lunedì 30 luglio 2012

#60! Recensione: Shadowhunters - Le origini - Il Principe





E’ come un sogno che ti insegue, come un tè bevuto a merenda, come una carezza delicata di un guanto di seta. E’ come la voce suadente di una rosa che recita parole romantiche, potenti ed eleganti. E’ questo l’effetto di un lavoro ben riuscito, il frutto di impegno, dedizione, riflessione e talento. E queste prerogative la scrittrice americana Cassandra Clare, per quanto mi riguarda, può affermare, con vanto, di possederle. Perché per me i suoi libri sono un buffetto sull’anima, una medicina placebo dall’effetto praticamente sicuro, nonostante la consapevolezza. I suoi scritti mi conquistano come una dominatrice vestita sadomaso con una frusta in mano insegue il compagno dominato. La similitudine, credo, è abbastanza fedele alla realtà, solo che il rapporto tra me i romanzi della Clare è di pure affetto. Affetto e devozione. Sono affezionato alle sue storie e devoto a lei, che è una grande narratrice e una romanziera esemplare. Come ho scritto nella recensione al libro della scrittrice che ho letto precedentemente, il suo stile è una poesia in prosa, ammaliante, elegante e affascinante; e, a volte, quasi esclusivamente nei libri ambientati in epoca moderna, anche sexy. Ogni nuova uscita della Shadowhunters Saga rappresenta una garanzia di estremo diletto e godimento letterario. Provo profonda stima per Cassandra Clare – soprattutto per i suoi romanzi, ma anche per i suoi pensieri. Una volta, sono capitato quasi per caso nel sito dell’editore americano della Clare, Simon & Schuster, e, leggendo l’intervista che viene posta a tutti gli autori pubblicati in quella casa, ho scoperto due cose che condividiamo. Quando le viene chiesto in quale luogo lei vorrebbe essere, risponde: Londra; da quando ci sono stato in vacanza qualche mese fa ci voglio ritornare, senza dubbio. Inoltre, sempre una cosa che ci rende simili, lei si sente ossessionata dall’Inghilterra Vittoriana. Questo potente interesse mi è cresciuto con la lettura di quello che forse è il mio romanzo preferito, il capolavoro della scrittrice inglese Emily Bronte, Cime Tempestose.

Alla domanda riguardo a come è giunta a scrivere Clockwork Princess, lei fornisce questa risposta:
<<I’ve always been obsessed with Victorian England. I read all the Sherlock Holmes stories when I was about eight. I've always wanted to write a book set in that place and time, and I also knew I wanted to write a companion series about Shadowhunters that would function as a prequel to City of Bones. When I decided to combine the two ideas, the Clockwork series was born.>>

Può sembrare, al termine della lettura, che il romanzo precedente fosse più bello e avvincente. Ma a un’analisi più attenta, si riesce a riconoscere il vero valore della storia appena terminata. Se “L’Angelo” si è rivelato più ricco di avvenimenti e scene d’azione, atmosfere più oscure e gotiche, scenari e azioni energiche e potenti, che fanno si che la storia si consumi come una sorsata di Coca-cola nella gola di un assetato, “Il Principe” vede una narrazione più riflessiva, corredata dalle evoluzioni dei rapporti tra i personaggi, tra relazioni sentimentali, famigliari e affettive, che riempono gran parte delle pagine destinate alla ricerca di quel gran villain di Mortmain, pacata ma determinata. I comportamenti e gli atteggiamenti di questi personaggi che si muovono nell’isola umida e piovosa di vari decenni fa, prevedono un contrasto tra il modernismo tipico dei Nephilim, i cacciatori di demoni, e l’apparente creanza unita ad aplomb, riconducibile a dei gentiluomini, a delle donne di buona famiglia e a dei servitori fidati ben inseriti nella corte della regina Vittoria.  
Lo stile poetico, suadente, attento alle riflessioni, ha l’effetto di creare una dipendenza, positiva, non come la polverina di cui deve fare uso il povero Jem, al lettore più affezionato – come me. E non è per niente conveniente dimenticarsi delle innumerevoli citazioni di opere letterarie di cui il libro è costellato, siano esse spiegate o inserite con discrezione, per le quali è necessaria, se si vuole godere al massimo del romanzo, una buona preparazione letteraria, scolastica o esclusivamente personale. Non mi pare esagerato affiancare questo libro a opere, capolavori mondiali, anche se italiani e senza tempo, come “La Divina Commedia” poema rimato del poeta fiorentino Dante e “Il Nome della rosa”, romanzo intenso dello scrittore Umberto Eco. Entrambi gli esempi, sono estremamente ricchi di citazioni, riferimenti colti, nozioni dottrinali, che permettono una sicura rilettura dissimile dalla precedente. In questo le tre opere si rassomigliano.
Ognuno dei personaggi ha i suoi segreti oscuri, che solo grazie al prezioso aiuto degli amici possono debellare. Ed è in queste eventualità che si riscopre il senso di affetto profondo che unisce i protagonisti – che ricordo con affetto – in un unico collage appassionato e assolutamente imperdibile. Non posso non consigliare una serie così strepitosa, ricca e preziosa ai lettori armati di desiderio di storie di valore, perché essa donerà sollievo allo spirito, qualche sussulto, un po’ di sorrisi e tanta, tanta passione.    

