giovedì 30 agosto 2012

#67Recensione: La Diciassettesima luna & La Diciottesima luna



Salve a tutti, lettori! Ieri notte sono tornato dal mare, e così posso dire che per ora le mie vacanze fuori città sono terminate. Un po’ in montagna, in Piemonte, dove abito, e un po’ al mare, in Toscana, i giorni d’agosto sono volati così tanto in fretta che non me ne sono neanche accorto; purtroppo il tempo vola, e presto sarà ora di ricominciare la scuola. Lo ammetto, non ho per niente voglia di iniziare il mio senior year, il mio ultimo anno di liceo classico. So che l’inizio – almeno due o tre mesi - sarà molto faticoso per me, visto che ho avuto intenzione di cambiare scuola praticamente ogni anno. Per fortuna a offrirmi sollievo ci sono i libri che richiedono a gran voce una recensione, che io ben volentieri scrivo, un po’ perché mi diverte, un po’ per allontanare quel brutto ricordo. :)
Questa volta, però, si tratta di un’occasione molto speciale: si tratta di una recensione commissionata dalla casa editrice Mondadori, in collana Chrysalide, che mi ha fornito due libri. “La Diciassettesima luna” & “La Diciottesima luna”. Io innanzitutto ringrazio il gentile ufficio stampa e inizio subito con l’argomento protagonista.
Ho deciso di commentare in questa sede della saga in generale, basandomi sui capitoli finora editi in Italia, per dei motivi immaginabili. Ho letto i due libri uno di seguito all’altro, il mio giudizio su di essi è simile, e perciò è prevedibile la continuità tematica e omogeneità dei miei discorsi che occuperanno generosamente un’unica recensione anziché due.

Ho letto il primo volume della saga, “La Sedicesima luna” esattamente l’anno scorso, gustandomelo un po’ a casa, un po’ in montagna e un po’ al mare. Questo è stato per me un esordio folgorante, sono passato dalle prime pagine non così coinvolgenti a un finale entusiasmante in cui i personaggi hanno saputo catturarmi tanto che è diventato uno dei miei libri preferiti e mi sono ripromesso di leggere assolutamente i seguiti (com’è ovvio). L’amore tra Ethan & Lena, le Sorelle, Macon, personaggi e dinamiche che hanno lasciato un segno indelebile nel mio spirito di lettore desideroso di storie avventurose, romantiche e ammalianti. Propongo qui di seguito il breve commento che pubblicai su aNobii.

 <<Bellissimo! Non al livello di Harry Potter, a volte un po’ infantile, ma una storia ammaliante e appassionante, scritta in modo coinvolgente. Da apprezzare anche il fatto che il narratore sia maschio. Il mio personaggio preferito è Macon e bellissimo il capitolo in cui difende Lena all’assemblea del comitato in palestra. Di sicuro prenderò il seguito.>>    

Con grande interesse, allora, mi sono cimentato nella lettura del suo seguito. Avevo letto di commenti in cui si dice che non ha molto a che vedere con il primo capitolo, che è noioso e piatto. Purtroppo non fosso fare altro che confermare. Ma mi spiegherò meglio.

