vari periodi della storia alternati tra loro fino a diventarne uno unico.
Conclusione: sì, questo libro mi è piaciuto è mi sento di consigliarlo, ma è bene che si legga dopo Jane Eyre e si tengano presente entrambi, ma separati, perché non mi pare neanche il caso di odiare Mr. Rochester e Jane o “La bambinaia francese” perché in esso sono resi pessimi.
Una stella per la struttura narrativa. Una stella per la storia narrata. Una stella per le tematiche, le informazioni, i riferimenti colti e le citazioni. Una stella per la caratterizzazione dei personaggi, soprattutto quelli resi buoni e le situazioni che hanno creato, e per la bella idea di dar voce a tutti questi e di dare una nuova luce a questi e agli eventi.
Quindi, sì, è da leggere.


4****

#5Recensione


Pubblico la recensione di un libro che ho letto qualche mese fa e che mi è piaciuto moltissimo, affinché anche altri lettori possano assaporare il fascino e l’attrattiva che ho provato io. Il libro in questione è “La lettrice bugiarda” dell’autrice americana Brunonia Barry.

Titolo: La lettrice bugiarda
Autore: Brunonia Barry
Editore
: Garzanti
Pagine: 256        
Prezzo: 11,90 €, la versione economica, 18,60€, la versione rigida
Uscita: uscito nel 2009
    
 Trama: È estate e l'oceano ruggisce al largo della città di Salem. Towner Whitney è tornata dove tutto è cominciato. La grande casa segnata dalla salsedine è avvolta dal silenzio. Eppure a Towner sembra ancora di vedere la sua gemella Lindley mentre, con lei, ride e legge il futuro secondo un'antica arte trasmessa di madre in figlia tra le strane donne della famiglia Whitney. Towner era fuggita da tutto ciò, prigioniera del senso di colpa e della follia. Perché l'ultima volta che aveva previsto il futuro, Lindley era morta. Quindici anni dopo, la scomparsa dell'amata zia Eva la costringe a fare ritorno. Per ritrovarla, Towner non ha altra scelta: deve affrontare il segreto che la lega indissolubilmente a Lindley. Un segreto che affonda le radici in un passato inconfessabile che molti, nel clan Whitney e nella chiusa comunità di Salem, hanno cercato di rimuovere. Dalla madre di Towner, May, una donna dura e solitaria, che vive su un'isola sperduta, alla fragile Emma, marchiata da una ferita indelebile, fino a Cal, un ambiguo predicatore. Quando il corpo di Eva viene restituito dalle onde e un'altra ragazza scompare, Towner capisce di essere precipitata di nuovo nell'incubo di quella calda estate di quindici anni prima. Circondata dalle chiacchiere e dai sospetti, non può fare affidamento che su sé stessa. È questa l'eredità che Eva le ha lasciato: scrutare il futuro e distinguere vero e falso, odio e amore, realtà e sogno. Solo allora il velo che offusca il suo destino si solleverà.

