venerdì 21 febbraio 2014

Recensione - Clockwork Princess by Cassandra Clare

Clockwork Princess (The Infernal Devices, #3)Clockwork Princess by Cassandra Clare
My rating: 5 of 5 stars


5 milioni di stelle luminose e scintillanti!

Nonostante ci siano pochissimi minuscoli aspetti di questo libro che mi hanno confuso, non si può negare che sia un superfantastico capolavoro masterpiece. Non mi sono mai sentito così al termine della lettura di un libro. Supera addirittura gli altri libri della stessa scrittrice.
Se si legge il mio commento al libro Deadly di Sara Shepard, si può pensare che la Shepard sia addirittura la mia scrittrice preferita, ma no, non è così. Il trio Rowling-Clare-Shepard con l'aggiunta di Bronte-Asher-Eco-Pitzorno-e chicchessia saranno sempre nel mio cuore, ma in questo momento non ho che occhi, a forma di cuoricino sognante, per lei, l'inimitabile Cassandra Clare. E fanculo a chi non riconosce il reale valore.

E' stato bello finire questo romanzo l'ultimo giorno della mia adolescenza. *sospiro*.




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Recensione - Ex-Mas

Ex-masEx-mas by Kate Brian
My rating: 3 of 5 stars




Questo è un romanzo così carino! Sarebbe da leggere nel periodo d'Avvento, ma il clima qui dalle mie parti è già glaciale, e poi io non ho bisogno di altro per immegermi nel Natale. Così l'ho letto, dopo averlo iniziato e abbandonato per mancanza di concentrazione -e dimestichezza con l'inglese- il dicembre scorso.
L'idea di fondo mi ricorda, metaforicamente, una tazza di cioccolata bianca. Lungo la storia ci sono momenti di noia e spesso ho sentito la voglia di leggere altro, per la tenerezza che è insita non si trova spesso. La parte iniziale promette bene e il finale è superfantastico.
Non mi piace dove abitano i protagonisti, in California, perchè non c'è la neve in inverno (ma che schifo, dico io!), però alla fine del viaggio on the road, con meta Seattle, al nord l'ambientazione natalizia mi è familiare. Peccato che ci rimangano poco!
Il fratellino della protagonista, Cooper, in principio mi ha fatto venire l'urgenza di ucciderlo, però alla fine si fa volere bene.
I due ragazzi protagonisti sono caratterizzati proprio bene, e per loro vale ciò che ho scritto per Cooper: sono antipatici nelle prime pagine -o almeno lo è Beau-, ma poi ho sentito il bisogno di abbracciarli, e non mi succede spesso.
Tra le cose che non ho sopportato c'è l'usanza della famiglia Beckwith di addobbare l'albero la sera della Vigilia: per me è inconcepibile! Io lo faccio i primi giorni di dicembre. :) Inoltre la superficialità dell'ex fidanzato di Lila, di sua sorella e delle amiche della sorella è da ritenersi proprio squallida, così poco conforme allo spirito natalizio! Meno male che Lila, prevedibilmente, se ne distacca.
W Santy Claus!

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Recensione - Hidden

Hidden (House of Night, #10)Hidden by P.C. Cast
My rating: 2 of 5 stars

2 1/2 stelle.

