domenica 16 marzo 2014

Recensione - Il Diario del Vampiro: La Lotta

The Struggle (The Vampire Diaries, #2)The Struggle by L.J. Smith
My rating: 3 of 5 stars

Bisogna ricordarsi che questa saga di quattro libri è stata pubblicata negli anni Novanta, perciò l'esiguità della trattazione non deve stupire troppo. Magari può non essere gradita, ma non deve stupire.

Quattro anni fa, nello stesso periodo, lessi il primo capitolo de Il Diario del Vampiro, trovandolo deludente ma comunque gradevole. Questo secondo romanzo è un pochino più piacevole, anche se più corto. Le descrizioni sono ridotte all'osso, tanto che talvolta certe azioni o comportamenti risultano un poco fuori posto. Inoltre mai una volta che ci siano citazioni di libr, film o quant'altro che andasse di moda in quel periodo, qualcosa che potesse far assaporare l'atmosfera di quegli anni. Se non altro non c'è la possibilità che parole tipo walkman vengano modificate in ipod, come nel caso di Kissed by an Angel di Elizabeth Chandler, del 1995 (che io non ho letto, ma leggendo recensioni ho scoperto ciò). Il finale, poi, in linea con lo svolgimento della vicenda è velocissimo, non si riesce neanche a gustarlo. In un attimo succede quella cosa che sapevo sarebbe successa grazie agli spoilers da Wikipedia e che aspettavo con attesa, e poi Stefan, il coprotagonista, che è il personaggio più PIATTO della storia (tanto che sembra che Elena sia innamorata di un ragazzo che solo lei si immagina), cambia totalmente e tira fuori le unghie e... finisce il libro.
Poi il fatto che tutti a Fell's Church guardino Stefan come un terrorista senza prove evidenti mi pare un pò eccessivo... ma tant'è.
La traduzione italiana è veramente penosa; sono sicuro che se li leggessi in inglese gradirei maggiormente.
In futuro leggerò il seguito e poi l'ultimo libro della saga. Gli altri, che sono compresi nella mia edizione omnibus, li eviterei, dato che sono stati aggiunti per cavalcare la moda vampiresca del 2009 e non perchè la Smith avesse veramente desiderato scriverli.

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Recensione - The Lying Game series

The Lying Game (The Lying Game, #1)The Lying Game by Sara Shepard
My rating: 5 of 5 stars

Per certi aspetti è meglio di Pretty Little Liars, anche se per certi altri no, e quindi PLL sarà sempre -credo- la serie migliore di Sara Shepard.
Questo libro intriga in modo pazzesco da subito e la voglia di continuare la lettura è tanta. I capitoli, a differenza di PLL, sono tutti scritti secondo il punto di visto di una persona, con l'intrusione della gemella, non ci sono però POV multipli. Questa è una caratteristica che differenzia sostanzialmente dall'altra serie perchè lo story-line è continuo e non frammentato. Perciò credo che l'impegno nella scrittura debba essere maggiore (anche se poi il risultato è minimamente migliore in PLL).


Never Have I Ever (The Lying Game, #2)Never Have I Ever by Sara Shepard
My rating: 4 of 5 stars


Per il mio pensiero riguardo al libro, vedi il commento a Two Truths and a Lie.
:)



Two Truths and a Lie (The Lying Game, #3)Two Truths and a Lie by Sara Shepard
My rating: 4 of 5 stars



Mi da proprio fastidio segnare solo quattro stelle a un libro di Sara Shepard, però non mi ha conquistato come gli altri capitoli delle due saghe della scrittrice. Lo stesso vale per Never Have I Ever (libro secondo di questa serie).


View all my reviews Hide and Seek (The Lying Game, #4)Hide and Seek by Sara Shepard
My rating: 4 of 5 stars



Io sono stupido perchè tendo a farmi più spoilers di ogni sorta e così la lettura si impoverisce. Però con la saga PLL, pur sapendo gran parte della storia, mi è piaciuta molto (almeno i volumi dal primo all'ottavo, degli altri non sapevo nulla -fiuu). Leggere questi capitoli, invece, pur piacevoli che siano, mi da un pò di noia. Questo quarto volume è più bello del secondo e del terzo, e le rivelazioni sono scioccanti ed è come se fosse una specie di rinnovamento, che me lo porta proprio sotto il primo libro, per gradimento. Però ci sono momenti di noia, eh sì. Per ora la saga PLL è imbattibile. E di sicuro le prossime saghe della scrittrice le leggerò man mano che i volumi usciranno, così da evitare spoilers che mi guastano il tutto (sgrunt).