Prima voglio fare i complimenti alla casa editrice per l’edizione in sé. Già altre volte ho espresso quanto i volumi Mondadori mi piacciano. Per prima cosa adoro il carattere del testo, ma anche la morbidezza delle edizioni in brossura, come il piacere al tatto delle sovra copertine di quelle rigide. In questo caso, più nello specifico, trovo i soggetti molto affascinanti, nonostante non siano gli originali e molti altri lettori li critichino; naturalmente le copertine originali sono quasi sempre migliori, ma trovo le fronde degli alberi, la falena con fiore e la piuma dei degni sostituti. A questo punto, mi pare giusto trattare del contenuto.
Come ho già annunciato ho trovato una omogeneità di temi, e quindi di piacevolezza, nei due romanzi, e veramente poco entusiasmo. Se il primo capitolo si è rivelato potente ma pacato, con poca azione ma molto forza ammaliante, molto pathos, per il secondo e terzo devo annunciare il contrario. Le scene d’azione si fanno vedere un pochino di più, ma non mi hanno catturato allo stesso modo. Nuovi personaggi, tra cui l’aspirante Custode della tradizione magica Liv, il mezzo Mago e mezzo Incubus John, uno stregone umano, una demonessa che possiede i corpi… nuove scoperte, nuove relazioni, nuove ramificazioni della mitologia portante della saga, nuovi e vecchi parenti. Molte cose nuove fanno capolino tra le pagine, ma il tutto risulta mal amalgamato. Se si considera, poi, che certi avvenimenti appaiono illogici, vagamente assurdi, quasi ridicoli. Come, per esempio, le diverse – ma veramente variegate - reazioni davanti alla morte di questo e quel personaggio. Altri personaggi, ancora, che sono sì giunti nell’Aldilà ma sono più presenti nella vicenda che alcuni dei sopravvissuti. Come non sbigottirsi davanti a certi comportamenti tra parenti, e sono un esempio illuminante la bella Lena che fa quel che fa e la sua sexy madre che tanto scherza col fuoco e con le sue amate Tenebre, e poi fa la fine della gatta che va tanto al lardo, lasciandoci sempre un po’ di cenere. Una Lilum, qualche Incubus di Luce, di Sangue, una Succubus buona e un ritorno di fuoco – sì, è il caso di scriverlo – costellano quella che è una grande battaglia all’interno di una famiglia abbondantemente allargata. E poi ci sono i tunnel, la grande ambientazione, luoghi magici che permettono un veloce trasporto, un facile rifugio e un sacco di magia e incanti. E’ nei tunnel che i tre amici, Ethan, Link e Liv, come tre provetti Harry, Ron e Hermione vanno a salvare la situazione e la bella addormentata, che pure se ne frega del principe azzurro. Ma quando le cose si risistemano non so se il lettore sia ancora ammaliato da una storia d’amore che pare solo unilaterale, da un mondo magico che sembra unifamigliare e da qualche Incubus con cravattini che fa spuntare le zanne e gioca con gli spiriti. Una nota positiva, tra tutto, è Link, maggiormente presente, simpatico e… circondato da Tenebre che tenebre proprio non sono. Mi è piaciuta assai la sua vicenda.
Anche le Sorelle, le vecchie zie di Ethan mi risultano sempre più simpatiche. Mentre Amma, se da una parte è veramente determinata, dall’altra se avesse me come accudito si prenderebbe tanti di quegli insulti che la smetterebbe di farla tanto lunga e spessa, come invece pare le piaccia fare.
Beh, alla fine, di sicuro leggerò con piacere l’ultimo capitolo della saga, Beautiful Redemption e voglio consigliare la lettura del primo volume a chi piacciono le storie intrise di magia e romanticismo; ha buone probabilità di piacere… e poi chissà, magari anche i seguenti!
Ciao, e alla prossima!

{♣♣♣ stelle}

Autrici: Kami Garcia & Margareth Stohl
Casa Editrice: Mondadori Chrysalide
Giudizio: Promosso
Voto: 3
-Stile: 3 1/2
-Contenuto: 3--
-Piacevolezza: 3--
       