{♠♣♥♦ stelle}

Autrice: Cassandra Clare
Casa Editrice: Mondadori
Giudizio: Promosso
Voto: 5
-Stile: 5
-Contenuto: 5
-Piacevolezza: 5

ps: ringrazio la Mondadori per avermene fatto dono.

sabato 28 luglio 2012

#59Acquisti di carta e inchiostro




E’ da tanti giorni che non scrivo più qualcosa sul blog, perciò mi pare ora giusto informare i lettori di quello che mi è capitato in relazione ai libri, che sono una fetta importante del mio tempo libero (e non). Questa è stata una settimana abbastanza ricca. Mercoledì ho dovuto affrontare l’esame teorico per la patente per autovettura, che ho superato – yeah! -, così giovedì, libero da lezioni di scuola guida ed esercitazioni quiz, che hanno richiesto molto impegno e tempo di questa parte dell'estate, sono andato a pernottare nell’appartamento che mio fratello usa quando deve frequentare l’università, a Novara. E in quella città, diversamente dal mio paese, ci sono varie opportunità di trovare libri usati o in inglese, o usati in inglese, o scontati, o rari. Io ne ho acquistati quattro, due per ciascuno dei giorni in cui sono stato nella città. Il primo che ho trovato e ho deciso di prendere è “Frostbite”, secondo capitolo della saga “L’Accademia dei Vampiri” della scrittrice americana Richelle Mead; l’ho trovato in inglese usato, solo che mi manca il primo capitolo della serie, che dovrò recuperare, prima o poi. Sono rimasto anche affascinato da “Destined”, nono capitolo della saga “La Casa della Notte” del duo americano madre e figlia P.C. & Kristin Cast; mi ha colpito perché si tratta di un’edizione americana, l’originale, diversa (e forse più fashion) di quelle inglesi, che io ho per Marked e Awakened; ma la caratteristica più importante è che è una brossura con la costa più molle rispetto a quelle inglesi, abbastanza rigide. Delle stesse autrici ho preso anche, in italiano, usato, “Betrayed”. E qui devo aggiungere qualcosa riguardo al mio pensiero sulla saga. Allora, esteriormente mi catturano tutte le uscite, i ricami sulle copertine, le immagini… alla fine, anche se ogni volta mi ripropongo di non continuare la saga, aggiungo il nuovo capitolo ai precedenti, o in italiano, o in inglese in edizione inglese o americana; arriverò a leggerne anche in tedesco (spero di non arrivare a tanto :P). Trovo che molti spunti in questa saga siano buoni, soprattutto l’uso di figure mitologiche e folkloristiche, ma spesso ci sono trovate banali o, nei casi peggiori, perverse o perfino irriverenti. Però i personaggi mi piacciono e lo stile, quando non diventa troppo snervante, mi diverte. E’ di sicuro una saga leggera, sia per contenuti che per linguaggio.
Infine, l’ultimo titolo che ho da presentare è “La ragazza che rubava le stelle” dell’autrice americana Brunonia Barry. E’ il secondo libro di quest’autrice, e il primo, che io ho letto, “La lettrice bugiarda”, è uno dei miei preferiti. Qui la mia recensione. Quindi, visto lo sconto, che dura dal 25 luglio al 25 agosto, l’ho reso mio e, ovviamente, spero che non mi deluderà.
Ma, nello stesso tempo, sto leggendo un altro libro che mi sta piacendo molto, appartenente a una delle mie saghe preferite, “Shadowhunters – Le origini – Il Principe”. Presto scriverò la recensione, che sarà sicuramente positiva e piena di buone parole.
Ciao a tutti coloro che hanno letto le mie frasi!                         

venerdì 20 luglio 2012

#58 Recensione: Il Piccolo Lord Fauntleroy


 
Non ho trovato la copertina della mia edizione.