Recensione: Ho letto questo libro che mi è stato consigliato da un'amica dopo molto tempo dall'acquisto, un po’ perché l'avevo tenuto a stagionare per l'inverno come Cip & Ciop fanno con le ghiande, un po’ perché avevo una considerazione altissima, e non volevo distruggerla, poiché l'amica in questione l'aveva definito un libro davvero bello. Dopo averne finito uno non bello, e non avendo l'occasione di comprarne un'altro, mi sono deciso e l'ho iniziato. Le prime pagine, fino a circa 140, sono carine, sono presentati i personaggi così come sono lungo la storia, personaggi strani, pazzi e particolari e dalla psicologia complessa che ti piacciono subito o li odi; ma queste pagine non ti prendono, sono abbastanza mediocri, senti quasi il bisogno pungente in gola di andare avanti più velocemente saltando qua e là qualche descrizione in attesa del punto in cui tutto si fa avvincente per davvero. E’ una storia affascinante e commovente, pazzesca, avvincente e ben strutturata. Parla di Towner che definisce pazza lei stessa e la famiglia; lo è, e lo ammette: infatti come le donne della sua famiglia sa leggere il futuro nel pizzo, ma non vuole farlo. Sua madre May anche, e neppure si interessa troppo dei tre figli: affida una delle sue gemelle, Lindley, alla sorellastra sterile, e si occupa di donne maltrattate. Emma, la sorellastra, è vittima del marito Cal e non lo denuncia. Eva, madre di Emma e matrigna di May, serve té e cibo nel suo salotto e impartisce lezioni di galateo. Towner, racconta il suo ritorno a Salem in seguito alla scomparsa di Eva; l’atmosfera che suggestiona di Salem e Yellow Dog Island, l’isola natale di Towner.  Le tematiche trattate sono varie e interessanti: ci sono affetto, amore, magia e tradizione,  superstizione, morte, psiche tormentata, natura e violenza sulle donne(quanto mi ha fatto pena Emma nelle descrizioni delle violenze su di lei). L’interesse aumenta quando meno te lo aspetti, appare così, come una magia di un prestigiatore che schiocca le dita, e non puoi far a meno di leggere, ci si sente ormai uno di quegli oggetti catturati da un tornado e tenuti irrimediabilmente nelle sue spire, che volano e volano fino a posarsi più o meno distrutti a terra: si intersecano la narrazione di Towner, con flashback e rimembranze, e quella di Rafferty, poliziotto che si occupa della sparizione di Eva, osservando dai verbali della famiglia della ragazza. La prima è un flusso di coscienza, ricrea una dimensione onirica e ovattata, la seconda più diretta e serrata. Si vengono a sapere informazioni sul passato e motivi che hanno determinato le azioni dei personaggi, tutti i fatti sono motivati e sono causa di qualcosa: ogni evento è un elemento del grande mistero scandito dalle letture di pizzo che viene districato solo alla fine, dove ciò che si è appreso in precedenza è ribaltato completamente. Quindi lo consiglio assolutamente e ringrazio colei che me l'ha consigliato, senza la quale forse l'avrei letto tra molto o forse mai. Un libro che va tra i miei preferiti.

5*****

mercoledì 7 marzo 2012

#4Anteprima


Sta per uscire nelle librerie un libro dalla trama particolare. Il libro si intitola “Cinder. Cronache lunari”, scritto da Marissa Meyer ed edito da Mondadori. Mi aveva colpito tempo fa la sua copertina originale americana, che trovo davvero bella. Quella della edizione italiana non mi piace altrettanto, però le edizioni Mondadori hanno sempre il loro fascino. Per quanto riguarda il contenuto, non ho ancora letto niente di ciò, e anche se non lo trovo molto interessante, potrebbe comunque piacermi. Parla della storia di Cenerentola, che tutti conoscono, in versione cyborg, ambientata quindi nel futuro. I commenti in rete sono buoni, quindi potrebbe trattarsi di una sorpresa!

"Anche nel futuro le storie cominciano con C'era una volta..."

 Titolo: Cinder. Cronache lunari          
   Autore: Marissa Meyer
   Editore: Mondadori
   Prezzo: 17€
   Uscita: 13 marzo 2012
                                       
                                             
 Trama: Cinder è abituata alle occhiate sprezzanti che la sua matrigna e la gente riservano ai cyborg come lei, e non importa quanto sia brava come meccanico al mercato settimanale di Nuova Pechino o quanto cerchi di adeguarsi alle regole. Proprio per questo lo sguardo attento del Principe Kai, il primo sguardo gentile e senza accuse, la getta nello sconcerto. Può un cyborg innamorarsi di un principe? E se Kai sapesse cosa Cinder è veramente, le dedicherebbe ancora tante attenzioni? Il destino dei due si intreccerà fin troppo presto con i piani della splendida e malvagia Regina della Luna, in una corsa per salvare il mondo dall’orribile epidemia che lo devasta. Cinder, Cenerentola del futuro, sarà combattuta tra il desiderio per una storia impossibile e la necessità di conquistare una vita migliore. Fino a un’inevitabile quanto dolorosa resa dei conti con il proprio oscuro passato. 