Sì, ho ancora voglia di proseguire la saga. Siamo al decimo capitolo, non ci si può fermare quà.
L'always forever and never love non lo sopporto. Il falso moralismo che ne proviene mi provoca di quei movimenti peristaltici da annoverare. Perchè il world-building dipinto dalle Cast è fondamentalmente piuttosto perverso. Si tratta di un ribaltamento di tutti i valori ideologici e non cui tutti sono legati.
Erin, che diventa un pò zoccola, è vista come la probabile causa del male nel mondo, ma in realtà si distingue solo dalla massa di loser falso-moralisti che una volta erano i suoi amici. Zoey può farsi tutti i ragazzi più fighi nella scuola negli stessi momenti, ma Erin non può andare con uno solo? E Shaunee che trova disgustoso il vedere l'ex amica con il fidanzato (vabbè, se si vede un'amica fare roba in pubblico può creare disagio, ma la vampiretta ha questa reazione perchè il ragazzo in questione è diventato cattivo, dopo essere stato scaricato dalla precedente fidanzata che se la faceva con un Raven Mocker, mezzo ragazzo e mezzo corvo).
Erik, che è figo e non così falso-moralisto è visto anche lui come un debole e voltagabbana. Ma adesso per essere una persona buona si deve mettere da parte i propri sogni e le proprie ambizioni? Bah. E che peccato che difende Shaylin, falsa-moralista numero nove, da insulti giusti e legittimi di Erin e Dallas.
Aphrodite è il personaggio migliore della saga e di tante altre. La sua ironia tagliente e volgarotta mi ha conquistato da subito. Neferet, la villainess, è un pò meno figa di prima, perchè non fa altro che farsi bere il sangue da tentacoli di Tenebra volersi far montare dal Toro bianco. Dai, che schifo!
Un'altra cosa che mi ha infastidito è il cambio di idea di Nicole. Da troia numero tre e sputacchiosa killer è diventata una tiepida sfigata falso-moralista numero dieci ancora in potenza (spero che ridiventi la stronza di prima e che quantomeno schiaffeggi Stevie Rae, visto che non è riuscita a ucciderla, ma ne dubito; oppure che Stevie Rae la uccida. Ma qualcosa deve succedere!
Rephaim è il loser emarginato della scuola. Non so che dire. Kalona, l'immortale suo padre, è anche lui diventato devoto al Bene in poco, e via!, tutti gli altri 485545757060987 figli ancora cattivi sono spariti, ciao!
Erebus non è per niente descritto bene! E' più la versione speculare idiota di Kalona.
Stavolta il cerchio magico è stato un pò più interessante del solito.
CHissà cosa riserverà Revealed? Intanto il titolo Redeamed del capitolo finale non mi fa pensare niente di buono. Non sarà mica che Neferet capirà i suoi sbagli e vorrà purgare le sue colpe? SPERO PROPRIO DI NO!


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Recensione - Cosa accadde realmente in Perù

What Really Happened in Peru (The Bane Chronicles, #1)What Really Happened in Peru by Cassandra Clare
My rating: 2 of 5 stars


E' stata una lettura imbarazzante. Si sa -o si dovrebbe sapere- che io adoro follemente i capolavori di Cassandra Clare, ma questo "libro" non mi ha coinvolto in alcun modo significante.
Ed è presto detto: non l'ha scritto Judith Rumelt! In effetti What Really Happened in Peru sembra più una fanfiction, ovvero un racconto breve scritto da un fan che non ha tempo nè voglia di imnpegnmarsi in un'opera completa e complessa e di simulare lo stile narrativo del libro primario. E' il primo scritto che leggo di Sarah Rees Brennan, e non è stato un buon inizio. Di sicuro i suoi libri veri sono qualitativamente migliori di questa "cosa", ma per ora ritengo di poter dire poche cose buone del suo lavoro (riferendomi a questa novella).
Tutto si svolge in modo super affrettato, tanto da risultare anche confuso. I personaggi sono OOC, per usare un'espressione da fanfiction, cioè molto distanti dai libri originali -anche se in effetti Ragnor non si vede nelle saghe di Cassandra, e Catarina molto meno di Magnus.
A parte qualche frase intensa, il testo sembra stato scritton in fretta per essere pubblicato il più presto possibile. Però se il livello degli altri racconti è questo, non credo che l'edizione cartacea che li conterrà tutti potrà essere molto migliore, anche se io me la procurerò lo stesso.
Forse queste cronache riguardanti il personaggio letterario migliore delle serie Shadowhunters e per me, forse, di sempre, sarebbero dovute essere scritte unicamente dalla sua creatrice, Cassie, in più tempo, magari, ma con risultati ben migliori.


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Recensione - 34 Pieces of You

34 Pieces of You34 Pieces of You by Carmen Rodrigues
My rating: 3 of 5 stars

3.5 stelle.