sabato 18 agosto 2012

#66Recensione: alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll





Nella bancarella dei libri situata proprio nel parcheggio dietro la mia casa nel paese di montagna in cui ho trascorso un po’ di vacanza, ho trovato anche due classici per ragazzi, a prezzo modico e con copertine fantastiche. Si tratta di “Pollyanna” della scrittrice inglese Eleanor Hogman Porter & “Alice nel paese delle meraviglie” dello scrittore inglese Lewis Carroll. Per ora ho letto solo il secondo, più breve. Talvolta le edizioni di questo contengono anche il seguito della storia, “Attraverso lo specchio”, che dovrò recuperare, ma proprio per la copertina non ho potuto fare a meno di acquistare tale volumetto.
Il testo presenta diffusissimi errori, accettabili alla luce del costo del libro, ma che, insieme alla scrittura terribile dell’autore, rallentano e affaticano in modo pesante la lettura. Probabilmente è stata proprio intenzione volontaria di Lewis Carroll presentare la vicenda con uno stile intriso di segni di interpunzione a mio parere decisamente sballati. Non credo che fosse tipico dell’epoca questa tipologia di stile, perciò ritengo che lo scrittore abbia voluto far respirare il senso di meraviglia e ilare annebbiamento dei sensi sia con l’avventura della protagonista Alice sia con il modo in cui è stata scritta.
Sono sicuro che la maggior parte delle persone, soprattutto se lettori, conoscono questa storia e ne riconoscerebbero i vari episodi, anche grazie alle varie trasposizioni cinematografiche, perciò non è necessario che mi dilunghi troppo in questo mio commento.
Dunque, a parte lo stile, che comunque è la colonna portante di un testo scritto, ciò che ne sostiene la struttura, si tratta di una storia molto carina. Alice è un personaggio simpatico e carismatico, deciso e divertente. Parte per questa avventura, che è un parto della sua mente, venendo incontro a personaggi e creature bizzarre, bislacchi e strambi. Discorsi con ben poco senso razionale, biscotti, bevande e funghi che rimpiccioliscono e ingrandiscono, carte parlanti e bruchi tossicodipendenti e in botta, sapranno far sorridere il lettore pronto e disposto a lasciarsi trasportare in una terra pazza come i suoi abitanti, che definirei weird, il termine inglese, da una bambina dalla grande fantasia e un poco schizzata. Consiglio la lettura di questo libro che, essendo un gran classico, si trova pure in biblioteca, perché regala una storia molto divertente, se si sopravvive allo stile del tipo dei sogni più strani, magari provocati dal laudano e da una boccata di narghilè.

{♣♣♣♣ stelle}

Autore: Lewis Carroll
Casa Editrice: Crescere Edizioni
Giudizio: Promosso
Voto: 4
-Stile: 1 1/4 
-Contenuto: 4
-Piacevolezza: 3 1/2

sabato 11 agosto 2012

#65! Recensione: Saga Sangue Blu di Melissa de la Cruz



Oggi il mio blog letterario compie sei mesi e sessantacinque articoli. Yeah! Allora festeggio pubblicando dei commenti ai libri di una saga molto carina. Non sono da considerarsi recensioni per via della brevità; li ho scritti prima dell’apertura del blog per aNobii, così non mi sono impegnato granché. Prometto che per il prossimo capitolo della saga che leggerò scriverò una recensione più completa.
La saga interessata è “Blue Bloods” della scrittrice filippinoamericana Melissa de la Cruz. Tratta di angeli caduti che, per riconquistarsi il perdono e il ritorno nei Cieli, devono fare opere buone e vivere come vampiri; la storia è ambientata nella nostra epoca.


-Sangue Blu: <<Mi è piaciuto abbastanza questo libro, meglio di altri. Il tema principale, angeli caduti che devono ricercare il perdono reincarnandosi in vampiri sulla Terra, mi è sambrato vincente, ma è il modo in cui si svolge la vicenda che non ho apprezzato tanto. Mi pare scritto in modo elegiaco, insomma, un'atmosfera più aulica poteva essere ricreata in queste pagine. Comunque, penso che prenderò i seguiti.>> {♣♣♣♣ stelle}








                                                                                                        