Mi è capitata una cosa davvero carina, qualche giorno fa. Da lettore vorace quale sono, è normale che se un libro mi piace molto e mi conquista, la mia soddisfazione raggiunga livelli elevati. E la cosa carina è che questo appagamento ha lasciato su di me, o meglio sul mio viso, un gran sorriso. Quel libro, protagonista della presente recensione, mi ha catturato in un vortice di dolcezza al gusto di vaniglia. Ovviamente ora lo posso considerare uno dei miei preferiti. Si tratta de “Il piccolo lord Fauntleroy” della scrittrice americana Frances Hodgson Burnett. Chi mi conosce più o meno bene, almeno basandosi su ciò che scrivo nel blog, sa che mi piace il periodo in cui questo libro è ambientato. Non viene precisato, ma si capisce che l’epoca è ottocentesca. Quindi, già per questo mi interessava.  Poi, chi non conosce questo titolo? E’ un classico molto famoso; tanto che nel periodo natalizio ripropongono spesso la versione cinematografica. E dopo averlo letto ho capito perché (non ho – aihmè – mai guardato questo film, ma rimedierò presto). E per diversi anni sono stato ignorante: ero convinto che fosse uno scritto di Charles Dickens, alla stregua di “David Copperfield” e “Oliver Twist”. Per questo pensavo che in televisione lo dessero alternativamente a “Canto di Natale” dello stesso autore. Ma ben presto, più o meno ho avuto modo di estinguere questa incertezza. Nella soffitta della vecchia casa di mio papà, insieme ad altri vecchi libri polverosi, ho trovato una copia di questo, in edizione Lucchi, di dimensioni medio-grandi come quelli di decenni passati, sfaldata e con le pagine separate tra loro. Per un po’ l’ho tenuto nello scatolone, ma qualche tempo fa ho deciso che era giunto il momento di farne buon uso. E ho fatto di per certo molto bene.
Secondo me è un libro che dovrebbero leggere tutti i bambini – nonostante lo stile un po’ ostico, che può comunque risultare diverso da edizione a edizione, e ricordando che la mia è abbastanza vecchia (anni 60’ o 70’) – per apprendere dei valori importanti, giusto, di rilievo. Valori come l’affetto, il rispetto, l’amore, la simpatia. E soprattutto l’uguaglianza tra gli uomini, e la capacità di giudicare negativamente dalle azioni negative e non dall’aspetto. Il protagonista, Cedric, un bambino di sette anni, è tremendamente dolce, dolcissimo. Per tutta la lettura me lo sono immaginato con il viso di Macaulay Culkin da bambino, una delle mie fisse, e la cui foto io uso come avatar. Da medio-povero ma felice bambino americano, si ritrova a possedere un sacco di denaro e il titolo nobiliare importante di lord inglese. Il suo comportamento, ingenuo ma moralmente corretto, non cambia, e rimane il delizioso fanciullo di prima, sempre pronto ad aiutare le persone più bisognose.
Non è una storia lunga o complessa, ma è completa, portatrice com’è di ottimi messaggi. Consiglio la lettura proprio a tutti, perché è un libro che regala sostegno e fa sentire meno soli. Vorrei tanto avere un Cedric, o esserlo stato io!

{♠♣♥♦- stelle}

Autrice: Frances Hodgson Burnett
Casa Editrice: Lucchi
Giudizio: Promosso
Voto: 5-
-Stile: 4
-Contenuto: 5
-Piacevolezza: 5

lunedì 16 luglio 2012

#57Libri interessanti


                                                                                                                                            