E' un romanzo che si fa a leggere con un certo interesse, riuscendo a coinvolgere nella storia, nonostante alcuni momenti di lieve confusione o smarrimento. La conclusione, però, sembra non portare a ciò che ci si aspetterebbe, o meglio la meta attesa non è ampliata come dovrebbe.
Non è da paragonare a Thirteen Reasons Why, perchè non ha l'ambizione di mostrare i motivi o le persone che hanno causato il drammatico gesto con la stessa potenza del libro di Jay Asher.




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Recensione - The Christmas Wish

The Christmas Wish (A Snowflake Triplet Short)The Christmas Wish by Alexandra Lanc
My rating: 4 of 5 stars


Non mi piacciono molto i racconti troppo brevi, perchè non c'è la possibilità di entrare veramente nella storia, ogni aspetto di essa è ridotto e questo non mi permette di appassionarmi. Però se si tratta di un racconto breve che rappresenta un'aggiunta di un romanzo allora mi interesso di leggerlo.
The Christmas Wish è diviso in due parti; la prima è il prequel di Clara Claus, la seconda l'esatto sequel. Proprio per questo motivo do quattro stelle, perchè è come se fosse l'appendice di Clara Claus. E anche perchè è sempre piacevole leggere di quei personaggi, i protagonisti Jack e Clara, e gli abitanti del Polo Nord.

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Recensione - The future of us

The Future of UsThe Future of Us by Jay Asher
My rating: 4 of 5 stars

Freaky Weeky.

Thirteen reasons why è tutta un'altra cosa. L'intensità e il ritmo incalzante di quello splendido romanzo -opera prima di Jay Asher- qui non si trovano. The future of us è una storia molto leggera, ma molto gradevole.
Anni novanta. America. Toy Story.
E' un periodo in cui sono profondamente triste e malinconico, perciò durante la lettura di questo libro ho rischiato di piangere. L'amicizia che dura dall'infanzia, le relazioni tra i personaggi, la possibilità di scoprire il proprio futuro... come mi piacerebbe avere un migliore amico, o amica, dall'infanzia; molto! Ma le cose che ho in comune con Emma e Josh sono i film preferiti. Toy Story e Titanic avranno sempre un posto nel mio cuore! (Non capisco perchè Emma non riconosca il film sulla storia del Titanic che la lei di quindici anni dopo ha aggiunto tra i preferiti di facebook: esistono decine di film sulla vicenda, lo sforzo per riconoscerlo non mi pare così grande, anche prima che esca il capolavoro di James Cameron). Poi, un'altra piccola incongruenza l'ho trovata: nel 1996 non esistevano cellulari che potevano ricevere sms; allora perchè Sidney di tanto in tanto controlla il suo? Solo per conoscere l'ora?
Il tema del viaggio nel tempo mi affascina molto, ma qui più che viaggio è una lettura, i protagonisti scoprono per caso un particolare metodo per scoprire e modificare parte del loro futuro.
Prima di scrivere cose di troppo, devo dire che la tematica sarebbe potuta essere trattata molto meglio, la stori arriicchita, ma già così si tratta di un racconto divertente, dolce e in qualche modo appassionante.