Cross My Heart, Hope To Die (The Lying Game, #5)Cross My Heart, Hope To Die by Sara Shepard
My rating: 4 of 5 stars



Sembra che il precedente capitolo abbia infuso nuova linfa alla storia, perchè questo non è stato per me troppo noioso, ma più lucido e diretto. E' certo che la The Lying Game saga è più soft di quella di Pretty Little Liars, e io non posso che preferire la seconda. Però è ugualmente una buona serie di libri, e riprende temi e riflessioni molto importanti.

Seven Minutes in Heaven (The Lying Game, #6)Seven Minutes in Heaven by Sara Shepard
My rating: 5 of 5 stars



Non so, definirei questo libro commovente. Decisamente il migliore della saga. <3
-°-°-

Dopo essermi ripreso dall'aver terminato la saga, posso scrivere un commento un pò più sostanzioso.
I libri migliori sono il primo e l'ultimo, e questo sesto è il più bello in assoluto. Gli altri, dal secondo al quinto, potrebbero essere ben più intriganti, però fanno procedere la storia tra vita quotidiana e sospetti e minacce. Forse se Sara avesse accorpato il secondo col terzo e il quarto col quinto, sarebbe venuta una tetralogia impeccabile, però va già bene così.
E' una storia così intensa, profonda, ricca di sentimento e pervasa da lirismo. Però il colpevole lo si intuisce dal terzo libro, grazie ai vari indizi lasciati lungo il percorso.
Devo riferire due difetti, che per me avrebbero alzato un pochino il livello già spaventosamente alto. Primo: perchè Emma non pensa mai, neanche una volta, al padre naturale? Io fossi nella sua condizione mi interesserei di certo.
Secondo: il corpo di Sutton sarebbe potuto essere trovato alla fine del quinto libro, durante lo scherzo a base di seduta spiritica, che ha preso luogo proprio dove la ragazza giaceva, invece che casualmente da un passante; e poi, visto che lei è uno spirito e la seduta -anche se per burla- dovrebbe richiamare gli spiriti... una svolta così sarebbe stata fantastica.
Per il resto non mi viene nient'altro da dire. Se non che è il primo libro che mi spinge a piangere; cosa che ovviamente non ho fatto, perchè -dai- non mi pare il caso, ma il senso è quello.




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Recensione - Winter's Passage

Winter's Passage (Iron Fey, #1.5)Winter's Passage by Julie Kagawa
My rating: 4 of 5 stars


Per essere una novella, l'ho gradita notevolmente. Di solito non amo leggere storie brevi, e non capita spesso che io mi imbatta in aggiunte brevi ai romanzi di una saga, o perchè non sono proprio state scritte o perchè preferisco evitare di comprare dei racconti in ebook che potrebbero non aggiungere molto alla storia; per esempio, posso anche non leggere le due novelle della The Lying Game esalogy, senza contare che la serie in sè non mi ha fatto impazzire, alla fine. Invece con The Iron Fey è incoraggiabile effettuare la lettura delle novelle, come è già stato consigliato dai lettori che l'hanno fatto prima di me. Winter's Passage è l'anello di congiunzione tra The Iron King e The Iron Daughter, è disponibile in un'edizione cartacea gradevole quanto quelle dei libri normali o forse di più e introduce un nuovo, animalesco personaggio (non è uno spoiler se dico che è proprio quello che compare sulla copertina della versione ebook). Perciò anch'io mi unisco al consiglio: se si ha letto The Iron King prima di dedicarsi a The Iron Daughter è meglio affrontare il passaggio dell'Inverno.

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domenica 9 marzo 2014

Recensione - Anna and the French Kiss

Anna and the French Kiss (Anna and the French Kiss, #1)Anna and the French Kiss by Stephanie Perkins
My rating: 3 of 5 stars


3 stelle abbondanti.