-Bacio Sacro: <<Al libro precedente avevo dato 4 stelle perchè, nonostante non fosse troppo avventuroso e ricco di suspance e scritto con uno stile non molto apprezzabile e un pò piatto, ha lo scopo di proemio della saga, una sorta di premessa in cui i personaggi e la mitologia vengono descritti. Ma in Bacio Sacro, ora che si è entrati ampiamente nell'ottica dei Sangue Blu, mi sarei aspettato più azione, suspance, vari avvenimenti, una maggior caratterizzazione dei personaggi e dei rapporti che intercorrono tra loro; invece troppo calcate le vicende dei protagonisti nell'alta società e nei servizi di moda, e descritte male. E poi com'è che anche i più poveri e impopolari possiedono tutte quelle ricchezze? Mi pare difficile credere che a New York abbiano tutti così tanti soldi!
Apprezzabili i capitoli che riprendono i POV dei vari protagonisti!
Di sicuro mi procurerò i seguito, solo spero che siano stati scritti con una maggiore maturità linguistica, e la trama sia più  intricata e rafforzata.>> {♣♣♣ stelle}
                                                                                                                                 



-Rivelazioni: <<E' indubbiamente migliore dei precedenti, soprattutto Bacio Sacro. La trama è più ricca, i personaggi più caratterizzati e i dialoghi e i passaggi più brillanti. Il terzultimo capitolo e l'ultimo sono i migliori. Però presenta anche questo dei limiti: tutto è pressochè striminzito, ogni fatto si risolve in poche righe o poche pagine. Così anche se la storia narrata è carina risulta poco "radicata". Comunque una buona lettura.>> {♣♣♣♣- stelle}









                                                                                                                             

-L’eredità di Schuyler: << Allora... il libro sembra essere il migliore tra quelli della saga fino ad ora, ma presenta ancora dei limiti e difetti; la maggior parte dei libri ne presenta, ma questi abbastanza consistenti pur essendo carini. Senza contare i vari errori di battitura e refusi, che confondono, si può notare che la storia, proprio alla velocità delle descrizioni è poco radicata; soprattutto nelle scene di azione in cui i personaggi sono nella malia e tutto appare un pò sfocato. Ho notato che il capitolo precedente era più compatto, e conteneva passaggi e dialoghi fatti meglio.
Inizia bene e male: bene nel senso che le tre ragazze protagoniste a cui i POV sono dedicati hanno una storia che prosegue, e male nel senso che c'è un grande stacco tra Rivelazioni e questo, qui le vicende partono dopo un anno senza che sia fatta fatta grande chiarezza, soprattutto per Schuyler e Oliver (infatti la loro fuga pare un pò ridicola).
Ho notato diverse incongruenze, alcune superabili e altre no. Per esempio, quando Jack viene colpito dal Leviatano sopravvive grazie al sangue di Schuyler... perchè non è stato salvato anche il nonno Lawrence? Solo per eliminarlo dalla circolazione...
Un'altra, già dal primo libro, è che tutti i personaggi sono super ricchissimi, anche se sono emarginati e si comportano da normali (vabbè che c'è la crisi finanziaria).
Finalmente si parla dei Sangue d'Argento! Ma molto brevemente, non basta. Sono bramosi di sangue umano, quasi folli. Ma com'è che qualche pagina dopo si viene a scoprire che per loro il sangue umano è velenoso??!! Questa è proprio la contraddizione peggiore!! Anche tutti i traditori nella Congrega, come Forsyth, si nutrono da famigli... ma se sono traditori dei Sangue Blu, sono Sangue d'Argento, no? Questa cosa mi deve essere spiegata!
Poi, Allegra si svegli all'improvviso e in quattro e quattr'otto dà le missioni alle figlie senza soffermarsi granchè, e dopo se ne va. Non si prende neanche la briga di spiegare a Bliss come è nata! Spero che le racconti la verità nei prossimi volumi.
Quando Mimi e Kingsley sono nel bar e parlano, il capitolo finisce senza che il ragazzo risponda alla sua domanda! Ma O_O! Ho notato che il pezzo mancante c'è nella guida alla saga. Secondo me è stata una scelta non troppo felice quella di tagliare la scena...
Inoltre mi sono chiesto: ma Schuyler è una nephilim e una damphir, visto che è metà vampira-angelo e metà umana?>> {♣♣♣♣- - stelle}
                                                                                                                                               