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Recensione - Hex Hall

Hex Hall (Hex Hall, #1)Hex Hall by Rachel Hawkins
My rating: 3 of 5 stars

Contrariamente a quanto afferma Kirkus Reviews su questo libro, non si vede da nessuna parte Veronica Mars, perchè non c'è alcuna investigazione, e neppure l'ombra di Percy Jackson, che a me va meglio così. Concordemente con Publishers Weekly, però, Hex Hall è un debutto in grado di intrattenere.
Non è molto di più, comunque. Per un ragazzino è un libro consigliabile, in quanto risulta una storia spensierata, divertente e in qualche modo magica, ma soffre di crisi di infantilismo e non mancano situazioni che mi hanno procurato delle perplessità.
[Spoiler]. Per esempio, come si fa a non rendersi conto che un fantasma che non è della stessa consistenza degli altri spiriti e che è in dotazione di poteri magici più forti di quelli di streghe molto potenti è qualcosa di altro? Se proprio non ci si pongono dubbi, ci sono le strane espressioni che Alice ha di fronte a certi discorsi con la pronipote.
Inoltre, se la preside della scuola ha sempre saputo della costituente demoniaca della protagonista, perchè non si è mai posta il dubbio che fosse lei la causa degli attacchi alle studentesse? Perchè avere dubbi solo su una vampira? Il fatto che suo padre sia a capo del Concilio non significa proprio niente, considerando che la nonna ha dato dimostrazione di comportamenti propri di una natura demoniaca, no? Probabilmente perchè la prima ragazza uccisa è stata vittima prima dell'arrivo di Sophie nella scuola, ma potrebbero essere di più i colpevoli, per una persona esterna.
Perchè se Sophie arriva nella scuola per Prodigi quando l'anno scolastico regolare è già nel suo corso, trova molti altri adolescenti soprannaturali a iniziare la frequentazione lì quel giorno? Non viene spiegato questo fatto.
Infine, perchè avere ancora tanta paura di un ragazzo che si è scoperto fare parte di un gruppo di cacciatori di Prodigi se si è venuti a sapere che non è stato lui la causa delle aggressioni e non ha tentato di porre violenza alla protagonista? Quest'ultimo dato è quello che effettivamente rende meno perplessi, perchè si può fare riferimento alla paura nei confronti di quel gruppo di cacciatori, ma non cambia il fatto che Archer non ha mai cercato di violentare o uccidere Sophie e lei, spinta dal timore, ha reagito in modo un pò drastico, forse.
In ogni caso, il personaggio migliore è la vampira Jenna, che è adorabile! <3

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Recensione - E finalmente ti dirò addio

E finalmente ti dirò addioE finalmente ti dirò addio by Lauren Oliver
My rating: 4 of 5 stars

Viene citato "Il giorno della Marmotta". Questa è la traduzione letterale di un film che in italiano porta il nome "Ricomincio da capo". E' un'evidente imprecisione della traduzione, perchè provoca confusione. Non si tratta della tradizione dell'osservare la marmotta alla fine dell'inverno, presente in Stati Uniti e Canada, perchè non avrebbe senso nella storia, ma proprio del film.
Io questa cosa l'ho scoperta per puro caso, e di sicuro mi ha infastidito.

Inoltre, un'altra dimostrazione della meticolistà italiana nell'evitare spolier è il titolo, che non lascia scampo, ovvero si sa già da prima di iniziare la lettura cosa avverrà. Quello originale, Prima che io cada, non implica necessariamente quel finale, e nel corso della lettura uno spiraglio si apre, però basta ritornare alla copertina e ci si ricorda che per Samantha non fnirà bene.

Comunque questo libro, che è noioso quasi quanto osservare crescere una piantina, mi è piaciuto mano a mano che si scivolava nel finale. Quindi per me non sono quattro stelle, ma si avvicinano.

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Recensione - The Liar Society

The Liar Society (The Liar Society, #1)The Liar Society by Lisa Roecker
My rating: 2 of 5 stars


Lo ammetto: mi affascina l'immagine della protagonista, una simpatica ragazza liceale dai capelli tinti di rosa e qualche giro di perle attorno al collo.
Però, sempre per essere sincero, devo dire che questa libro non ha rappresentato molto per me. Se ha un capo, non sono riuscito a trovare una coda.
Si tratta di una scrittura mediocre, di personaggi senza spessore, di una vicenda affrettata. Se le avventure di Kate, la protagonista, prevedono un mistero da svelare, questo mistero non ha tensione nè grande mordente. Mi verrebbe da paragonare questa storia a Deadly Cool, che ho letto l'anno scorso, non certo a Pretty Little Liars, il cui titolo somiglia a questo, che mi ha conquistato fin da subito.
Kate non sa che domande porsi, che collegamenti logici effettuare, che risposte aspettarsi. La matematica non è un'opinione, per quanto poco mi interessi, eppure le incongruenze in questo senso non mancano. C'è anche pane per i latinisti: Kate deve affrontare una serie di frasi nella lingua antica, ma il fatto mi ha divertito poco, all'interno di questa caccia agli indizi che conducono a delle scoperte ottenute attraverso lo scorrere delle pagine esattamente prevedibili, e racchiudibili, praticamente tutte, nel titolo stesso. Sì, nel titolo in copertina.
Particolarissima è, invece, la relazione con Seth & Liam, i suoi due compagni di ricerche, diventati tali per bisogno o per interesse.
Perciò, se il libro fosse a sè stante non varrebbe una cicca. Però ha due seguiti -e mi chiedo di che cosa potranno trattare- che mi sono già procurato. Si vedrà.