Ogni tanto mi piace proporre qualche libro che ha attirato la mia attenzione. Non per forza me lo procuro, però ritengo giusto divulgare l’informazione cosicché queste pubblicazioni vengano conosciute un pochino di più. Oggi mi sono fissato con una serie per bambini, dai toni piuttosto fiabeschi, dell’autrice italiana Elisa Puricelli Guerra. La serie, non so in quanto capitoli si snoderà, è pubblicata da Piemme nella collana Battello a Vapore. Quando avevo dodici anni ero completamente fissato con questa linea editoriale, rapito dalle deliziose illustrazioni, spesso ad opera di Iacopo Bruno, che arricchiscono la gran parte dei volumi. Ora non so se questi libri mi piacerebbero, ma i romanzetti della Guerra mi attraggono decisamente. Così come mi attraggono tutte le storie di fantasia e fiabesche. Sto parlando della serie delle principesse a Manhattan. Ecco i titoli:


1) Collana Il Battello a Vapore
Rilegatura brossura
Pagine 320
Data di pubblicazione settembre 2011
Trama: Manhattan è un posto speciale, dove le streghe fanno le estetiste, gli orchi sono detective dal fiuto eccezionale, le fate madrine creano modelli di alta moda e le agenzie di collocamento offrono ottimi impieghi a principesse, sorellastre e matrigne. Ne sa qualcosa Olivia, che un giorno entra nella camera della sua tata Arabella e scopre poster di ranocchi appesi alle pareti e una collezione di ritagli di giornale sui principi in età da marito...   



2) Collana Il Battello a Vapore
Rilegatura brossura
Pagine 256
Data di pubblicazione marzo 2012
Trama: Pur avendo scoperto che a Manhattan abitano streghe, fate e orchi, Olivia non è ancora riuscita a rispondere alla domanda che le sta più a cuore: è una principessa oppure no? Resta un solo modo per scoprirlo: partecipare al Gran Ballo di Primavera e aspettare che il bellissimo principe Dominic Alistair Balthazar la inviti a danzare e la baci prima dello scoccare della mezzanotte… Ma non tutto filerà liscio, proprio come nella migliore delle favole!


3) Collana Il Battello a Vapore
Rilegatura rilegato con sovraccoperta
Pagine 272
Data di pubblicazione ottobre 2011
Trama: È autunno a New York, e Halloween è alle porte. In questa città speciale, dove vivono orchi, streghe e fate, Olivia è al settimo cielo: finalmente ha trovato il suo principe azzurro, il bellissimo Dominic, e può vivere felice insieme a lui! Non tutte le fi abe, però, hanno il lietofine assicurato… Una strega pasticciona infatti trasforma Dominic in un ranocchio e solo una principessa potrà farlo tornare come prima, baciandolo la notte di Halloween allo scoccare della mezzanotte. Purtroppo mancano pochi giorni e Olivia non sa ancora se è una veraprincipessa… riuscirà a scoprirlo in tempo e a salvare Dominic dal suo destino di ranocchio?

La scrittrice ha pubblicato anche altri interessanti libri per bambini, di cui magari parlerò nel blog in futuro.

venerdì 13 luglio 2012

#56Recensione: Il club delle baby-sitter


                                                                                                                                         
Qualche anno fa andavo pazzo per una serie di libri per bambini, o più specificamente per bambine. Grazie alle offerte “reimanders” al supermercato ogni tanto ho avuto la possibilità di procurarmi alcuni dei tanti capitoli che compongono la serie. Tuttora sono sicuro che mi piacerebbero ancora, ma ci sono altri libri più duraturi e idonei alla mia età, e soprattutto di quelle offerte non c’è più neanche l’ombra. Restano comunque tra i libri preferiti nella mia vita di lettore, e troveranno sempre un posto nel mio cuoricino. Mi riservo, comunque, il proposito di acquistarli in futuro, magari tramite internet o all’estero. E potrei farci anche una scommessa, visto che i volumi totali sono quasi trecento! Questo scritto si può considerare una recensione in onore della saga globale.
Sto parlando della saga “Il club delle baby-sitter” della scrittrice e pedagoga americana Ann M. Martin. Dal titolo, si può capire che questi libri trattano delle vicende di un gruppo di amiche – Kristy, Mary Anne, Claudia, Stacey, Dawn, Mallory e Jessica - che, per guadagnare qualche soldo, svolgono il lavoro di baby-sitter. Le loro avventure si snodano in una serie principale composta da centotrenta romanzetti, più altre serie speciali, mistero, e una vede per protagonista la sorella minore della fondatrice del club. 