Anna and the French Kiss non mi è piaciuto come avrei sperato. Il motivo principale per cui non mi ha totalmente stregato è che si tratta di un libro decisamente realistico, è balzano da dire ma è così; leggendo delle vicende di Anna Oliphant dagli Stati Uniti alla Francia mi è sembrato di assistere alle reazioni di alcuni miei coetanei che ho conosciuto nel corso degli anni. Io stesso mi sono immedesimato in Anna, nel bisogno di trovare nuovi amici in un ambiente nuovo e nella passione che per me è in versione cartacea, mentre per lei in cellulosa, ma tutto ciò che avviene intorno a lei può succedere nel mondo reale. Questo è ciò che mi sono trovato a capire sul finire della storia.
Il mio rapporto con il libro è stato un pò travagliato. Le prime cinquanta pagine non mi hanno catturato molto, mentre dalla cinquantunesima a circa metà mi sono sentito incredibilmente coinvolto; purtroppo però poi le pieghe che ha preso il racconto non mi piacciono, o almeno non mi hanno stimolato, e perciò ho lasciato il volume nella libreria, per riprenderlo successivamente con la previsione di un finale desiderato ma disastroso nel coinvolgimento. In effetti la conclusione di questo romanzo è stata piacevole da leggere, rivelandosiproprio come ci si sarebbe aspettati dall'inizio. Adesso sono abbastanza curioso di leggere di San Francisco, seppure la storia veda nuovi protagonisti.

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sabato 1 marzo 2014

Recensione - Paranormalcy

Paranormalcy (Paranormalcy, #1)Paranormalcy by Kiersten White
My rating: 3 of 5 stars


3.5 stelle.

Sono stato molto prossimo ad attribuire a questo romanzo quattro stelline solide, ma purtroppo alla fine ho dovuto rivedere la mia decisione. Penso che tre stelline e mezzo vadano bene a questo libro, che comunque mi piaciuto per gran parte dei suoi capitoli.
All'inizio, ho dovuto abbandonarlo per un pò di tempo perchè non riuscivo a trovare granchè interessanti vampiri che si fanno sculacciare (facilmente vincibili), licantropi molto controllati e fate-taxi, ma poi, dopo l'abbandono, definitivo, di un altro libro molto deludente, ho ripreso in mano Paranormalcy e ho visto con occhi nuovi la società creata da Kiersten White. Non mi è troppo congeniale la visione che l'autrice offre delle creature paranormali, però non posso fare a meno di ammettere che ne ha dato una personale interpretazione, abbastanza originale. Col tempo ho finito per farmi appassionare.
La protagonista Evie è una ragazza molto divertente e dai gusti di moda appariscenti e molto spesso mi sono ritrovato nel suo desiderio di appartenere a un contesto sociale reale e non solo in quello di cui fanno parte le creature paranormali che deve "arrestare". Anche le due figure maschili non sono niente male, sia nella caratterizzazione psicologica che in quella fisica-soprannaturale (come ho già accennato, la White dà peculiarità nuove alle creature che sembrano uscite dalle leggende). Non devo mancare di accennare alle due amiche della protagonista, anch'esse affabili e si comportano come due amiche dovrebbero (seppur non siano propriamente umane).
La cosa che non mi è piaciuta, oltre forse alla mancanza di maggior descrizione dei luoghi, è che alla fine non vengono fornite delle risposte, in particolare da Reth, il precedente quasi fidanzato di Evie. Il libro termina con la vicenda presentata risolta, con il lieto fine che il lettore si aspetta, ma c'è spazio per il seguito. A questo punto mi chiedo se l'assenza di tali responsi sia proprio un motivo per cui essere scontento, oppure l'autrice non è stata in grado, almeno per me, di dare un completamento soddisfacente a questo primo capitolo rinviando il lettore al libro successivo, avendo però provato a creare brama di sapere.
In tutta onestà devo affermare che il libro mi è piaciuto, mi ha catturato e mi sono ritrovato nella protagonista e la sua storia mi ha appassionato, ma ho trovato quelli che per me sono dei difetti. Consiglierei questo libro, ma non rientra propriamente nel gruppo dei miei libri preferiti. A questo punto dovrei dirigermi verso Supernaturally, anche se a quanto pare dalle recensioni degli altri lettori che mi hanno preceduto ci sono buone probabilità che mi lasci ancora più sconfortato. Si vedrà.

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