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Recensione - L'accademia dei vampiri

Vampire Academy (Vampire Academy, #1)Vampire Academy by Richelle Mead
My rating: 2 of 5 stars

2.5 stelle

PRIMO COMMENTO:

Rose non ama la musica degli anni ottanta? Fuck yourself, fucking bitch. IMPERDONABILE!
Lissa mi è più simpatica. E pure Natalie. ;P
Sì, Natalie è molto simpatica. LOL.

COMMMENTO POST LETTURA:

Sommariamente questo libro non mi è piaciuto granchè. Ma mi è stato assicurato che i seguiti saranno migliori, perciò io mi fido e proseguo nella lettura.
Sarebbe potuta essere una storia ben più intensa, ma la scrittura di questo primo capitolo di saga mi è sembrata mediocre. Non voglio essere troppo critico, però mi ha dato idea di uno stile popolare, facilmente fruibile, o meglio popolare. Avendolo letto in lingua originale, posso confrontarlo con quello di Sara Shepard, altra autrice di cui ho letto in inglese diversi libri. E la Shepard, che fino ad ora consideravo molto semplice, è più complessa della Mead; o almeno così è sembrato a me.
Non c'è un vero sfondo, perchè ogni descrizione è privata della sua linfa: diversi fatti posso succedersi nel giro di poche righe. Anche i personaggi potrebbero essere tratteggiati meglio. Persino il retroscena misterioso avrebbe potuto godere di maggior rilievo.
La mitologia vampirica è tanto interessante quanto dubbia. I Moroi non sono molto vampiri, ma più umani particolari. Cioè, bisogna ricordare questo, perchè sono soggetti a tutti i sentimenti umani, alla perdita della popolarità, al dolore fisico e alla depressione. I dhampiri sono più forti in senso fisico e interiore (è per questo che svolgono il mestiere di guardiani).
Addentrandomi nell'appunto sui personaggi, il rapporto tra Rose & Lissa è molto tenero, ma alle volte mi ha dato modo di vedere la prima come una guardiana possessiva, l'altra una ragazzina incapace; poi i ruoli mutano e spero che il rinnovamento continui in meglio.
In generale, è un libro che potrei definire worth reading, ma dagli altri mi aspetto molto di più.

ps: Il libro Il Bacio della Morte di Marta Palazzesi è tristemente molto simile a questo, dall'inizio alla fine, differenziando di pochi dettagli; leggere l'uno è come leggere l'altro, si potrebbe pensare. Però no, questo vale moooolto di più (e non solo perchè è stato scritto prima).
Ciao.


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Recensione - The Iron King

The Iron King (The Iron Fey, #1)The Iron King by Julie Kagawa
My rating: 2 of 5 stars