Autrice: Marissa Meyer vive a Washington con il suo compagno e due gatti che adora. Oltre a leggere e scrivere ama il buon vino, girare per mercatini d’antiquariato e viaggiare. Questo è il suo primo libro.


martedì 6 marzo 2012

#3Anteprime


Da qualche settimana o in quelle future, saranno disponibili alcuni libri editi da Newton Compton editori che mi hanno colpito, per le copertine e per le trame. Li elenco in ordine di interesse:

Quattro vite, quattro solitudini. Un unico, insopprimibile bisogno d’amore.”


Titolo: Il sentiero nascosto delle arance
Autore: Ersi Sotiropoulos
Editore: Newton Compton editori
Pagine: 256
Prezzo: 9,90 €
Uscita: 8 marzo 2012

Trama: Durante una calda estate greca, alla fine degli anni Novanta, si intrecciano le vite di quattro personaggi stravaganti e solitari, mossi dal desiderio di cambiare le proprie esistenze. Lia è una ragazza affetta da un misterioso virus che la sta consumando e vive reclusa in un ospedale di Atene, circondato da alberi di arance. Il suo unico contatto con il mondo esterno è il fratello Sid, schivo e poco socievole. Il suo peggior nemico, invece, è Sotiris, un infermiere che non perde occasione per maltrattarla, al punto da spingerla a tramare una vendetta. C’è poi Nina, una ragazzina ribelle, che sogna di fuggire dal villaggio di pescatori dove trascorre l’estate, un luogo in cui il tempo sembra non passare mai. Sarà proprio qui che la vedrà per la prima volta Sotiris, fatalmente attratto dalla sua bellezza. Le loro quattro strade, all’apparenza così distanti, potrebbero non incontrarsi mai. Eppure, al di là delle loro piccole manie, delle loro fragili volontà, qualcosa li accomuna e li lega: un insopprimibile bisogno d’amore.
Ersi Sotiropoulos, pluripremiata scrittrice greca, firma un indimenticabile romanzo dal gusto dolceamaro, commovente e intenso.

Vincitore dei principali premi letterari greci. Tradotto in Germania, Francia, Spagna, Svezia, Inghilterra e Stati Uniti.

Commenti: «La Sotiropoulos descrive la vergogna e l’alienazione in un modo così efficace da rendere la narrazione quasi voyeuristica, in un senso positivo.»
Publishers Weekly

«Una voce nuova, originale, melodiosa e penetrante, intrigante e inquietante, con cui ci si deve confrontare.»
Le Monde

«Uno splendido romanzo.»
El País

«Un po’ di Duras, un po’ di Faulkner e un pizzico dell’Amarcord di Fellini, il pungente romanzo di Ersi Sotiropoulos colpisce al cuore e solletica l’intelletto.»
Benjamin Anastas

«Bello, evocativo, profondamente commovente.»
Los Angeles Times

«Un misto di profondità filosofica e di ironia, un costante va e vieni tra il metafisico e il grottesco. Una lingua essenziale, influenzata da Pound e Kavafis. Un intento dichiarato di far ridere o sorridere, mai di dare lezioni.»
Le monde des livres

«Un gioco di equilibri e forze centrifughe. Vite sconclusionate. Continua ricerca d’amore. Sesso. Erotismo. Un’opera innovativa, quasi rivoluzionaria.»
El Público

«Ersi Sotiropoulos dimostra di avere le capacità di una grande scrittrice.»
Magazine Littéraire



I segreti del cuore di una donna sono più profondi di un oceano


Titolo: La strada in fondo al mare
Autore: Leah Fleming
Editore: Newton Compton editori
Pagine: 544
Prezzo: 9,90 €
Uscita: a febbraio