Questi libri hanno sempre saputo emozionarmi, nonostante la brevità della narrazione, che risulta comunque completa e dalla struttura organica, e lo stile, molto adatto alla ricezione anche da parte di lettori bambini. Ho ritrovato sempre tematiche molto importanti, come l’amicizia, l’amore adolescenziale (o preadolescenziale), le rivalità, l’accettazioni di persone diverse o con problemi, l’affetto famigliare, la comprensione, e persino intrighi e misteri. Il tutto in un susseguirsi di microstorie raccontate con l’energia tipica di una puntata di una soap-opera di successo, e il fascino opaco degli anni ottanta e novanta americani.
Devo essere sincero dicendo che sono rimasto molto deluso (volgarmente, di me**a) quando ho scoperto che non tutti i libretti sono stati scritti dalla Martin, ma l’editore ha dato il compito di affiancare la scrittrice nella stesura della serie a un altro scrittore, il quale ha proposto l’idea della serie stessa all’editore.
Una nota positiva è meritata dall’illustratrice delle edizioni italiane Mondadori, che sa incantare con i suoi disegni. E pur sempre molto carine sono le diverse copertine delle altrettante edizioni americane.
Consiglio la lettura di questi libretti a tutti, se si ha la possibilità di ottenerli, perché si sa che un libro bello è adatto a lettori di  - quasi – tutte le età.   
                                                                                                                                              

giovedì 12 luglio 2012

#55! Felicità





Come non festeggiare questi cinquantacinque articoletti con una notiziola che mi fa un immenso piacere? 
Ho ricevuto da Mondadori, in collana Chrysalide, il libro "Shadowhunters. Le origini - Il principe"! Yuppie yeah! Allora, sì, lo aspettavo, ma non oggi. Invece sono andato nella piscina comunale a nuotare con un'amica ed ero un pò desolato perchè non so cosa fare stasera - non avevo voglia di rimanere a casa. Sono arrivato a casa e ho trovato il pacco sul tavolo - probabilmente il corriere lo ha portato quando era in casa mio fratello. Yeah again!
Un grazie grandissimo alla Mondadori Chrysalide!!! A huge thank to Mondadori! Sì, sono talmente contento per questo libro che sono sicuro mi piacerà tantissimo, visti i precedenti, che mi do anche all'inglese!   


mercoledì 11 luglio 2012

#54Recensione: Chi è Mara Dyer




                                                                                                                   Recensione:                                   
Se la sincerità nello scrivere un commento a un libro è molto importante, è giusto che io scriva quello che ho pensato e provato nel corso della lettura del libro in questione. Ho appena terminato di leggere “Chi è Mara Dyer” della scrittrice americana Michelle Hodkin. Sono riuscito ad acquistarlo grazie a degli spiccioli trovati nei cassetti della mia camera. Questo per me ha significato molto: innanzitutto è l’ultimo che potevo permettermi fino al successivo rifinanziamento, e poi il prodotto di un colpo di fortuna non può, quasi per dovere morale, essere deludente. E mio malgrado, per me, il romanzo di cui voglio parlare, è stato proprio così. Deludente.
                                                                                                          Kiss, kiss, Gossip Girl.    
No, a parte gli scherzi, devo trattare di ciò che non mi è piaciuto. E si tratta di molti aspetti della narrazione.
La copertina è davvero bellissima, molto estiva, ammaliante. Fa quasi pensare a un sogno ad occhi aperti nei meandri della propria mente, nuotando nelle acque salmastre di un lago, parto della fantasia. Nulla di tutto ciò, secondo me, è da associare al contenuto del romanzo.
Fin dal secondo capitolo – il primo in qualche modo mi è piaciuto – mi sono sentito colpito ferocemente da un uragano di cliches e stereotipi, situazioni prese in prestito da altri libri che ho già letto. Di solito non faccio paragoni, critiche di questo tipo. Cioè se un racconto epistolare della Cina del sesto secolo a. C. possiede qualche minimo aspetto in comune con una ballata tedesca del 1752, non mi da spunto per una critica. Si sa che nella vita e nella letteratura le cose sono quelle, proposte in forme diverse, magari, ma quelle (lo dice anche Stephenie Meyer nella guida alla saga di Twilight). Però in questo caso anche le dinamiche mi sono parse topiche. Incontri rapidi e freddi, ragazza schifa e ragazzo “nothing is impossibile”. Persino l’incontro alla finestra. Ovvio, secondo quello che ho premesso, che se trattate bene le scene possono essere buone. E qui si vede la capacità narrativa di un autore. Comprendo comunque che questo è un libro d’esordio, e riconosco l’impegno e la fatica nel portare a termine l’opera. Ma neanche lo stile mi è piaciuto molto, ne ho letti di migliori.
I personaggi mi hanno irritato e infastidito in modo oltraggioso. L’intreccio l’ho trovato povero, soft e confusionario. Ma soprattutto, mi pare che si dia meno valore alla vita rispetto a quello che ci si aspetta.
Durante la lettura mi sono annoiato molto, qualche volta ho avuto il desiderio di buttare il volume dalla finestra. La fine risolleva un po’ la situazione e invoglia ad aspettare il secondo capitolo, però.
Chissà se lo recupererò e se mi piacerà. Per ora non mi sento di consigliare la lettura di questo romanzo a chi non piacciono le storie annacquate e poco originali, con un intreccio poco intricato, ma molto lascivo.