Questa è la storia di Meghan, una fata dell'estate a metà -nata a causa dell'eccesiva libido del re della corte Seelie, di un fatino dell'inverno -cavaliere della corte Unseelie, di un folletto dell'estate e di un gatto parlante - un Caith Sith. Bisogna aggiungere un tipo di fata più malvagio e moderno che fa fare agli altri la figura dei vintage.
E' stata per me una strada di noia quella che mi ha portato da pagina uno a pagina trecentosessantatre, tanto che a un certo punto ho abbandonato il libro per poi riprenderlo e scoprire che sì, sono riuscito a finire di leggerlo, ma il mio gradimento non è cambiato poi molto. E' una storia noiosa perchè manca nella maggior parte degli elementi che rendono un racconto travolgente. Non si trova una trama forte, perchè è perlopiù costituita di incontri casuali, di dei ex machina e di avvenimenti dimenticabili; i personaggi non sono profondi: probabilmente qualcuno può pensare che per essere una fata nata da un sogno Ash sia abbastanza affascinante, allora io devo ribattere che l'idea che ci si fa all'inizio non basta a creare un personaggio, e con un "perchè non appare ciò che sogno io?"; lo stile narrativo mi pare semplice e proprio poco ricercato, privo di grandi figure retoriche.
Tutto avviene in modo piuttosto evanescente senza lasciare in me alcun segno, ogni piccola frase sulla pagina è scivolata via senza adagiarsi nei miei ricordi eppure con grande fatica -sarà mia la colpa, una mia incapacità verificatasi in questo caso di leggere in lingua originale? La realtà è che mi aspettavo di più o, meglio, altro.


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Recensione - Il circolo segreto/I diari delle streghe

I Diari delle StregheI Diari delle Streghe by L.J. Smith
My rating: 3 of 5 stars


Sarebbero più 2.5, ma indico

3 stelle perchè a Natale si può fare di più. Certo, il giorno di Natale è già passato, ma siamo ancora in quel periodo dell'anno in cui un pò di buonismo è di buon gusto.
In sostanza, la storia narrata ne Il circolo segreto -perchè mi rifiuto di chiamare questo libro I Diari delle Streghe- è una storia molto semplice, adatta più a dei ragazzini o comunque a lettori che non abbiano affrontato già letture più movimentate. Probabilmente nell'anno in cui questa trilogia-in-uno uscì, il 1992, non erano disponibili libri del genere con più spessore.
Tra comportamenti incoerenti, frasi di circostanza, una protagonista che è il personaggio peggiore della vicenda e lezioni (queste interessanti) su cristalli e radici, il racconto si fa leggere, e magari anche un pò riesce a coinvolgere.
Non è una storia di streghe, quanto più di esperti di pietruzze, piantine e candele che amano chiamare loro stessi streghe e distinguersi dai non appartenenti al loro circolo, etichettandoli come esterni. In realtà le streghe a cui tutti sono abituati nella narrativa sono capaci di altre cose, ma questo non guasta eccessivamente.
Certo, talvolta la lettura è un pò imbarazzante, e non voglio dire che si tratti di un libro fantastico, di un capolavoro. Semplicemente è un romanzo-in-tre-(quattro) che si fa leggere in mancanza di altro o per dovere morale in caso di regalo.
Però la piega avventurosa della storia si fa prepotente solo nel terzo libro e come una bolla di sapone scoppia ancora prima di averne assaporato tutte le sfumature della superficie.
Il mistero che si è dipanato, in modo anche molto banale, nel corso dei tre libri è risolto grazie a nient'altro che a una fortunata intuizione. La scrittrice, molto ingenuamente, inizia a fare cenni su questo personaggio, che prima era stato descritto distrattamente, messo un pò in disparte dalla protagonista e dagli altri compagni. Io, dal canto mio, avevo capito del suo coinvolgimento senza quegli indizi, ma lei, la Smith, dal suo canto, avrebbe potuto ricreare più suspance e tensione.
Fondamentalmente, è una lettura che lascia quello che trova, o almeno così è stato per me, ma potrebbe non esserlo per altri lettori; ma d'altronde non mi aspettavo molto di più, cxonoscendo già la Smith dalla serie de Il Diario del Vampiro (e stavolta il titolo italiano è adatto).


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Recensione - Morti viventi a Dallas

Living Dead in Dallas (Sookie Stackhouse, #2)Living Dead in Dallas by Charlaine Harris
My rating: 2 of 5 stars