I segreti dei Sangue Blu… Ho letto anche la guida alla saga, i segreti dei Sangue Blu, ma non ho stilato alcun commento perché mi è sembrato un riassunto, un sommario dei contenuti mitologici e delle vicende dei personaggi; non mi è parso che contenesse molte altre informazioni, e poi è caratterizzato da stile molto stringato, tipico della saga. {♣♣♣ stelle}













Nel quarto commento ho espresso un dubbio. Spero che qualcuno possa fornirmi la risposta, perché mi ha infastidito molto. Presto, spero, mi procurerò i seguiti in inglese; preferisco leggere in lingua originale perché le edizioni italiane (Fanucci) non mi piacciono molto e costano troppo e l’ultimo capito uscito in America aspetta da diversi mesi una pubblicazione qui nella nostra penisola.
Ciao a tutti coloro che hanno letto il mio articoletto.  
 

venerdì 10 agosto 2012

#64Recensione: Fai bei sogni di Massimo Gramellini


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<<Se un sogno è il tuo sogno, quello per cui sei venuto al mondo, puoi passare la vita a nasconderlo dietro a una nuvola di scetticismo, ma non riuscire mai a liberartene. Continuerà a mandarti dei segnali disperati, come la noia e l’assenza di entusiasmo, confidando nella tua ribellione.>> 

Ho deciso di leggere questo libro in seguito al parziale interessamento dello stesso da parte di mia madre. Legge pochi libri, e così se le viene voglia di leggerne uno,  si può considerare un evento raro. Non ho perso l’occasione, allora, per leggerlo prima io e scrivere la mia opinione, per poi confrontarla con la sua. Naturalmente il mio commento viene pubblicato qui sul blog.
Massimo Gramellini è un noto giornalista che scrive quotidianamente sul giornale “La Stampa”, che da decenni viene recapitato nella mia casa e letto dalla mia famiglia. Massimo abita a Torino che è il capoluogo della regione in cui sono residente io. Mia madre apprezza molto il suo stile e la sua ironia caratterizzante.
Dalle informazioni che vengono fornite, in rete e nella quarta di copertina, si viene a sapere che la fonte, l’origine di questo volume è la sua vita. E’ un’opera autobiografica, la narrazione di un segreto che, nonostante il dolore, viene svelato a tutti i lettori che si rendono disponibili a parteciparvi. Così, in parte, è stato per me. La sua storia ha saputo commuovermi, toccarmi il cuore. Il suo dolore ha condizionato la sua vita, ponendo il giornalista innanzi a delle riflessioni che, forse, se le cose non fossero andate in quel modo, non lo avrebbero mai interessato. Racconta i piccoli momenti della sua vita, così come i grandi con la stessa ironia che impiega nel suo mestiere da giornalista, sapendo condensare la triste malinconia derivante da questioni importanti come l’oscillare del destino e la questione dell’esistenza a episodi divertenti che conducono colui che legge a uno stato di ilarità gustosa. Finché il protagonista è bambino, la narrazione commuove grazie alla lucida ingenuità tipica dell'infanzia, periodo nel quale i fatti negativi vengono mascherati dalla fantasia. Poi, con l'avanzare dell'età, Massimo diventa più disincantato e la narrazione più schietta. Delusioni amorose sono la causa e l’effetto di quel dolore iniziale che sempre lo persegue, fino a quando non scopre che la realtà è diversa e, forse, più destabilizzante. Ma l’affetto di una persona amata come può essere una moglie fidata può aiutare a guarire il cuore ferito e dolorante. Perché solo il perdono ti rimette in contatto con l’energia dell’amore.
Mi pare poco rispettoso giudicare e dare un voto alla vita vera vissuta da una persona che ha avuto l’audacia e la prontezza di rivelarla all’Italia e magari anche al mondo, aprendo la propria interiorità e dimostrando sensibilità e capacità di risalire fino alla felicità quotidiana. Però questo è un libro e io sono un lettore amante delle valutazioni, perciò…