{♣♣+ stelle}

                                                                                                                   Informazioni:   
Autrice: Michelle Hodkin
Casa Editrice: Mondadori
Giudizio: Bocciato
Voto: 2+
-Stile: 3
-Contenuto: 2 1/4
-Piacevolezza: 2

mercoledì 4 luglio 2012

#53Libri e tesori in camera



Ehi, oh! Oggi, dopo un bel po’ di giorni, ho avuto modo di accaparrarmi un libro, ma uno di quelli con una bella copertina, con trama interessante e soprattutto con altissime possibilità di piacermi. Si tratta di “Chi è Mara Dyer” dell’autrice americana Michelle Hodkin. Un romanzo uscito nelle librerie da poco, ma che già ha trovato i suoi estimatori. E, ovviamente, io spero di essere tra quelli immediati futuri. 

Bellissima copertina.
Non avevo più denaro, ma sì una voglia di shopping librario, così mi sono messo a cercare nella mia camera degli spiccioli. Avete presente che nei film americani, i protagonisti adolescenti nella loro camera, magari sotto il letto trovano vecchi giocattoli, soldi, tranci di pizza ammuffiti? Beh, il mio caso è solo quello migliore. Ho recuperato qualche soldo per il libro che alla fine ho comprato. Yeah! Quando mi capita di trovare nei portafogli abbandonati nei cassetti che usavo anni fa, sono davvero contento (beh, ovvio). 
Bella copertina.
Dopo il libro di Kerstin GierIn verità è meglio mentire”, che mi ha deluso, non sono rimasto senza leggere nulla, non fa per me. Solo non avevo libri interessanti o appassionanti. Per esempio, ho riletto un libro che mia mamma mi ha comprato quando ero piccolo [e pensare che adesso i miei genitori mi sgridano un sacco se compro un libro! – Come oggi ;(], “Milly vampira per gioco – Il disastroso jackpot”. E anche il libro basato sul manga Vampire Knight, “Il peccato del ghiaccio blu – Il tempo fugace di un istante”; non mi è piaciuto molto, come non mi aggradano i romanzi tratti da manga, videogame o film. E poi per la scuola ho otto libri da leggere, tutti molto pesanti, direi. Ma in realtà ne posseggo solo quattro, e sono giunto a questa conclusione leggendo appena le prime pagine. Comunque ora mi sto impegnando a leggere “La coscienza di Zeno” di Italo Svevo.  Non è certo così avvincente. Per ora, non voglio fornire un giudizio affrettato, lo trovo un libro che non leggerei mai per mio interesse personale, così come lo sto navigando, pagina dopo pagina, in attesa della fine, senza il benché quasi minimo interesse. La storia racconta della vita di Zeno Cosini, in episodi, dal vizio del fumo, la morte del padre, la scelta della moglie… per ora sono arrivato a questo punto. Penso proprio che non migliorerà, ma se non altro spero di finirlo. E spero pure che “Il fu Mattia Pascal”  di Luigi Pirandello sia decisamente migliore – come pare, in quanto opera di un premio Nobel.
Ciao a tutti!

martedì 3 luglio 2012

#52Top Ten Tuesday. Seconda parte



La seconda parte!