Trama: Due continenti, tre generazioni e tre famiglie in una storia che attraversa mezzo secolo.
È il 10 aprile 1912 quando May Smith si imbarca in terza classe sul Titanic, insieme con il marito Joe e la figlia Ellen, decisa a inseguire il sogno americano. In prima classe viaggia Celeste Parkes, che sta tornando negli Stati Uniti dopo una visita alla sua famiglia.
Ma la notte del 15 aprile il transatlantico entra in collisione con un iceberg e il destino di tutti i viaggiatori si infrange contro una montagna di ghiaccio. In un attimo si diffonde il panico: i passeggeri della prima classe vengono tratti in salvo sulle poche scialuppe, quelli della terza non possono far altro che tuffarsi nelle gelide acque dell­'Atlantico e sperare in un miracolo. May, ormai allo stremo delle forze, viene accolta a bordo di una delle imbarcazioni. La donna è disperata: crede di aver perso la figlia e il marito. Ma proprio in quei concitati minuti il capitano del Titanic, Edward Smith, le affida una neonata avvolta in una coperta. Alle prime luci dell­'alba, però, May fa una terribile scoperta…

Un romanzo che parla di coraggio, salvezza e amore, sullo sfondo della tragedia del Titanic, a cento anni dal terribile disastro
Tradotto in Francia, Germania, Spagna e Serbia

Commenti:         «Una scrittrice nata.» Kate Atkinson, autrice di Un colpo di fortuna

«Una storia che esplora i meandri del rapporto tra madri e figlie. Vi scalderà il cuore.»
Closer

«Una lettura indispensabile che coglie alla perfezione lo spirito del suo tempo.»
Lancashire Evening Post


“Il sorriso e il pianto si fondono in una narrazione incredibilmente densa di emozioni”


Titolo: Paradiso amaro
Autore: Kaui Hart Hemmings
Editore: Newton Compton editori
Pagine: 320
Prezzo: 9,90 €
Uscita: a febbraio

Trama: Matt King, discendente di una ricca principessa, era considerato uno degli uomini più ricchi e fortunati delle Hawaii ma ora la sua buona stella sembra avergli voltato le spalle… Sua moglie, la modella Joanie, ha un brutto incidente ed entra in coma. Le sue figlie, Alex e Scottie, si dibattono tra i conflitti dell’adolescenza e un disperato bisogno di attenzione. A peggiorare le cose, una scoperta inaspettata: Joanie aveva un amante. Sembra l’inizio della fine. Invece è una rinascita. Perché Matt, finalmente, si rende conto di aver amato davvero Joanie ed è costretto ad affrontare il suo fallimento di uomo, di marito e di padre: un percorso doloroso ma salvifico. Una storia di passioni forti e contrastanti che fanno di Paradiso amaro un romanzo straordinario, capace di illuminare la realtà dei rapporti familiari con la luce della sincerità.

Da questo romanzo il film rivelazione 2012, dal regista di Sideways, con George Clooney

Commenti: «In Paradiso Amaro il dolore e l’inadeguatezza, l’urgenza dei sentimenti e il loro ridicolo, sono la stessa cosa. È in questa chiave che il regista Alexander Payne ha estratto dal romanzo di Kaui Hart Hemmings gemme di humour e di sottigliezza.»
Il Messaggero

«Nel 2007 è stato un piccolo caso editoriale negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, ora rischia di diventare un vero best seller globale…»
Egle Santolini, La Stampa

«A differenza di quel che di solito capita con le trasposizioni cinematografiche, questo è un libro perfettamente autonomo nella propria qualità letteraria.»
Egle Santolini, La Stampa

«Un paradiso amaro che richiede, per essere vissuto, il bene dell’onestà. Un romanzo la cui prosa è leggera, affascinante e soprattutto coraggiosa.»
Alberto Bevilacqua

«Questo romanzo è sorprendentemente una commedia amara, grottesca, alla volte tragicomica, ma che si sforza di guardare alla vita con lo stupore di chi, anche attraverso il dolore, riesce alla fine a trovare la speranza, perché spesso la speranza sta proprio alla fine.»
Filmaker’s Magazine

«Hemmings modella la voce dei suoi eroi con virtuosismo e profondità.»
The New Yorker

«Il sorriso e il pianto si fondono in una narrazione incredibilmente densa di emozioni.»
The New York Times

«Con una prosa affascinante e leggera, Hemmings esplora con coraggio il territorio delle emozioni e del dolore.»
Sunday Independent