{♣♣♣♣ stelle}

Autore: Massimo Gramellini
Casa Editrice: Longanesi
Giudizio: Promosso
Voto: 4
-Stile: 4-
-Contenuto: 4
-Piacevolezza: 4-

lunedì 6 agosto 2012

#63Recensione: Due insolite gemelle di R. L. Stine



 



















Ho comprato ieri nella bancarella dietro casa nel paese di montagna dove sono stato un libro edito da Mondadori, che mi ha incuriosito, che già conoscevo di sfuggita, e che lo sconticino mi ha indotto a procurare. Visto soprattutto che tratta di vampiri, tema di mio interesse. Fa parte della collana “Super brividi”, composta da romanzini con tocco soprannaturale che la Mondadori ritiene di dover riunire, nonostante nel paese d’origine abbiano copertine diverse e destinazione differente. 
Un po’ tra “The Lost Boys – Ragazzi perduti”, il film degli anni ottanta, e “The vampire diaries – Il diario del vampiro”, questo libro, “Due insolite gemelle”, il cui titolo originale fa “Dangerous girls” è una semplice storia con protagonisti vampiri, ornata del gusto del sangue e del profumo di immortalità. L’autore, R. L. Stine, è più famoso per aver creato quella saga di racconti dell’orrore per bambini che in Italia si chiama “Piccoli brividi”, ma che in America il nome vero è “Goosebumps”, pelle d’oca. Due insolite gemelle non è un piccolo brivido, presenta una storia più matura e delicata, lontana da quelle grottesche in modo intrigante e infantilmente misteriose. Come una puntata di un telefilm dal tema soprannaturale, con descrizioni veramente minime, riesce a catturare l’attenzione del lettore, avvicinandolo alle vicende delle sue protagoniste, Destiny & Livvy, incuriosendo con canini appuntiti e bramosia di sangue, fino al finale a sorpresa, tipico dell’autore. Inoltre la caratterizzazione dei personaggi mi è sembrata buona, ognuno presenta una sua personalità, in qualche modo. A questo proposito mi viene da paragonare il libro in oggetto a "Wings" della scrittrice americana Aprillyn Pike. La creatura soprannaturale protagonista è la fata, ma lo stile è poverissimo e tanto infantile e i personaggi non presentano la benchè minima introspezione psicologica. Eppure viene considerato YA, mentre questo per bambini; penso che questo sia migliore, e per diverse età, quell'altro per nessuna. Trovo che sia una buona storia per un bambino che voglia leggere un libro sulle leggendarie creature notturne (qui non tanto notturne), una storia semplice, ma portatrice di una delle tradizioni folkloristiche (con tanto di nebbia che nasconde al mondo, capacità di trasfmormarsi in animali e disagio alle luce del sole) – a me tanto care. Non dico che ognuno debba leggere un libro sui vampiri, sono interessi personali, ma questo è consigliato fin da una giovane età, in quanto contenente scene di sangue al punto giusto.
Alla fine posso dire che sì, mi è piaciuto, e mi piacerebbe proprio leggere il seguito, ma non sono sicuro che riuscirò a trovarlo, ormai sono così rari i componenti di questa collana. Il racconto presenta molte risposte alle domande, ma alcune rimangono in sospeso e il finale, come già detto, rivela un segreto deliziosamente scioccante. Consigliato.

{♣♣♣ ½ stelle}

Autore: R. L. Stine
Casa Editrice: Mondadori
Giudizio: Promosso
Voto: 3 1/2
-Stile: 2
-Contenuto: 3
-Piacevolezza: 3 1/2

venerdì 3 agosto 2012

#62Vacanze


Ciao a tutti. Devo avvisare che nel mese di agosto sarò poco presente sul blog, in quanto andrò in vacanza, tra montagna e mare. Domani mi traferirò per un pò in montagna, dove, tra una camminata e l'altra a cui mi costringerà mio padre, avrò modo di dedicarmi alle letture a cui devo una recensione e alle mie personali. Magari riuscirò anche a procurarmi altri libri nella bancarella del paese. Poi mi sposterò al mare, ma di questa meta non so molto. Troverò il modo per scrivere e pubblicare sul blog le recensioni, come dovuto. Ancora ciao a tutti e buone vacanze.


mercoledì 1 agosto 2012

#61! Recensione: Betrayed di P.C. & Kristin Cast



Che bella copertina!