Ideata da The Broke and the Brookish, ogni martedì i partecipanti di Top Ten Tuesday dovranno stilare una lista sempre diversa di dieci risposte al quesito della settimana! Ovviamente siete invitati tutti a partecipare condividendo le vostre classifiche nei vostri blog o lasciando un commento qui sotto! Il tema di oggi è "Top ten books on my summer TBR list", ossia i dieci romanzi che intendiamo leggere durante l'estate e che attendiamo di più!
Di solito non partecipo a queste rubriche, ma questa volta il tema centra pienamente il mio stato d’animo. Devo ammettere che ho voglia di leggere davvero tanti libri quest’estate, e una classifica mi aiuterà a scegliere quali mi interessano di più, perché è ovvio che non ho tempo ed energie mentali (e denaro) per farmi una mini biblioteca in questi mesi. Ecco le mie dieci scelte:

1. Shadowhunters: Il Principe, di Cassandra Clare. Qui e qui. Il primo capitolo di questa saga ambientata in epoca vittoriana mi è piaciuto tantissimo. Perciò non vedo l’ora di rincontrare Tessa e tutti gli altri personaggi, Shadowhunters e Nascosti, versione 1800.

2. The Luxe. Il ballo degli inganni, di Anna Godberen. Anche questo ambientato in periodo vittoriano, però in America, a New York. Mi pare la versione teen dei romanzi di Edith Wharton.  

3. Heidi, di Johanna Spyri. Ambientato nell’’800. Chi non conosce questa storia? L’ho sempre solo vista nella trasposizione a cartone animato, mi interessa anche leggerne.  

4. Chi è Mara Dyer, di Michelle Hodkin. Mi ispira tanto, spero che non mi deluda.
5. L’ultima canzone, di Nicholas Sparks. Voglio provare uno dei libri di questo scrittore, e questo volume mi sembra promettente.

6. I tre libri che ho preso a Londra. Qui. Lo so che così vengono tredici libri, ma quelli li devo proprio leggere, per esercitarmi nella lingua, oltre che per la voglia!

7. Il segreto del Grace College e seguito, Il gioco dei fantasmi. Oppure la saga di Ally Carter, quella con protagonista una ragazza che frequenta una scuola per spie. Chissà se riuscirò a procurarmi anche questi libri?!

8
. La favolosa vita di Henry N. Brown orsetto centenario, di Anne Helene Bubenzer. Qui. Mi piacciono tanto la copertina e la trama. Se racimolo un po’ di denaro, magari lo prenderò. 


lunedì 2 luglio 2012

#51Serie televisive: I Robinson



Chi non conosce la serie comica “I Robinson”, in lingua originale “The Cosby Show”? Da piccolo guardavo per molto tempo la televisione, perciò tra i programmi e le serie televisive figurava anche questa. Ma è crescendo che si rafforza la capacità di critica, di giudizio e di affezione alle cose che si ritengono migliori. Pensare che anni fa mi piaceva tantissimo Dragonball! Ovviamente adesso mi fa schifo, considerando tutte le assurdità che propone. Comunque al tempo I Robinson lo consideravo un semplice riempitivo intanto che aspettavo altri telefilm o cartoni animati. Da qualche mese, invece, ho osservato crescermi una grande simpatia per la grande famiglia protagonista dello show che prende il titolo dal vero nome dell’attore che interpreta il pater familias. Tutti i personaggi riescono a colpirmi, e in qualche modo li sento vicini. Tutti alle prese con i propri problemi, non dimenticano il senso della famiglia e della solidarietà, dimostrando questi sentimenti con ironia e brio. Trovo che le loro vicende siano giostrate con brillantezza, in modo da raccogliere su questa giostra anche l’interesse dello spettatore. Una buona serie per i momenti di tristezza o un pò difficili.
E’ da notare anche che gli interpreti hanno in alcuni casi pochi anni di differenza tra loro. Come nel caso della madre Clare e la figlia Sandra: ora l’una ha circa sessanta anni, e l’altra circa cinquanta. E l’interprete nonno, il padre del pater familias Heathcliff, ha solo circa dieci anni (o forse otto) in più di Bill Cosby. Inoltre Sandra è una componente bianca in una famiglia di persone di colore.
Ma a parte questi dettagli, più che fastidiosi, curiosi, mi sento di consigliare la visione di questa serie. ♣      
E la bambina graziosa della terza foto è proprio Raven Symonè, l'interprete di Raven nella sit-commedy omonima