Di Living Dead in Dallas avevo visto parte della serie televisiva quando non avevo ancora l'età adatta per poter esserne uno spettatore. Avevo odiato la figura di Godric e la vicenda in sè mi era sembrata troppo esagerata, come se i suoi protagonisti si prendessero troppo sul serio.
Prima ancora della trasposizione televisiva, mi sono avvicinato alla saga di Charlaine Harris quasi cinque anni fa, quando non avevo avevo l'età adatta per esserne lettore. Avevo trovato noiose e un pò irritanti le scene di unione carnale della protagonista con il vampiro Bill.
Tempo fa mi è tornata la voglia di leggere questa saga, ancor più che in là con le vicende si affacciano alla trama le fate, e a me le storie di fate hanno sempre affascinato (mentre dei vampiri mi si è affievolita la passione).
Lo ammetto: non ricordavo che la prosa di questa scrittrice fosse così brutta. Va bene, non è il libro migliore della saga e più si va avanti più la storia si fa accattivante, ma avrei preferito gradire questo libro. Così non è stato.
O ho letto una copia taroccata, oppure ogni aspetto del romanzo è trattato in modo decisamente affrettato, visto dal punto di vista di una Sookie che appare più egoista e sciocca che mai. La trovo sciocca perchè si fa trattare come un oggetto dal suo caro fidanzato, esageratamente geloso e morboso, e perchè si considera così colta in quanto conosce il significato del termine "confutare". Qualcuno dovrebbe dirle che essere una cameriera non significa che debba pensare solo a servire i clienti che le toccano il sedere e ad arrabbiarsi per questo e a credersi tanto colta quando invece non lo è. Trascorrere la vita tra lavoro come cameriera e letto con un vampiro è un pò limitante, direi.
Non si può, inoltre, dare onore al merito del mistero all'interno di questo libro perchè, a differenza del capitolo precedente, non è un vero mistero con conseguente svelamento. La suspance del caso è inesistente e una risoluzione poco sentita.
Perchè, poi, dare poco spazio a eventi importanti come l'attacco della menade, la morte di Godric (che, tra parentesi, nel libro non è nemmeno colui che ha trasformato Eric) -che avviene con tre parole, "e prese fuoco."- e la diffusione della follia in alcuni degli abitanti di Bon Temps (e non come nella serie tv in tutta la città per diverso tempo)? La fretta di queste descrizioni ha significato minore trepidazione.
Una delle poche cose belle del libro è Eric, che spero si scoprirà in tutto il suo fascino nei capitoli seguenti.

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Recensione - Clara Snow

Clara Snow (Snowflake Triplet #2)Clara Snow by Alexandra Lanc
My rating: 5 of 5 stars


Io sono il tipo di lettore che se ama un libro gli attribuisce cinque stelline. Non importa se il libro in questione è plausibilmente un briciolo inferiore a livello qualitativo di altri letti precedentemente, e giudicati con il voto massimo. E' il caso di Clara Snow, secondo capitolo della Snowflake Triplet (se non si contano la novella e le due novellette) di Alexandra Lanc.
Io sono sempre stato un pò ossessionato da tutto ciò che riguarda l'Inverno e il Natale (e anche le altre festività della stagione, seppure non rientranti nel complesso delle mie tradizioni) e questa saga non può che interessarmi abbondantemente; o meglio, dopo averla scoperta. Perchè in seguito alla lettura di Clara Claus, primo volume della storia, sapevo che l'avrei amata.
Questo secondo libro è a mio dire più bello ed entusiasmante del primo, che già è un ottimo libro natalizio (e romantico e fantastico).
I difetti che ho riscontrato in Clara Claus qui vengono smorzati e allo stesso tempo ci si abitua. L'autrice ha un modo di narrare davvero raro. Si può dire che la gran parte della storia abbia luogo nella mente dei protagonisti, mentre nel restante spazio i personaggi interagiscono tra loro nella vicenda, più incentrata nel rapporto amoroso di Clara & Jack nel primo libro e nel confronto con due villain ritornati dal passato nel secondo.
Non ci sono, in linea generale, molte descrizioni, ma qualche infodump, e l'organizzazione del Polo Nord si basa un pizzico sulla tecnologia (ma veramente un minimo), cosa che mi ha ricordato i libri di Artemis Fowl di Eoin Colfer, che non ho apprezzato particolarmente, al contrario di Alexandra, due elementi, questi, che mi azzarderei a definire negativi, ma sul piano personale. Sostanzialmente, si tratta di una lettura leggere e veloce, assolutamente delicata e tenera.
Consiglio a tutti coloro che si riconoscono nei requisiti da me inseriti la lettura di questa saga. Io attendo con impazienza i prossimi capitoli. <3

ps: sarò io, ma a Clara mi è parsa come la personificazione del fiocco di neve. Così come Candycane Claus, personaggio del libro North Pole High: A Rebel without a Claus, la prosopopea del bastoncino di zucchero caramellato (candy cane).