Ho appena terminato la lettura del libro “Betrayed”, il secondo capitolo nella saga La Casa della Notte delle autrici americane P.C. & Kristin Cast. Ed è stato davvero spossante, nonché noioso e irritante! Ho proprio intenzione di proporre il mio pensiero in un commento stilato con uno stile piccante e vagamente volgare, che si confà con lo stile del libro. Mi scuso per le parolacce. :)
Allora, devo proprio dire che questa roba mi fa proprio sclerare, cazzo! Cioè, io mi impegno a cercare di farmelo andare bene, ma la maggior parte dei libri di questa saga mi annoiano un casino, e sono veramente da sfigati o da zoccole perverse, okay! Le due autrici, con questi libretti da poca storia, non vanno avanti con successo. Uffa, ma costa tanto mettere qualche descrizione in più?! Non capisco un cazzo di quello che c’è scritto se c’è scritto solo che questi coglioni sfigati della Casa della Notte fanno riti con candele, banali e noiosi, tutto il tempo! Arricchire un po’ di più la roba non sarebbe malaccio, dannazione. E la protagonista? Quanto cazzo è falso moralista?!?! Fa tanto la buona, ma è la più zoccola delle troie, e sempre tutti lì a parlare male di Afrodite, che è una dei pochi personaggi decenti venuti fuori da Betrayed. Insieme a Neferet, il patrigno di Zoey e Erik. Che in questo libro, di certo non il migliore tra quelli che ho letto – sì, li leggo in ordine sparso, tanto non ne vale la pena -, non danno il massimo del loro potenziale caratteriale. E a parte gli insulti veramente gratuiti e ingiustificati ad Afrodite, vogliamo parlare del rapporto genitori e figli? Non è perché le autrici sono divorziate/hanno un brutto rapporto col padre, allora devono fare due palle così al povero lettore. Dai, cazzarola, che fissate! E sti vampiri che non hanno famiglia e odiano gli umani? Va bene Neferet, ma gli altri no, cazzoditoro. E sono fissate anche con ste guerre di religione. Ma che cosa cazzo rompono i coglioni ste due? Va bene che ci sono tante ideologie, ma loro puntano sempre lì, eh! Che due palle!
I personaggi sono ignoranti un un modo da vomitare gli intestini, cazzobaldracca, e il bello che stanno per diventare vampiri, tutti supermegaiperfighissimissimi e potentissimi e saggissimi e sapientissimi. Ma vaffa!
Inoltre ogni evento è privato di, oltre che degne descrizioni, anche sentimento. Cioè, ogni cosa scorre via veloce, senza lasciare traccia, con lo stile abbastanza fluido, ma la noia di certo preme, figadimucca!
Gli unici avvenimenti degni di nota sono quelli che riguardano la faccenda di Stevie Rae, ma anche qui le descrizioni sono carenti (oh, non posso crederci di aver usato questa parola!) e si trovano solo alla fine, in uno spazio ridotto.       
Alla fine le copertine mi convincono sempre a prendere e leggere sti libri, e quasi sempre ne rimango deluso. Mi sa che devo andare in terapia da un analista, perché io ho la testa troppo incasinata e mi sento sclerare!
Ecco fatto: ho scritto la recensione con lo stile del libro, ancora mi scuso per le parole volgari. Ciao a tutti.

{½ stelle}

Autrice: P.C. & Kristin Cast
Casa Editrice: Nord
Giudizio: Bocciato
Voto: 1 1/2
-Stile: 2
-Contenuto: 2- -
-Piacevolezza: 1 1/2