«Un uomo costretto ad affrontare il coma di sua moglie trova la forza per emergere dal coma – di emozioni e di sentimenti – in cui lui stesso era sprofondato, e riscopre l’amore che prova verso le sue figlie.»
Elizabeth Strout, premio Pulitzer autrice di Olive Kitteridge


Mi sembrano molto interessanti!

lunedì 5 marzo 2012

#2Recensione


Recensione del libro “Shadowhunters – Le origini. L’Angelo”

Titolo: Shadowhunters – Le origini. L’Angelo
Autore: Cassandra Clare
Editore: Mondadori
Pagine: 480
Prezzo: 17€
Uscita: 06/2011
Altro: primo volume della trilogia spin-off di “The Mortal Instruments”, “The Infernal Devices”

Trama: Tessa, orfana sedicenne, lascia New York per raggiungere il fratello ventenne a Londra. Come unico ricordo della sua infanzia, porta con sé una catenina con un piccolo angelo dotato di un meccanismo a molla appartenuto alla madre. Quando il fratello scompare, la ragazza si trova immersa nelle nebbie sovrannaturali della Londra vittoriana e scopre un mondo popolato da vampiri, lupi mannari e stregoni: una realtà in cui mantenere il proprio equilibrio è difficilissimo. Per riuscirci, dovrà imparare a fidarsi degli Shadowhunters.
Recensione: Questa è la prima recensione che scrivo per questo blog - ho iniziato a pubblicarne sui i.b.s. e poi su aNobii – e perciò sono un poco agitato. Vabbè… comincio.
So che avrei dovuto anche inserire una recensione del resto dei capitoli della saga di Cassandra Clare, ma questo l’ho appena finito, mentre gli altri li ho letti tempo addietro.
Per quanto mi riguada, penso che gli scritti della Clare siano veramente molto belli. Il primo libro, “City of Bones” – “Città di Ossa”, mi aveva lasciato un attimo perplesso, non ero riuscito ad affezionarmi ai personaggi, soprattutto per il modo in cui i Nephilim, i Cacciatori di demoni e affini, trattano e come considerano i Nascosti, coloro che hanno a che fare con i demoni e gli angeli; in realtà, come si vedrà è soprattutto Valentine, il Nephilim malvagio, a comportarsi così maggiormente con loro. Comunque, con il proseguire dei capitoli, a imparato ad apprezzare le storie della Clare in modo molto intenso; praticamente sono tra i miei libri preferiti. I primi tre libri hanno, quindi, per me la struttura di un climax ascendente, ovvero dal primo capitolo introduttivo molto simpatico si è passati a un terzo epilogo davvero entusiasmante. Poi le vicende continuano, e meno male. Solo che il quarto volume non mi ha appassionato più di tanto, non l’ho trovato il degno seguito del terzo. Posto la recensione che ho pubblicato su aNobii, visto che non ci ho dedicato un intervento apposito:

Devo ammetterlo, ma per me che ho veramente apprezzata i precedenti libri, soprattutto il terzo, questo capitolo si è rivelato una lieve delusione. Certamente il mondo creato dalla Clare, con i suoi personaggi e lo stile con cui viene descritto sono una garanzia di una certa qualità e quando ho iniziato a leggerlo ero spinto da quello stesso interesse vissuto anche per la lettura de Harry Potter e i doni della morte. Però... la trama fatica a diventare veramente intrigante, come si aspetta dal seguito di un libro bello, e alcuni personaggi hanno perso leggermente lo smalto; soprattutto Magnus. Simon e Isabelle mi sono sempre più simpatici e mi piace la loro storia d'amore, così come mi irrita un bel pò Jace -a volte, spesso, è veramente detestabile-. Magnus, invece, che era il mio personaggio preferito qui non risalta per la sua stravaganza e carattere. E poi Lilith, boh, non mi è sembrata granché... il potere maligno che la sua figura richiama non è stato reso bene, non basta dire che c'è sempre stata sottoforma di civetta. E poi questa cosa delle sette demoniache l'ho trovato un pò schifosa e un pò inutile... Vabbé... il finale mi è piaciuto abbastanza! Di sicuro aspetto che venga pubblicato il quinto libro! 