-°-°-

Aggiunta! Ho dimenticato di scriverlo in precedenza, ma io adoro il fatto che l'autrice inserisca alla fine del libro delle lettere in cui è contenuta la sua esperienza di scrittura in generale e in particolare sul libro. Mi ispira nel mio fantasticare e mi dà una spinta nel mettere in parole una storia.

-°-*-°-*-°-

I found this adorable drawing of Clara. So cute!



And of Jack. Nice!



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Recensione - Clara Claus

Clara Claus (Snowflake Triplet #1)Clara Claus by Alexandra Lanc
My rating: 4 of 5 stars

Fondamentalmente io e Alexandra siamo molto simili. E' un interesse viscerale, il nostro. Il Natale e la costruzione folklorica che vi è stata costruita attorno hanno sempre significato molto per me. E a quanto pare anche per l'autrice di questo libro, che è stata ispirata dalla visione di un film a tema; una spinta che l'ha spronata a usare delle parole per creare una storia sul Natale, la speranza, l'amore, l'avventura. Io stimo tanto Alexandra e già lo sfondo dell'opera mi piace. E' da anni che sono fissato con la figura mitologica di Jack Frost, ancora da prima che la Dreamworks la rendesse famosa a tutte le fasce d'età. Molto spesso sono un pioniere, e a quanto pare lo è anche Alexandra.
Così mi sono dedicato alla lettura di quest'opera.

Pro (Tesi, hegeliamente):
-Lo sfondo. Il Polo Nord, il Natale, il Concilio dell'Inverno... ottimale.
-Il nome della protagonista: Clara è simile a Clary, protagonista di una delle mie saghe preferite, The Mortal Instruments di Cassandra Clare.
-L'aspetto di Jack Frost: dai capelli bianchi e nevosi e gli intensi occhi blu, rappresenta lo stereotipo del Jack Frost che conosco (bella roba).
-La mitologia interessantissima. Non dico di più.

Contro (Antitesi, hegeliamente):
-Le descrizioni sono veramente minime. Il Polo Nord è visto come una città di edifici, tra cui bar, la casa e il laboratorio di Santa Claus, negozi, il parco. Molto interessante, ma io volevo maggiori dettagli.
-Jack è molto umanizzato, anche se all'inizio è solamente cinico e distaccato. Umanizzato nel senso che non è abbastanza sfuggente come me lo immaginavo.

(o è un pro?)-La vicenda è composta da tre eventi, nessuno di più. La maggior parte del procedere avviene attraverso i pensieri dei protagonisti, i loro sentimenti largamente espressi.

Sintesi, hegeliamente: E' una buona storia, che sa catturare, interessare, al di là dei difetti sostanziali. Come già detto la mitologia espressa intessuta ai pensieri dei personaggi costruisce una storia da tenere ben presente. E poi questo è il primo capitolo di una saga che, stando alle trame dei seguiti e da come questo è terminato, sarà molto movimentata e coinvolgente.

-°-*-°-*-°-



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Recensione - North Pole High: A Rebel Without a Claus

North Pole High: A Rebel Without a ClausNorth Pole High: A Rebel Without a Claus by Candace Jane Kringle
My rating: 4 of 5 stars


What an imaginative fantasy comedy! It is delightful and Christmassy, but also hilarious and tender, perfect for this time of the year and I like it a lot. I hated, instead, Santa Claus in person, who is a total moron, or at least while he is having his toothache.
I loved its infinite Christmas inside jokes, references and puns and I'm wholly glad I read this book. So, I definitely recommend you it.

{Today is the last 2013 days. Bye bye, old year and welcome young one!}



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