In seguito ho letto questo capitolo, che è oggetto della recensione, e ho avuto una piacevolissima sorpresa: su aNobii avevo letto di molte recensioni in cui si dice che non è granché e che i personaggi sono copie di quelli della saga principale. Ma per me non è per niente così!
Questa storia mi ha davvero entusiasmato. Personalmente mi piace tanto il periodo vittoriano, l’800, Londra, e quindi già solo l’idea l’ho trovata molto buona. Poi si vede (e anche dalle note in fondo al libro) che l’autrice si è documentata e ha unito le informazioni con le sue idee per creare un’ambientazione affascinante. Per l’intera narrazione l’elemento magico non è molto presente o pressante, è velato e soffuso, cosa che ho apprezzato, in primis perché già l’ambientazione un tocco gotica rende bene, e poi perché effettivamente non mi piace una cosa troppo assurda o fantastica. I personaggi, che alcuni lettori hanno definito non molto interessanti, per i comprimari, e la copia di Jace & Clary per Will e Tessa, li ho invece trovati ben distinti e degnamente caratterizzati. Tessa è una ragazza amante dei libri e degli affetti, che, alla morte della zia, da New York parte per Londra verso il fratello Nathaniel (bel nome); Will è arrogante e presuntuoso, e perciò potrebbe sembrare troppo simile a Jace, ma mi è sembrato anche più complesso e meno antipatico, in qualche modo (odio Jace); Jem è completamente diverso dal personaggio che gli si potrebbe affiancare, Simon, in quanto dolce, comprensivo e maturo… Simon ha sì tutti questi lati positivi, ma ha anche differenze; Jessamine è la ragazza più in stile “Orgoglio e Pregiudizio”, desiderosa di vivere una bella vita con un bel marito, e si mostra anche coraggiosa; Charlotte e Henry, i gestori dell’Istituto londinese, sono due brave persone, lei con l’intento di gestire correttamente l’Istituto e lui con la passione per gli oggetti meccanici; si ritrovano, inoltre, due personaggi già incontrati nella saga principale, Magnus Bane e Camille Belcourt: quella di Magnus è una presenza fugace, ma colorata di stravaganza, e quella di Camille è altrettanto fugace, ma di estrema classe e che lascia il segno.Tutti gli altri personaggi sono altrettanto ben costruiti.
Lo stile della scrittrice lo trovo sempre ottimo (nonostante i ripetuti errori di editing), infatti per me i suoi libri sono poesia in prosa.
Numerose la battutine ironiche e velate, che sembrano veramente adatte ad arricchire ulteriormente un testo già splendido; sono anche di più e più divertenti di quelle pronunciate da Jace.
La trama e la costruzione delle vicende, dotata della sua autonomia rispetto alla saga degli strumenti mortali, è allo stesso modo molto ben strutturata e coinvolgente, come solo Cassandra Clare sa fare. Il libro termina quando questa è già a buon punto, ma lascia spiragli per il proseguo. La storia sentimentale è come sempre ben trattata.
Ho anche apprezzato il fatto che siano state fornite le note a riferimenti letterari, biografici  storici su oggetti contemporanei o antecedenti, così il lettore è ben informato e sì può, per quanto possibile arricchire culturalmente.
Quindi, questo libro mi è piaciuto davvero tanto e lo considero forse il più bello tra i libri della saga letti finora (chissà quale sarà il mio preferito, una volta letti tutti i dodici capitoli…), per tutte le caratteristiche citate, e poi mi sono affezionato ai personaggi e alle vicende fin da subito, anche se è il primo capitolo di una trilogia, cosa che non erastata immediata con “Città di Ossa”.
p.s.: Curiosità: Simon, in "Città di Ossa", paragona la scoperta degli Shadowhunters al gioco di ruolo Dungeons and Dragons, mentre Tessa, in "Le origini. L'Angelo", pensa "Ma i vampiri sono quei mostri dei romanzi a puntate, mentre le fate sono protagoniste di fiabe per bambini."
5*****